Il ministro Paolo Savona indagato a Campobasso nell’inchiesta su Unicredit con altri 22 dirigenti. L’accusa: usura bancaria

Il ministro Paolo Savona indagato a Campobasso nell’inchiesta su Unicredit con altri 22 dirigenti. L’accusa: usura bancaria

Il ministro agli Affari Europei Paolo Savona risulta indagato dalla Procura di Campobasso insieme ad altre 22 amministratori, banchieri e manager di Unicredit nel settennato 2005-2013 su cui la magistratura ha acceso riflettori e aperto inchiesta per una possibile usura bancaria nel finanziamento dei parchi eolici realizzati in Molise. Insieme a Savona risultano oggetto di indagine della magistratura altri big della finanza e del mondo del credito quali, fra gli altri, l’amministratore delegato di Leonardo-Finmeccanica Alessandro Profumo, l’amministratore delegato e direttore generale di Cassa Depositi e prestiti Fabio Gallia. L’iscrizione del ministro e degli altri ex vertici di Unicredit nel registro degli indagati della procura di Campobasso è diventato pubblico con la richiesta di proroga indagini inviata in data di ieri dalla pm molisana Rossana Venditti al Gip che ora dovrà decidere se accordare la richiesta di tempi supplementari. Sono dunque passati almeno sei mesi dall’inizio dell’inchiesta. Mentre non è dato sapere a quando risale l’iscrizione di Savona: se prima o dopo il suo giuramento da ministro,

“E’ un’inchiesta tutta da svolgere ancora: la richiesta di proroga non dice nulla, né di grave né di meno grave”; c’è “bisogno di tempo ed è un atto dovuto”, ha detto il capo della Procura di Campobasso, Nicola D’Angelo all’ANSA commentando l’iscrizione del ministro Savona e altri 22 dirigenti sul registro degli indagati per usura bancaria. La materia bancaria, sottolinea D’Angelo, è un filone “per cui sono necessarie consulenze approfondite”. Precisazione confermata dal legale del ministro Savona, Luigi Iosa: “E’ un atto dovuto in quanto la Cassazione penale impone di indagare i vertici della banche per via del loro ruolo di controllo e garanzia”.

“E’ strumentale e ridicola la richiesta di dimissioni del Ministro Savona in conseguenza dell’indagine della Procura di Campobasso”. Così risponde Stefano Fassina, deputato di LeU a ‘L’Aria che tira’ a La7 sull’inchiesta per usura in corso in Molise. “Innanzitutto, è un’indagine, non una condanna. Secondo, è un atto dovuto rivolto a tutti i vertici di Unicredit dal 2005. E’ evidente che l’usura va combattuta senza se e senza ma, va corretta la legge, va rafforzata la vigilanza, va perseguito chi sfrutta cittadini e imprese. Ma stop sciacallaggio politico. L’incoerenza del M5S non mi interessa”, ha concluso Fassina.

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