Papa Francesco e Macron, un colloquio di quasi un’ora su migranti, solitudine, laicità, clima. Poi, la lezione del vicario del papa sull’accoglienza

Papa Francesco e Macron, un colloquio di quasi un’ora su migranti, solitudine, laicità, clima. Poi, la lezione del vicario del papa sull’accoglienza

È stato uno dei colloqui a porte chiuse più lunghi del pontificato di papa Francesco, quello con il presidente francese Emmanuel Macron. Un faccia a faccia durato 57 minuti, che si inserisce tra il pre-vertice di Bruxelles, di domenica scorsa, e il prossimo Consiglio europeo che tra giovedì 28 e venerdì 29 dovrà fornire risposte concrete alla gestione dei flussi. E anche se la visita di Macron a Roma ha una ragione diplomatica ufficiale (prendere possesso del titolo di protodiacono d’onore del capitolo lateranense), non c’è dubbio che il significato politico del viaggio sia differente. Laicità, clima, Europa e migranti sono stati al centro della conversazione. L’atmosfera era talmente rilassata che nel congedarsi dal pontefice, il presidente francese, accompagnato dalla moglie Brigitte in abito nero ma senza veletta, ha salutato il papa con l’inusuale gesto di una carezza. Macron porta in dono al Papa una copia antica di un libro che al pontefice sta molto a cuore e che più volte ha citato nei suoi discorsi, il ‘Diario del curato di campagna’ di Georges Bernanos. Il papa, invece, dona al presidente francese un medaglione che raffigura San Martino che divide il suo mantello con un povero.

“Vuole sottolineare la vocazione dei governanti in aiuto dei poveri”, spiega Francesco, che regala anche le copie in francese dei suoi scritti: l’enciclica sulla cura del Creato, Laudato Si’, l’esortazione sulla famiglia Amoris Laetitia e quella sul Vangelo, Evangelii Gaudium, oltre al documento Gaudete et Exultate, “un testo sulla classe media della santità”, spiega. In una busta, poi, gli consegna il messaggio per la Pace del 2018. Tra le Mura Leonine non è passato inosservato il caso Aquarius, sul quale si è quasi consumata la rottura dei rapporti diplomatici tra Palazzo Chigi e l’Eliseo, e in queste ore, con Lifeline, il fardello si appesantisce di un nuovo carico di polemiche, insulti e tensioni. In queste settimane, il pontefice ha richiamato più volte, e con forza, tutti i Paesi europei ad assumersi le proprie responsabilità, a non lasciare da soli gli Stati che geograficamente sono approdo più naturale per chi arriva dal mare.

L’incontro all’Ambasciata di Francia di Macron con la Comunità di sant’Egidio

Prima di incontrare il Papa, Macron ha visto a Palazzo Farnese (una delle sedi dell’ambasciata di Francia) una delegazione della Comunità di Sant’Egidio guidata da Andrea Riccardi, il fondatore, e Marco Impagliazzo, il presidente. La comunità di cattolici laici da sempre è impegnata a favore dei rifugiati e con la Cei organizza in Italia i corridoi umanitari. Un nuovo consistente gruppo di profughi, 139, arriverà mercoledì 27 giugno all’alba all’aeroporto di Fiumicino. Anche la Caritas italiana da mesi è al lavoro nei campi profughi in Etiopia per selezionare i casi vulnerabili. “È stato un incontro interessante, preparato negli ultimi mesi”, riferisce Impagliazzo. “Non siamo entrati in questioni politiche strette tra Italia e Francia, ma ci è stata espressa dal presidente Macron la volontà di risolvere i problemi legati ai flussi dei migranti a livello europeo”. Si è parlato delle soluzioni per la stabilizzazione dell’Africa, dello sviluppo dei paesi africani, di un piano di educazione che permetta agli africani di rimanere a casa e lavorare per lo sviluppo dei propri paesi. “C’è stata consonanza con Macron su questi temi”, assicura il presidente di Sant’Egidio. “Abbiamo sottolineato il valore dell’accordo tra Etiopia ed Eritrea. Abbiamo ringraziato il presidente per aver menzionato i corridoi umanitari come modello di immigrazione legale soprattutto per persone che hanno bisogno di protezione umanitaria. Questi canali presenti in Italia, Francia, Belgio e Andorra andranno allargati quando ci saranno crisi umanitarie, come quella siriana che purtroppo non accenna a diminuire”.

Nel pomeriggio l’agnostico Macron riceve nella Basilica di San Giovanni in Laterano il titolo di protodiacono d’onore del capitolo lateranense, tradizione che risale al XV secolo quando lo Stato e la chiesa francese erano una cosa sola. Molti, prima di lui, lo hanno declinato, compresi i socialisti Francois Mitterrand e Francois Hollande, per evitare che fosse loro associata qualunque forma religiosa. La Francia è strettamente laica per legge dal 1905, una delle regole più discusse Oltralpe, invocata in modo controverso nel 2004 per vietare simboli religiosi (incluso il velo islamico) dalle scuole. La decisione di Macron di accettare il titolo onorario del canone ha sollevato un polverone di polemiche, soprattutto dopo l’ammissione di voler in qualche modo ristabilire un legame tra Chiesa e Stato.

Il vicario del papa De Donatis a Macron cita papa Francesco: “difendere la dignità trascendente dell’essere umano”

Gli occhi degli anziani abbandonati, quelli dei giovani senza opportunità per il futuro, quelli dei poveri e quelli “smarriti dei migranti che sono venuti qui in cerca di un futuro migliore”: a San Giovanni in Laterano, cattedrale del vescovo di Roma, il vicario del Papa per la diocesi di Roma, Angelo De Donatis, futuro cardinale, attualizza davanti a Emmanuel Macron il significato di “protodiacono del capitolo lateranense”, il titolo onorifico conferito al presidente francese nel corso di una cerimonia solenne, sottolineando la necessità di contestare la “solitudine” diffusa oggi in Europa. Il titolo “oggi intende sottolineare gli sforzi di tutti gli uomini di buona volontà affinché cresca la responsabilità civile nei paesi d’Europa, soprattutto in considerazione delle crescenti difficoltà sociali che viviamo nel nostro continente”, ha detto De Donatis, sottolineando che “l’impegno per il bene comune degli uomini e delle donne che appartengono alla cultura europea”, fondata sulle radici giudaico-cristiane, “ci chiede di assumere impegni profetici e altissimi, tra i quali la difesa della dignità trascendente dell’essere umano”, come disse papa Francesco al Parlamento europeo nel novembre 2014.

Macron: “la Francia vuole approfondire le relazioni di amicizia col Vaticano” 

“La presenza del Capo di Stato francese sottolinea la volontà della Francia di approfondire le relazioni di amicizia, comprensione e fiducia che ha con la Santa Sede, come ho detto stamane a sua Santità Papa Francesco”: così il presidente francese Emmanuel Macron ricevendo il titolo onorifico di protodiacono del capitolo lateranense nella basilica di San Giovanni a Roma. “Queste relazioni sono sono il frutto di una storia, anche se questa storia è eminenentmene singolare. Mi aspetto che si sviluppino ancora per permettere di impegnarsi a favore della pace, per il bene comune e della forza pacifica che permette di affrontare le sfide che lei ha evocato”.

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