Governo. Conte e Di Maio in conferenza stampa senza Salvini, che fa il bagno nella piscina confiscata e trova nuovi nemici: Tito Boeri e Enrico Rossi, con i migranti

Governo. Conte e Di Maio in conferenza stampa senza Salvini, che fa il bagno nella piscina confiscata e trova nuovi nemici: Tito Boeri e Enrico Rossi, con i migranti

Luigi Di Maio in piedi ad illustrare il decreto da lui voluto, Matteo Salvini assente. In mezzo, il premier Giuseppe Conte affiancato dal sottosegretario Giancarlo Giorgetti. La scatto della prima conferenza stampa del governo giallo-verde fotografa al meglio i delicati equilibri interni all’esecutivo, con il M5S che si riprende la scena con un dl che strizza l’occhio alla sinistra e piace poco agli imprenditori del nord che compongono il bacino elettorale leghista. Eppure sia Di Maio che Salvini frenano su qualsiasi accenno di tensione. “Su questi temi ci siamo ritrovati subito”, assicura il vicepremier M5S. “I dubbi” sul decreto sono “superati”, gli fa eco Giorgetti. “Puniamo imprenditori furbetti e multinazionali straniere” chiosa Salvini dal senese. Eppure, nelle ore successive al varo del decreto dignità, tra i leghisti serpeggia qualche malumore. E c’è già chi pensa a un rilancio su temi più cari al Carroccio. Innanzitutto, nel corso dell’iter parlamentare, la Lega punterà sul reinserimento dei voucher in settori ad hoc, come quello agricolo. Modifica sulla quale Di Maio tra l’altro apre. E, prima dell’estate, Salvini punta a mettere in campo un decreto che porti più in alto il suo “marchio”.

Le prossime mosse della Lega: legittima difesa e flat tax. Ma i 5stelle sapranno rilanciare il ripristino dell’art 18?

“Ci piacerebbe portare avanti la legittima difesa”, è l’esempio che filtra dagli ambienti leghisti. E Conte? Nel ruolo di “pater familias” – come lui stesso si definisce – sparge rassicurazioni sulla tenuta di conti e governo. “I rapporti con Salvini sono eccellenti. A volte ci sono opinioni personali ma l’importante è perseguire il programma”, spiega il premier, definito da Di Maio, nel corso della conferenza stampa, “capitano” della squadra del governo giallo-verde. I timori di una trappola parlamentare sul dl dignità non sono tuttavia dissolti. Ed è lo stesso Conte che, sulla possibilità che il governo metta la fiducia sul dl, da un lato esalta la “centralità del Parlamento che il governo non vuole comprimere” ma dall’altro lato avverte: “abbiamo due forze fortemente coese al loro interno e che si riconoscono in un programma comune, ci aspettiamo coerenza dai parlamentari”. Il contratto, insomma, è la boa attorno alla quale ruota la compattezza dei due alleati in attesa di settembre, quando M5S e Lega dovranno fare i conti con un ministro dell’Economia, Giovanni Tria, che oggi ribadisce la sua prudenza su reddito di cittadinanza e flat tax, sottolineando l’obiettivo della riduzione del debito pubblico. E i nodi, nelle prossime settimane, rischiano di non mancare. Come quello relativo al ripristino dell’articolo 18, che una parte del Movimento auspica ma che non è previsto nel contratto di governo e sul quale, oggi, Di Maio glissa rispondendo ai cronisti. Per il vicepremier, comunque, è il giorno del dl dignità, “colpo mortale al Jobs Act e alla burocrazia più insidiosa”, scandisce il leader M5S illustrando alcune delle misure “simbolo” del Movimento, a partire da quello stop alla pubblicità nei giochi d’azzardo che Beppe Grillo “benedice” dal suo blog. Ma, “questo è un punto vinto dai cittadini, non dal M5S”, assicura Di Maio replicando così ai critici: “Sarà anche un governo inaspettato ma è un governo coerente, ovvero politico. Ed è un governo votato”.

Intanto Salvini nella piscina confiscata alla mafia parla dei vecchi nemici, i migranti, e di quelli nuovi come Tito Boeri ed Enrico Rossi

Dal bordo della piscina dell’azienda agricola nel senese, confiscata a Cosa nostra nel 2007, dove poco dopo avrebbe fatto un bagno davanti a telecamere e ospiti, il ministro dell’Interno Matteo Salvini apre un nuovo fronte, sempre legato ai migranti, e manda un avvertimento al presidente dell’Inps Tito Boeri, chiamato domani in Parlamento a presentare la sua relazione annuale: “L’immigrazione positiva, pulita, che porta idee, energie e rispetto è la benvenuta – dice su fb -. Il mio problema sono i delinquenti, come quello che ha ammazzato un italiano di 77 anni a Sessa Aurunca, preso a pugni da una di queste ‘risorse’ che ci dovrebbero pagare le pensioni. Perché c’è ancora qualche fenomeno, penso anche al presidente dell’Inps, che dice che senza immigrati è un disastro. Ma ci sarà tanto da cambiare anche in questi apparati pubblici”. Salvini arriva all’appuntamento a Suvignano, nel comune di Monteroni d’Arbia (Siena), il giorno dopo aver visto dal vivo il suo primo Palio. Visita l’azienda ma ha voglia di parlare dei suoi ‘cavalli’ di battaglia, primo fra tutti la lotta agli scafisti e ai mafiosi che “fanno affari”. Per “loro non ci sarà più lavoro in Italia”, assicura spiegando che la lotta alla mafia è una priorità, sua e del governo. Non vuole apparire solo cattivo e a chi gli fa notare che i morti aumentano nel Mediterraneo, il ministro risponde che il suo “obiettivo è sbarchi zero e morti zero” e che, ormai, chi pensava di poter continuare a guadagnare con i disperati, “è ai titoli di coda”, e “deve cercarsi un altro lavoro”. Però, oltre a Boeri, il vicepremier attacca nuovamente il presidente della Toscana Enrico Rossi e la sua politica dell’accoglienza, sarebbe “il caos”, e gli ricorda che è stato bocciato dai cittadini alle ultime elezioni amministrative.

La dura replica di Enrico Rossi

La replica del governatore non si fa attendere, “si goda la vacanza in Toscana, forse il suo suo animo assorbirà un po’ di umanesimo”, replica Rossi. A Suvignano, il bagno nella piscina, in passato frequentata probabilmente dai boss, il vicepremier forse non l’aveva previsto. Ma quando ha detto “voglio fare un tuffo”, tutti hanno capito che quello sarebbe diventato uno ‘spot’, qualcuno ha pensato ai bagni ghiacciati di Vladimir Putin, ma oggi a Monteroni c’era il sole e faceva caldo, per ribadire che “lo Stato è più forte della mafia”, e di “chi vuole fare soldi con l’immigrazione”. La tenuta di 713 ettari, non è in Sicilia ma nella “verde” Toscana, e cose come queste dovranno diventare una consuetudine, perché la lotta alla mafia si fa ai boss “sequestrando tutti i loro beni”, lasciandoli “in mutande”. Com’è stato per gli immigrati, assicura il vicepremier: “non mi fermerò”.

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