Giordano (Cgil Roma e Lazio): “Al fianco delle persone più deboli. La Giunta di Roma Capitale smetta di soffiare sul vento dell’odio e dell’intolleranza”

Giordano (Cgil Roma e Lazio): “Al fianco delle persone più deboli. La Giunta di Roma Capitale smetta di soffiare sul vento dell’odio e dell’intolleranza”

“Lo abbiamo già detto e lo ripeteremo fino alla noia: contrasteremo qualsivoglia strumentalizzazione ideologica per affrontare problematiche, come quelle del superamento dei campi Rom, strutturali della nostra città. Non possiamo più accettare che la giunta capitolina, per nascondere la propria insipienza e l’incapacità di dare risposte concrete ai bisogni dei cittadini, soffi sul vento dell’odio e dell’intolleranza”. Così, in una nota, Roberto Giordano, segretario della Cgil di Roma e del Lazio. “ In questo senso – continua – le parole del presidente Mattarella accendono una luce nel buio della ragione che il paese sembra attraversare. Dal punto di vista politico niente di più bieco che far leva sul disagio di larghi strati della popolazione per scagliarsi contro Rom e immigrati, in nome di un’idea di legalità e di decoro che ci riporta diversi decenni indietro nella nostra storia. Il problema di Roma, scopriamo oggi, sono i Rom, gli immigrati, gli occupanti le case della nostra città. Sono queste le piaghe che ancora bruciano sulla nostra pelle. E pensare che avevamo avuto l’impressione che i problemi nascessero dal lavoro che si perde, da quello precario, dal definanziamento delle politiche sociali. La giunta Raggi aveva annunciato un piano sociale cittadino, realizzato con un modello partecipativo da discussione al bar; non si è mai confrontata con le associazioni, con i sindacati, con coloro che rappresentano interessi concreti nella nostra città. Quel piano doveva contenere le risorse e i progetti per dare una risposta alle diseguaglianze del nostro territorio, alle povertà, alle sofferenze e al disagio. Doveva servire a dare risposte a chi sta peggio – nativi o immigrati che siano – e invece giace nel dimenticatoio. Si può fare anche una propaganda elettorale permanente, ma senza risposte ai bisogni reali delle persone, si rinfocola soltanto l’odio verso il diverso da noi e si creano le condizioni per un conflitto sociale pericoloso. La Cgil di Roma e Lazio sarà, come sempre, a fianco delle persone più deboli, perché la disuguaglianza si supera rimuovendo le cause che l’hanno determinata, non individuando capri espiatori da consegnare all’opinione pubblica. Per questi motivi parteciperemo a promuoveremo tutte le azioni di contrasto utili a determinare un cambio di rotta nelle politiche della nostra città”.

Alleanza contro la Povertà”: “Roma Capitale concluda il piano sociale e lo metta in pratica”

Più o meno sugli stessi temi da registrare la presa di posizione dell’Alleanza contro la povertà del Lazio: “Alcuni fatti avvenuti e altri annunciati a Roma nei confronti della parte più povera dei residenti negano i diritti più elementari e non promuovono certo la cultura della coesione e sicurezza sociale. Promuovere la coesione sociale significa sviluppare quella rete di relazioni, di attività e iniziative collettive prescindendo dalle situazioni di bisogno contingenti e personali, tentativo che stiamo tentando di perseguire con la partecipazione attiva all’elaborazione della programmazione regionale 2018-20 relativa alle misure di contrasto alla povertà con lo strumento del REI”.

“Invece – continua la nota – il ritardato avvio del Piano caldo, la cancellazione dell’anagrafe degli extracomunitari presso importanti associazioni e presso il domicilio virtuale di via Modesta Valenti, i quindicimila clochard sparsi per la città, lo sgombero anticipato del Camping River, dopo che la stessa amministrazione aveva approvato con la DGC 105/2017 un piano d’indirizzo per l’inclusione dei Rom, Sinti e Caminanti e le dichiarazioni sugli sgomberi dei palazzi occupati dai senza casa sono tutte azioni o intenzioni che fanno una scelta di campo verso l’isolamento o la marginalizzazione della parte più sofferente della città, a favore di un presunto decoro formale e legale. In questo contesto apprezziamo l’incontro annunciato per il 2 agosto a Montecitorio tra il presidente della Camera Roberto Fico e una delegazione di Rom e Sinti in occasione dell’anniversario del 2 agosto 1944 in cui furono uccisi ad Auschwitz 2897 donne, uomini e bambini rom e sinti.

Riteniamo che il metodo della “terza via” annunciato in queste ore come soluzione di contrasto alla povertà non sia la strada giusta ma, al contrario, solo la certezza per tutte le persone dell’esistenza di una rete strutturata di servizi attiva per rispondere ai bisogni

sociali per prevenire e contrastare tutte le esclusioni sia il percorso da promuovere per la crescita economica e sociale dei cittadini e loro famiglie. Per questo sommessamente consigliamo al Comune di Roma, dopo i fuochi d’artificio della presentazione, di concludere la stesura del piano sociale di Roma, percorso iniziato con delibera dell’assemblea capitolina del 3 agosto 2016. La conclusione e l’adozione del piano sarebbe un passo avanti per rinunciare a politiche muscolari e sostituirle con politiche sociali rivolte agli ultimi della città”.

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