Stadio della Roma. Parnasi. 11 ore davanti ai Pm. “Finanziamenti a una associazione della Lega. Ho pagato tutti i partiti”. Quanto gli è “costato” il nuovo stadio della Roma. I rapporti con Lanzalone, ex Acea e consulente del Campidoglio

Stadio della Roma. Parnasi. 11 ore davanti ai Pm. “Finanziamenti a una associazione della Lega. Ho pagato tutti  i partiti”. Quanto gli è “costato” il nuovo stadio della Roma. I rapporti con Lanzalone, ex Acea e consulente del Campidoglio

È come un fiume in piena Luca Parnasi, il costruttore romano, titolare di Eurnova, arrestato nell’ambito dell’inchiesta sulla costruzione del nuovo stadio della Roma. Fino ad ora si era rifiutato di rispondere a Paolo Ielo, procuratore aggiunto ed al pm Barbara Zuin che conducono l’inchiesta. Ora, forse sperando nella accoglienza della domanda di  domiciliari presentata dai suo avvocati, Ricci e Tamburrino, si è deciso a parlare. L’interrogatorio che si è svolto in una saletta del carcere di Rebibbia dopo il suo trasferimento dal San Vittore di Milano, è durato ben dodici ore, suddiviso in due “puntate “, la prima  avvenuta mercoledì dalle  ore 16 alle 22, la seconda nella giornate seguente con inizio dell’interrogatorio da parte dei pm romani verso le 9,30. Ha parlato di tutto, ha risposto ad ogni domanda, fanno sapere i suoi avvocati. Non ha mancato di fare riferimenti ai rapporti con l’ex presidente di Acea, Luca Lanzalone, consulente di fatto, forse qualcosa di più, magari anche senza forse, del Comune di Roma.

Le notizie che sono filtrate da Rebibbia, rilanciate dalle agenzie di stampa e dai quotidiani che hanno dato conto della prima parte dell’interrogatorio, quella terminata alle ore 22, sono univoche, poche parole. “Ho pagato tutti i partiti”. E su questo, diciamo “leit motiv,” Parnasi avrebbe fornito particolari che rappresentano un punto di svolta nella maxi inchiesta dei pm di Palazzo di Giustizia. Parnasi è accusato anche di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, si era avvalso della facoltà di non rispondere davanti al gip nell’interrogatorio di garanzia, svolto dopo il suo arresto a Milano.

Il sistema Parnasi”, verminaio di affari, illustrato agli inquirenti

Gli inquirenti, di fronte ad un vero e proprio ginepraio, il“sistema Parnasi”, avevano bisogno di avere riscontri  diretti, chiarimenti, indicazioni su tutti coloro che potevano essere stati coinvolti da Parnasi, che riguardavano le contestazioni presenti nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere. In particolare il rapporto con Luca Lanzalone, il suo ruolo nella trattativa  svolta nei mesi di gennaio e febbraio del 2017 per l’abbattimento delle cubature del progetto stadio. In particolare gli inquirenti hanno puntato ad avere notizie sui finanziamenti alle forze politiche. Dalle intercettazioni già avevano avuto conferme delle somme di denaro che passavano dalla società di Parnasi ai partiti, ma volevano conferme  dirette dal protagonista del passaggio di  un fiume di denaro nelle tasche , di “ tutti i partiti”, come avrebbe più volte ripetuto Parnasi. Vi è da dire che se il finanziamento della campagna elettorale di candidati  che coprono tutto l’arco delle forze politiche e che se le somme versate sono state registrate come vuole la legge, il problema è di“carattere morale” per chi quei finanziamenti ha ottenuto, ma non ha alcuni rilievo penale.

“Ho speso cifre che manco te racconto ma quando alzo il telefono…

I pm romani hanno molto insistito sul carattere dei finanziamenti. E Parnasi non si sarebbe fatto pregare. In una delle tante intercettazioni Parnasi infatti dice:“Io pago tutti”. In un altro dialogo registrato il costruttore dice che si tratta di un investimento molto moderato  rispetto “a quanto facevo in passato quando ho speso cifre che manco te racconto però la sostanza è che la mia forza è quella che alzo il telefono…”. Insomma Parnasi pagava per“accreditarsi” presso i partiti, le associazioni che a loro facevano capo. Nelle carte vengono citati i 250 mila euro erogati, tramite una società del gruppo, all’associazione “Più Voci” vicina alla Lega. Fondata nel giugno 2015, presidente è il deputato Centemero, tesoriere della Lega e direttore amministrativo del gruppo parlamentare della Camera, con lui i fondatori sono due personalità della Lega molto vicine a Salvini e Giorgetti. Si parla di un finanziamento di 250 mila euro  per rafforzare la comunicazione del partito di Salvini. Niente a che vedere, dicono, con la costruzione del nuovo stadio della Roma che doveva essere solo una“tappa” nella attività di Parnasi che puntava a costruire anche lo stadio del Milan. La sua idea era di edificare poi di rivendere terreni e immobili realizzando un considerevole guadagno. Nelle intercettazioni Parnasi ha qualche sfogo nei confronti dei politici. Bisogna, dice,“elargire somme per avere le autorizzazioni”. Sempre nelle  intercettazioni Parnasi dice:“Domani c’ho un altro meeting dei Cinque stelle, perché pure ai Cinque stelle glieli ho dovuti dare”. Sempre le agenzie di stampa riferiscono  che il costruttore ”ha ammesso tutto: quello che era contenuto nell’ordinanza di custodia cautelare, quello che emergeva chiaramente dalle intercettazioni telefoniche e ambientali e forse anche di più”. Si tratta di somme in chiaro chiaro, tracciate, di cui sono stati spiegati significato e scopo, nel corso dell’interrogatorio. Poi ci sono altri contributi di cui – scrivono alcuni quotidiani – dovranno essere fatti approfondimenti investigativi per capire se di natura lecita o illecita. “Parnasi pagava per risultare simpatico, per aggirare possibili intoppi di natura burocratica e incassare autorizzazioni e ‘via libera’ di tipo tecnico, per velocizzare l’iter amministrativo di determinate procedure, per mantenere rapporti cordiali con chiunque, o anche solo per accreditarsi negli ambienti che contano in vista di futuri progetti imprenditoriali da intraprendere non solo a Roma. Da parte del mondo politico e non solo quello romano,  del Campidoglio , della Lega, visto il  ruolo giocato da Lanzalone. Nessuno crede, tanto per dirne una, che l’ex presidente di Acea sia uno che passava per caso e, sempre per dirne una, che abbia frequentato il Campidoglio. Sempre per caso.

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