La precarietà dilaga, oltre 3 milioni di contratti a termine (Istat), e Di Maio rimette in campo i voucher. Il no dei sindacati. Manifestazioni davanti al Parlamento. Martini (Cgil), proseguiremo e intensificheremo la mobilitazione unitaria

La precarietà dilaga, oltre 3 milioni di contratti a termine (Istat), e Di Maio rimette in campo i voucher. Il no dei sindacati. Manifestazioni davanti al Parlamento. Martini (Cgil), proseguiremo e intensificheremo la mobilitazione unitaria

I numeri sono la spina nel fianco di questo governo che sta portando il Paese verso il disastro  economico e sociale. Il lavoro e i migranti, il razzismo  che si insinua nelle fasce più deboli della società, solo la faccia tosta di Salvini e Di Maio possono negare ciò che sta avvenendo, gli episodi di violenza contro chi ha la pelle di color nero. Non si tira un uovo contro una ragazza, un’atleta,  una italiana dalla pelle nera tanto per fare uno scherzo. Appunto, parlano i numeri e suonano come una condanna, senza se e senza ma, per la politica del governo. Istat diffonde i dati sulla situazione economica di cui daremo, in seguito, una significativa sintesi, che indicano crescenti difficoltà. In particolare registrano che si è raggiunto un record, non certamente invidiabile, quello  che riguarda il numero dei precari che risultano essere ben 3 milioni e 105 mila, più 16%. Sembra di assistere ad un film dell’orrore pensando che a questo record si andranno ad aggiungere nuovi precari a causa dei voucher che il governo vuole introdurre di nuovo.

Camusso. Il decreto non è all’altezza di usare il nome “dignità”

Alla Camera infatti va in scena un decreto cui Di Maio ha voluto aggiungere il nome “dignità”, quanto più di disonorevole esista in merito a come ai affrontano i problemi del lavoro, della disoccupazione, quella giovanile in primo luogo. Il clou sono appunto i voucher, che tornano in campo. Invece di creare nuovi posti di lavoro, come strilla il Di Maio, supportato dal Salvini, i due si scambiano i favori, renderanno ancora più grave la disoccupazione galoppante. Sono i dati Istat a dare il segno della drammaticità della situazione del nostro paese mentre davanti alla sede del Parlamento si organizzano manifestazioni promosse dalle organizzazioni di categoria di Cgil, Cisl, Uil, a partire da quelle del settore agricolo Flai, Fai, Uilia che hanno dato il via alla mobilitazione, della Funzione pubblica Cgil, seguiti da quelli del turismo a partire dal primo agosto. Filcams, Fisascat e Uiltucs in una nota sottolineano che “il ricorso ai voucher avrebbe come effetto la produzione di nuove forme di irregolarità e di precarizzazione dei rapporti di lavoro in un mercato già fortemente condizionato dalla stagionalità”.

Istat. Crescono disoccupazione, contratti a termine, sempre meno giovani al lavoro

Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, intervenendo ad una iniziativa del sindacato a Massa Carrara ha definito la reintroduzione dei voucher “una schifezza”. Non ci sarà “un’ondata di utilizzo dei voucher, ma serviranno a coprire tutte quelle forme di contratto a nero, o a grigio”. Insomma, riferendosi a leghisti e pentastellati, Camusso sottolinea: “Dovevano cambiare il mondo, ma di coraggio ne hanno ben poco”. “Ormai il decreto non è all’altezza di usare il nome dignità. Quindi permettetemi di chiamarlo decreto Di Maio – ha aggiunto – che forse permette di ricondurlo alla sua immediata natura”. Quanto afferma Camusso, le difficoltà della situazione economica che non si superano con i voucher, trova piena conferma dai dati resi noti dall’Istat che segnano una battuta di arresto per il mercato del lavoro a giugno. Il numero di persone che cercano un impiego sul totale della forza lavoro, è aumentato di due decimi di punto salendo al 10,9%. Il numero dei disoccupati risulta pari a 2 milioni e 866 mila. Il numero di occupati è calato di 49 mila unità. Nuovo record per i contratti a termine che sono cresciuti di 16 mila. Altro record di cui abbiamo già detto i precari: sono 3 milioni 105 mila. Con i voucher previsti dal decreto del governo si rischia grosso. Anche il dato relativo alla disoccupazione dei giovani è in rialzo, 0,5 punti, arrivando al 32,6%. Siamo al penultimo posto nella scala Eurostat. Peggio di noi solo la Spagna. Con questi numeri  anche le previsioni di crescita per il 2018 sono in calo. Si prevede solo un +1,1% in termini tendenziali. Sempre più difficile la manovra d’autunno sul Bilancio.

Piove sul bagnato. A luglio cresce l’inflazione. L’allarme di Federconsumatori

Se non bastasse, come si dice piove sul bagnato, arrivano sempre dall’Istat i dati sull’inflazione. A luglio si registra una crescita del +1,5% su base annua. Per una famiglia media, sottolinea Federconsumatori, si traduce in un aggravio di +444 Euro annui. Schizza ancora più in alto il tasso relativo al carrello della spesa, che si attesta al +2,3%, con gli aumenti che investono in particolare  i prodotti alimentari e quelli di elettricità e gas. Aumenti dei prezzi che pesano in particolare sui redditi medio bassi. Nota il presidente di Federconsumatori, Emilio Viafora, riferendosi anche ai dati relativi all’aumento della disoccupazione, alla battuta d’arresto della crescita, che “un tale andamento non farà altro che contenere ulteriormente la domanda interna con un impatto negativo sul versante della produzione e conseguentemente sull’occupazione. Tale andamento – sottolinea – rivela, ancora una volta, la necessità di interventi in grado di imprimere una svolta radicale in direzione della crescita equilibrata e sostenibile, attraverso un rilancio dell’occupazione ed una attenta redistribuzione dei redditi”.

Non c’è niente di dignitoso nell’introduzione dei voucher

È in questo quadro che si sviluppa l’iniziativa dei sindacati, a partire dalle categorie che più pagano il prezzo della politica dei voucher, asse portante, se così si può dire, della politica economica del governo, dimentico di tutte le promesse fatte in campagna elettorale. Una mobilitazione che si rafforza e proseguirà per tutta la durata dei lavori parlamentari. “Proseguiremo e intensificheremo la mobilitazione unitaria – afferma Franco Martini, segretario confederale della Cgil – abbiamo espresso la nostra contrarietà alla reintroduzione dello strumento dei voucher che peraltro contraddice l’ispirazione del decreto: non c’è niente di dignitoso nell’introdurre uno strumento con modalità peggiorative rispetto a quelle precedenti, in particolar modo nell’agricoltura e nel turismo”. Franco Martini è intervenuto al presidio dei sindacati davanti alla Camera per protestare contro la reintroduzione dei voucher. “Esistono altre tipologie contrattuali che possono sopperire alle esigenze delle aziende di breve durata, la contrattazione – conclude Martini – è in grado di regolare queste esigenze, perciò è assolutamente inaccettabile che si riproponga l’uso di uno strumento contro il quale abbiamo consegnato oltre un milione di firme per un referendum che non abbiamo potuto fare. Quindi c’è anche una presa in giro di una parte consistente del paese che si è pronunciata contro questo strumento”.

I sindacati del turismo per informare i cittadini acquistano uno spazio pubblicitario

Dal canto loro i sindacati del turismo, Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil accompagnano la mobilitazione, la presenza davanti al Parlamento con una iniziativa, uno spazio pubblicitario a pagina 16 del Corriere della Sera firmando un avviso a pagamento nel quale rivolgono quattro domande al vicepremier Luigi Di Maio. “Come si può dichiarare guerra alla precarietà – si legge – e nel frattempo ampliarne il loro utilizzo che compromette tutele e diritti dei lavoratori a partire da quelli più giovani? È giusto creare per decreto lavoratori di serie A e di serie B? C’è davvero la necessità di regalare alle imprese altra flessibilità non contrattata che consentirà di pagare meno e di utilizzare a piacimento chi lavora? I voucher non rischiano di soffocare il lavoro buono e istituzionalizzare quello cattivo?”. Al ministro che ignora l’esistenza e il ruolo primario dei sindacati,  vedi sceneggiata con l’ assemblea sull’Ilva di cui parliamo in altra parte del giornale, cui sono state invitate ben 62 organizzazioni, offrono anche la possibilità di una risposta. “Il settore del turismo ha bisogno di investimenti, politiche di sviluppo, lavoro di qualità e di salari dignitosi – scrivono – non di istituti normativi che rendono il lavoro più precario e il destino di tanti lavoratori più incerto”, dicono le tre sigle sollecitando Di Maio a modificare il decreto. “Siamo ancora in tempo per imprimere un cambiamento e una svolta a un provvedimento sbagliato e iniquo”. Già, il cambiamento. In peggio. In fondo è sempre un cambiamento, potranno dire i due vicepremier, nella cui cultura, si fa per dire, la parola “sindacato”  è una sorta di diavoleria da evitare.

Il diritto dei cittadini ad essere informati

L’iniziativa dei sindacati del settore turismo pone un problema che riguarda l’informazione. Lo diciamo in termini brutali. Per avere notizie degne di questo nome bisogna pagare una pagina, come se si trattasse di vendere un  qualsiasi prodotto. Bene hanno fatto queste organizzazioni dei lavoratori. Hanno ottenuto un duplice risultato, quello di mettere con le spalle al muro un vicepremier-ministro che non potrà non rispondere. Forse ci sbagliamo visto il personaggio che con i rappresentanti dei lavoratori non ha molta dimestichezza. Ma il problema l’hanno posto anche ai media, ai giornalisti che insieme alla libertà di informare dovrebbero non dimenticare il diritto dei cittadini ad essere informati.

Share