Omicidio di Sacko, c’è un primo indagato. La prova dello stub potrebbe far scattare le manette

Omicidio di Sacko, c’è un primo indagato. La prova dello stub potrebbe far scattare le manette

Le indagini per l’omicidio del giovane migrante maliano a San Calogero (Tropea), sarebbero ad una svolta. I carabinieri, infatti, dopo una lunga serie di atti investigativi e riscontri, potrebbero aver identificato l’uomo che avrebbe commesso l’omicisio. C’è, infatti, un indagato per il delitto di Soumayla Sacko, freddato brutalmente con una fucilata alla testa in una fabbrica dismessa del territorio di San Calogero. Nel corso del pomeriggio di martedì, i carabinieri della Compagnia di Tropea e della Stazione di San Calogero, hanno notificato, ad un uomo del posto un “avviso della persona indagata” e contestuale “notifica di accertamenti tecnici non ripetibili” in relazione all’omicidio, emesso dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia che coordina le indagini. E’ lo stub, l’esame per accertare la presenza di residui da sparo sulle mani e sui vestiti, “l’accertamento tecnico non ripetibile” cui sarà sottoposto l’uomo indagato. Un accertamento che determinerà il proseguo delle indagini. Se dovesse risultare positivo, infatti, pare scontato che nei confronti dell’uomo scatti l’arresto.  Sulla sua identità, c’è il massimo riserbo della Procura e dei carabinieri, ma secondo quanto si è appreso si tratta di un italiano di circa 40 anni che abita a San Calogero. Intanto, c’è stato il conferimento dell’incarico per l’autopsia sul corpo di Soumayla affidato al medico legale Katiuscia Bisogna. Intanto la tendopoli che ospita centinaia di migranti, gran parte dei quali vengono sfruttati nelle raccolte agricole, è presidiata da ingenti forze di polizia. Fuori dagli accessi sono visibili auto della polizia dei carabinieri e della guardia di finanza.

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