Francia. Sullo scandalo di Alexandre Benalla, suo bodyguard manesco, il presidente Macron in gravi difficoltà si difende. Sondaggi in caduta libera

Francia. Sullo scandalo di Alexandre Benalla, suo bodyguard manesco, il presidente Macron in gravi difficoltà si difende. Sondaggi in caduta libera

Il cerchio si stringe sull’Eliseo e sono sempre più numerosi a chiedere un intervento diretto di Emmanuel Macron. A quasi una settimana dalle rivelazioni del quotidiano Le Monde su Alexandre Benalla, l’ex bodyguard e collaboratore del presidente indagato per le violenze del primo maggio a Parigi, continuano a piovere accuse sulle responsabilità del Palazzo presidenziale, mentre l’80% dei francesi – secondo un sondaggio diffuso da BFM-TV – si dice “scioccato” per il caso che scuote la Rèpublique e il 75% invoca una dichiarazione pubblica del capo dello Stato, rimasto da giorni in un imbarazzato silenzio. Nel pieno della bufera, il governo cerca di correre ai ripari. “Una deriva individuale non può diventare un affare di Stato”, tuona il premier Edouard Philippe, messo alle strette durante un infuocato question time in parlamento.

E finalmente il presidente Macron decide di rompere il silenzio sul caso Benalla

“Quello che è accaduto il primo maggio è grave e serio, è stato per me una delusione, un tradimento Se cercano un responsabile, l’unico responsabile sono io. Sono io che ho dato fiducia a Benalla e sono io ad aver confermato la sanzione”, ha detto il presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron in una riunione di deputati di Republique en marche . “Che sarebbe la Repubblica se al primo colpo di vento io dicessi, ‘non sono io ma il mio collaboratore o altri uffici’? Alcuni hanno dimenticato il gollismo e la sua dignità, gli estremismi non amano lo Stato. Non consegnerò delle teste, non funziono in questo modo. Prenderò decisioni profonde di riorganizzazione delle strutture”.

 “Ciò che ci ha condotto qui non è la Repubblica delle micce, non è la Repubblica dell’odio”, ha detto il capo dello stato, ospite a sorpresa di fronte a funzionari eletti e membri del governo. “Non si può essere un leader con il bel tempo e fuggire quando il tempo è difficile. Se vogliono un responsabile, è di fronte a voi, vengano a cercarlo. E ne rispondo al popolo francese, alla gente sovrana”, ha aggiunto il presidente, il cui silenzio dallo scoppio del caso Benalla è stato criticato dalle opposizioni. “La Repubblica esemplare non evita gli errori (…) Se cercano un responsabile, dire loro, dire loro tutti i giorni, lo avete davanti a voi. L’unico responsabile di questo caso, e io solo. Chi confida in Alexandre Benalla, sono io, il Presidente della Repubblica. Era consapevole e ha convalidato l’ordine, la sanzione dei miei subalterni, è mia e di nessun altro “, ha continuato il presidente, mentre in Assemblea come al Senato, le commissioni di inchiesta sono in corso.

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