Spagna. Passa in Parlamento con 180 voti contro 169 la mozione di sfiducia costruttiva contro Rajoy. Sanchez, PSOE, guiderà un esecutivo con Podemos e indipendentisti

Spagna. Passa in Parlamento con 180 voti contro 169 la mozione di sfiducia costruttiva contro Rajoy. Sanchez, PSOE, guiderà un esecutivo con Podemos e indipendentisti

Il parlamento spagnolo ha approvato la mozione di sfiducia presentata dal leader del Psoe, Pedro Sanchez, contro il primo ministro Mariano Rajoy. Hanno votato a favore 180 deputati, oltre ai socialisti hanno appoggiato Sanchez anche Podemos, i partiti catalani, Erc e PDeCAT, i nazionalisti baschi del Pnv e di Bildu. Per il meccanismo previsto dall’articolo 114 della Costituzione spagnola, Rajoy e i suoi ministri dovranno presentare le dimissioni al re Felipe VI, che nominerà Padro Sanchez nuovo capo del governo. La presidente del Congresso Ana Pastor ha annunciato che la mozione di sfiducia ha ottenuto 180 voti a favore, 169 contrari e 1 astensione. Pastor ha detto che comunicherà a re Felipe VI il risultato del voto e che “il candidato Pedro Sanchez ha ottenuto l’investitura della fiducia della camera”.

Pedro Sanchez si conquista il suo capitolo nella storia spagnola come primo politico a spodestare il presidente del governo attraverso una mozione di sfiducia costruttiva. Poco meno di 8 mesi fa, Sanchez vinse a sorpresa le primarie con il 49% ed è tornato segretario del PSOE. Sanchez reagì abbandonando il suo seggio e annunciando un viaggio per ricongiungersi con i socialisti scontenti in tutta la Spagna. “Non andrò contro il mio partito o contro le mie promesse elettorali”, spiegò. Sanchez, nato a Madrid nel 1972, è entrato a far parte del Psoe nel 1993. Dopo aver studiato scienze economiche e commerciali all’Università Complutense di Madrid, ha conseguito il primo dei tre master alla Libera Università di Bruxelles e ha lavorato nel Parlamento Europeo. E’ sposato e ha due figlie. Ha una passione per la pallacanestro e per le lingue: parla bene sia inglese che francese. Ora lo aspetta un viaggio tutt’altro che semplice. Il suo governo probabilmente lotterà per accogliere la miriade di richieste molto diverse delle parti che hanno appoggiato la sua mozione mentre si prepara a tenere le elezioni generali che ha promesso. Dovrà anche occuparsi della questione dell’indipendenza catalana, la peggiore crisi politica che ha colpito la Spagna da quando è tornata alla democrazia dopo la morte di Franco.

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