64° Festival Puccini. Il 6 luglio apre i battenti riscoprendo la Messa di Gloria, opera prima del grande Maestro. Protagonista eccezionale Andrea Bocelli. In calendario le melodie che lo hanno visto trionfare in tutto il mondo

64° Festival Puccini. Il 6 luglio apre i battenti riscoprendo la Messa di Gloria, opera prima del grande Maestro. Protagonista eccezionale Andrea Bocelli. In calendario   le melodie che lo hanno visto trionfare in tutto il mondo

Il Festival Puccini giunto alla 64° edizione, che apre i battenti a Torre del Lago venerdì 6 luglio, va alla riscoperta di Giacomo Puccini. Può sembrare un controsenso, un paradosso. Non è così perché questa volta sul palcoscenico del grande teatro che guarda il lago non ci sarà una delle opere che lo hanno reso famoso in tutto il mondo cui si potrà assistere nel prosieguo della stagione. In cartellone infatti la Messa di Gloria che rappresenta il suo esordio nella composizione. Poco più che ventenne  compone questa “Messa”, poi verranno i successi, a partire da Manon Lescaut. Dice Andrea Bocelli, protagonista eccezionale dello spettacolo che apre il Festival: “Nutro una vera e propria devozione per questo immenso genio che è, tutt’oggi, mio invisibile compagno di giochi e di sogni alla cui memoria mi rivolgo sempre con commossa riconoscenza”. Bocelli torna a Torre del Lago per interpretare i capolavori del Maestro proprio di fronte alla casa dove visse per 30 anni. Della Messa dice: “Amo particolarmente questa partitura, sorta di ibrido che mescola la severità della scrittura accademica e devozionale con modelli espressivi melodrammatici. Un lavoro in bilico tra la liturgia cristiana e le tavole di una ribalta teatrale… In nuce, all’interno di una architettura solenne e di una evidente perizia contrappuntistica, traspare la poetica del ‘Puccini che sarà’: la sua sensualità, la plasticità delle immagini che suggerisce, i chiaroscuri giocati sul contrasto dei caratteri. Puccini, poco più che ventenne, nella sua ‘Messa di Gloria’ dimostra di saper già come trattare le voci. Forse la sua inesperienza può rendere talvolta più ardui alcuni passi. La sua scrittura è complessa e presenta varie insidie. ‘Gratias agimus tibi’ è forse lo scoglio più complesso per la voce tenorile, ed è anche tra i momenti più emozionanti dell’intera composizione”. La Messa è l’unica composizione per il genere sacro che esprime già pienamente la straordinaria personalità artistica del ventiduenne Puccini. “Fu composta da Giacomo Puccini come esercizio per il diploma all’Istituto Musicale Pacini di Lucca dove fu eseguita (Chiesa di San Paolino) per la prima volta il 12 luglio 1880. Puccini – ci dice Alessandra Delle Fave, area comunicazione e relazioni esterne del Festival – non pubblicò mai il manoscritto completo della Messa e, sebbene ben accolta all’epoca, non fu più eseguita fino al 1952 (prima a Chicago e poi a Napoli). Sarà la seconda rappresentazione a Torre del Lago (la prima rappresentazione nel 1974 nell’anniversario dei 50 anni dalla morte del Maestro). Il manoscritto completo della Messa non fu mai pubblicato dall’autore e solo alla fine della seconda guerra mondiale fu reso pubblico”. La serata inaugurale con protagonisti Andrea Bocelli, insignito nel 2017 del Premio Puccini, il baritono Alberto Gazale e l’Orchestra del Festival Puccini, sul podio il Maestro Carlo Bernini si configura come un grande concerto di arie pucciniane.

Sessantaquattro anni ma non li dimostra, capace di rinnovarsi nel tempo

Dal 1930 ad oggi, con quella che si aprirà il 6 luglio a Torre del Lago, sono ben 64 le edizioni del Festival che porta il nome del grande maestro Giacomo Puccini, che si svolge a Torre del Lago. Tanti anni, ma non li dimostra per la capacità, ormai consolidata nel tempo, di rinnovarsi, cercare nuove strade nelle interpretazioni e nell’allestimento delle opere del grande maestro. Festival capace di suscitare entusiasmi ma difficile da organizzare e dirigere, armonizzare sensibilità diverse, quelle del direttore artistico, per esempio, con quelle di chi organizza, di chi presiede  la Fondazione. Difficile conciliare l’esigenza del “bello” con i costi di una stagione che sia all’altezza di un evento che richiama pubblico da ogni parte del mondo. Difficile mettere insieme un cast di grandi interpreti della  lirica,  di direttore d’orchestra, scenografi, le opere di Puccini sono complesse, raccontano mondi diversi, amori tragici, con uno sguardo che, insieme alle storie personali che animano il mondo pucciniano, è volto all’ambiente in cui la narrazione si svolge. Compito non facile per quelli che sono stati i “librettisti” del grande maestro. Quest’anno, proprio alla viglia, si può dire, dell’apertura della stagione lirica si è dimesso il direttore artistico, Angelo Taddeo, in polemica con i vertici della Fondazione. Il presidente  Alberto Veronesi ha assunto la carica di direttore artistico ad interim ed ha presentato il cartellone che si aprirà il 6 luglio con la Messa di Gloria pucciniana diretta da Carlo Bernini con le voci di Andrea Bocelli e del baritono Gianfranco Montresor. Dice Veronesi illustrando un blog su Puccini che “per scoprire davvero il Maestro bisogna conoscere i luoghi in cui ha vissuto, le sue passioni, le persone che ha frequentato e che sono state per lui fonte di ispirazione. L’arte e la magia delle composizioni di Puccini, uniche al mondo per la loro bellezza, sono testimonianza di tutti questi aspetti della vita del Maestro”.

Gli spettacoli nel grande teatro all’aperto che guarda il Lago di Massaciuccoli

Il grande teatro all’aperto, più di tremila posti, lo chiamano anche “Teatro dei quattromila” davanti al lago di Massaciuccoli, guarda la villa in cui Puccini viveva. Sempre Veronesi dice che “Torre del Lago ha svolto un ruolo davvero significativo. È un luogo che Puccini stesso definiva un ‘paradiso’, un ‘eden’ con ‘tramonti lussuriosi e straordinari’, perfetto per la caccia, una delle sue grandi passioni. Un luogo da cui non riusciva a distaccarsi – egli stesso scriveva di essere affetto da ‘una torrelaghite acuta’ – neanche durante i suoi frequenti viaggi a Parigi per comporre Tosca. Ecco quindi che nasce un legame tra vita, luoghi, opere, stati d’animo”, prosegue Veronesi che ci fa conoscere alcuni aspetti della vita del Maestro. Proprio sulle sponde del Lago, nel 1900, aveva costruito la sua casa, oggi “Villa Puccini”. Si spostò a Viareggio nel 1921 a causa dell’inquinamento del lago. Nella villa sono custodite le spoglie del compositore e si possono ammirare reperti e cimeli della sua vita personale e della sua vicenda artistica.

Un calendario  intenso con grandi interpreti. Il complesso dell’opera di Tblisi

Il calendario è molto intenso, si susseguono le rappresentazioni, le repliche. Dopo la Messa di Gloria, il 14 luglio, repliche il 20, 28 luglio e 17 agosto, va in scena Turandot nell’allestimento di Alfonso Signorini diretto da Veronesi, fra gli interpreti Martina Serafin, Lana Kos e Amadi Lagha. Seguirà Tosca, il 15 luglio, poi 4 e 12 agosto in una nuova produzione di Giancarlo Del Monaco diretta da Pedro Halffter con Hui He, Paoletta Marrocu, Murat Karahan, Carlos Almaguer. Si passa a La bohème 27 luglio e 3 agosto, in una nuova produzione di Alfonso Signorini ancora diretta da Alberto Veronesi; Manon Lescaut il 26 luglio in forma semiscenica affidata alla bacchetta di Gianluca Martinenghi e complesso dell’Opera di Tblisi, coinvolti anche (concertatore, solisti, coro e orchestra) anche per alcune recite degli altri titoli in cartellone. Madama Butterfly 20 luglio, 18 agosto, tornerà nel collaudato allestimento di Vivien Hewitt concertato da Hirofumi Yoshida con le voci di Hiromi Omura, Amarilli Nizza, Rossana Rinaldi, Patrizia Porzio, Hector Lopez Mendoza, Cuckovski Giorgi, Pierluigi Dilengite, Stefan Ignat.

Il centenario dal debutto del Trittico, una produzione dell’Opera di Budapest

Il centenario dal debutto del Trittico, 11 e 25 agosto, sarà celebrato con una produzione importata dall’Opera di Stato di Budapest, direzione di Tiberiu Soare, regia e luci di Anger Ferenc. Fra gli interpreti Silvana Froli, Vitali Kovalchuk, Janco Sinadinovic, Florin Esteban, Donata D’Annunzio Lombardi, Lidia Lunetta, Annunziata Vestri, Bruno De Simone, Elisabetta Zizzo, Danilo Formaggia e Alessandro Fantoni. A latere si segnala a Villa Paolina, Viareggio, l’omaggio a Giovanni Pacini, un grande compositore, con Il Convitato di pietra affidato alla bacchetta di Daniele Ferrari e alla regia di Giandomenico Vaccari.

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