Migranti. Rottura nel M5S tra Fico, che vorrebbe aprire i porti, e Di Maio che lo zittisce. Malta sbugiarda Salvini, che i porti li chiude

Migranti. Rottura nel M5S tra Fico, che vorrebbe aprire i porti, e Di Maio che lo zittisce. Malta sbugiarda Salvini, che i porti li chiude

Il governo è compatto. È il Movimento che non si sente tanto bene. Oltre che minare la diplomazia europea, la questione dei migranti fa tremare i polsi alla prima forza politica dell’Italia. Il presidente della Camera, Roberto Fico, prende le distanze dal ministro dell’Interno e il leader politico del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio, lo gela: “parli solo a titolo personale”. Roberto Fico rifinisce così gli orli all’abito che si è cucito addosso nei primi mesi di governo: quello di leader di una ‘corrente’ anti-salviniana. Voce di chi mal sopporta la nonchalance con cui finora si è ‘tollerato’ certi proclami contro lo straniero. E le due anime del movimento, finora emerse e sommerse a intervalli regolari, vengono finalmente a galla. Insomma, una sorta di gioco di ruoli, nel quale Di Maio (in compagnia di Toninelli) appare come il cattivo su migranti ed Europa, e Roberto Fico, indossata la grisaglia istituzionale di presidente della Camera, è, o finge di essere, quello buono. C’è da credergli? La speranza che assuma posizioni meno ortodosse e meno vicine a Salvini rimane, ma è la conferma della presenza di almeno due anime nel movimento, in netto contrasto, ma quella aperturista appare minoritaria e fortemente opportunista (i sondaggi segnano costantemente una perdita di voti).

Fico: “non chiuderei i porti”. Di Maio: “Zitto, parli a titolo personale”

“Io i porti non li chiuderei, bisogna essere solidali con chi emigra”, dice Fico, dopo aver visitato l’hotspot di Pozzallo. E loda il lavoro delle Ong nel Mediterraneo, le stesse che lo scorso anno sono state nel mirino del suo compagno politico, e attuale vicepremier, Luigi Di Maio. È davvero il “ragazzo” di Beppe Grillo, Roberto Fico. Fedelissimo, duro a morire, pentastellato della prima ora. L’intervento della terza carica dello Stato crea non pochi problemi al suo compagno politico, che non gradisce per niente un’uscita che complica un rapporto fragile, costruito in poco tempo e con difficoltà con Matteo Salvini. “Bisogna essere solidali con chi emigra e ha storie drammatiche che toccano il cuore – dice il presidente della Camera da Pozzallo – Tocca all’Europa farsi carico di quest’emergenza, non solo all’Italia che non può tirarsi indietro. E bisogna tirare fuori gli estremismi, perché la solidarietà si fa insieme”. Parole alle quali Salvini non replica lasciando che gli stessi Cinquestelle facciano filtrare il ragionamento del capo politico Luigi Di Maio. “Parla a titolo personale, non è la linea del governo”.

Le ridicole motivazioni di “ordine pubblico” di Salvini che chiude i porti alla nave Ong Open Arms

Il ministro dell’Interno però fa uscire dal Viminale i motivi di “ordine pubblico”, sufficientemente ridicoli, che lo hanno spinto a vietare l’ingresso alla Open Arms, la nave della Ong: le inchieste che hanno riguardato proprio la nave, le manifestazioni che ci sono già state in occasione di precedenti approdi nei porti italiani, possibili nuove proteste che potrebbero creare rischi per la sicurezza. Incredibile quanto sappia di propaganda questo atteggiamento, giuridicamente poco corretto, e umanamente discutibile. Allo stesso tempo, inoltre, il Viminale si dice disponibile in assenza di emergenze a bordo a rifornire in mare la nave di acqua, cibo e gasolio. D’altronde Salvini la sua posizione l’aveva ribadita in mattinata in un tweet, dando lui stesso la notizia del soccorso effettuato dalla Open Arms. “La nave si è lanciata poco fa verso un barcone e, prima dell’intervento di una motovedetta libica in zona, ha in tutta fretta imbarcato una cinquantina di immigrati a bordo. Questa nave si trova in acque Sar della Libia, porto più vicino a Malta, associazione e bandiera della Spagna: si scordino di arrivare in un porto italiano”.

A bordo della nave Open Arms con Forenza, europarlamentare della Gue: “Italia sprofonda in voragine di vergogna e disumanità”. E Malta dà del bugiardo a Salvini

L’eurodeputato spagnolo socialista Javi Lopez – che insieme ai colleghi Miguel Urban di Podemos, Ana Miranda del Bloque Nacionalista Gallego (Bng) e all’italiana Eleonora Forenza è imbarcato con Open Arms – ha riferito che i 59 salvati provengono da 14 Paesi diversi e che fra loro ci sono quattro minorenni, due dei quali non accompagnati. L’Italia, commenta l’eurodeputata Eleonora Forenza a bordo della nave della Ong, “sta sprofondando in una voragine di vergogna e disumanità”. La posizione di Salvini apre un ulteriore scontro con Malta, altro obiettivo da giorni nel mirino del ministro dell’Interno. “La smetta con le bugie” scrive su Twitter il portavoce del governo pubblicando un post del ministro dell’Interno Michael Farrugia: “l’intervento di Open Arms è avvenuto in zona Sar libica, tra Libia e Lampedusa. Matteo Salvini la smetta di diffondere notizie scorrette tirando in ballo Malta senza alcuna ragione” dice allegando una mappa con le distanze tra il punto dove si trova la nave della Ong, Lampedusa e Malta. “Questi sono fatti – aggiunge – non opinioni”. Polemiche e accuse che a bordo della Open Arms passano in secondo piano rispetto ai problemi delle 59 persone, tra cui 5 donne e 4 minori, appena soccorsi. Uomini, donne e bambini il cui primo pensiero è stato quello di non essere riportati in Libia: “ci torturano e ci violentano” ha detto una di loro. L’incubo lascia però il posto ad abbracci e applausi quando il comandante della nave annuncia: “andremo in Spagna”. Dalla Ong ribadiscono, invece, le accuse a Libia e Italia per come sono state condotte le operazioni di soccorso di ieri, quando è naufragato un barcone e un centinaio di persone sono morte: “L’Open Arms avrebbe potuto salvarli, ma è stato ignorato dalle autorità libiche e italiane”.

La nave chiede l’attracco alla Spagna

Così, la nave della Ong Proactiva Open Arms è stata costretta a chiedere alla Spagna la possibilità di attraccare in un porto per fare sbarcare i 59 migranti soccorsi a 33 miglia dalle coste libiche, scrive il quotidiano spagnolo El Pais. La nave aveva già ottenuto il rifiuto da parte sia di Malta che dell’Italia. La Spagna, finora, non ha ancora risposto alla richiesta avanzata dall’Ong. El Pais aggiunge che il Consiglio comunale di Barcellona ha dato la sua disponibilità ma non ha ancora analizzato nel dettaglio la situazione e, soprattutto, deve attendere gli ordini che arrivano dal governo di Madrid.

E infine, Casapound (ci mancava) plaude a Salvini: “bravo, bene, bis”

“L’operato del ministro Salvini finora ci è piaciuto su tante cose, come l’aver smascherato finalmente il grande bluff delle Ong, ma certo può fare ancora di più”, ha affermato il presidente nazionale di Casapound, Gianluca Iannone, parlando con i giornalisti a margine dell’apertura di una nuova sede del movimento a Catanzaro. “Stiamo parlando di venti giorni di operato e quindi – ha aggiunto il presidente di Casapound – ci sarà tempo per fare tanto altro: ha fatto bene a bloccare l’Aquarius, ma altri immigrati sono comunque sbarcati in Italia”.

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