Migranti. Minivertice informale di Bruxelles. Conte: la proposta italiana. Ma è solo la copia delle politiche dei governi Pd. Sanchez e Tsipras lo “sgamano”

Migranti. Minivertice informale di Bruxelles. Conte: la proposta italiana. Ma è solo la copia delle politiche dei governi Pd. Sanchez e Tsipras lo “sgamano”

Si è concluso senza un documento di sintesi – come peraltro era previsto dopo l’accantonamento della bozza qualche giorno fa – il vertice dei 16 Paesi Ue sui migranti al Palais Berlaymont, presso la Commissione Europea a Bruxelles. La riunione era stata suddivisa in tre fasi: la prima sulla dimensione esterna del dossier; la seconda sul controllo delle frontiere esterne e la terza sulla dimensione interna, tema che include anche movimenti secondari e redistribuzione dei migranti. Il vertice, dopo una lunga sessione dedicata alla primo fase e aperto con l’illustrazione, da parte di Giuseppe Conte, della proposta italiana, nel tardo pomeriggio ha poi avuto una netta accelerazione dedicando molto meno tempo al secondo e terzo punto dell’ordine del giorno. Nel corso del vertice, oltre a quella italiana, è emersa anche la proposta franco-spagnola stilata ieri nel corso dell’incontro tra Emmanuel Macron e Pedro Sanchez. Proposta che, a dispetto della strategia italiana, prevede di tenere nei Paesi europei i “centri chiusi” di accoglienza. Conte, per l’Italia, ha ribadito il suo “no” alla proposta franco spagnola.

Fonti del governo italiano si dicono soddisfatti. Ma intanto su due navi l’umanità sofferente dei naufraghi preme e si fa sentire

Fonti del governo italiano si dicono, pur nella mancanza di un passo avanti concreto, soddisfatti per aver ottenuto, nel corso del vertice, che il tema dei movimenti secondari non sia stato trattato in maniera prioritaria rispetto all’emergenza sbarchi. Mentre il vertice informale era in corso, dalla Ong Sea Watch, a proposito della nave Lifeline, che ospita più di 200 naufraghi, è stato diffuso un tweet molto crudo, vero e sacrosanto, che di fatto manifesta la debolezza dell’Europa dinanzi alla grande tragedia: “Durante il summit sulla migrazione, SeaWatch chiede con forza agli Stati membri di intervenire con una soluzione immediata per le persone a bordo di Lifeline e di Alexander Maersk, e porre fine a questa omissione di soccorso istituzionalizzata”. La Ong Lifeline ritwitta un post di SeaWatch postando un suo comunicato in cui spiega che sono “necessarie soluzioni umanitarie immediate” e che in attesa della riforma del Regolamento di Dublino “si consideri il ricorso all’articolo 17 dello stesso, come misura di urgenza che prevede la possibilità di concedere visti umanitari”. Insomma, l’interrogativo che arriva, come una clava sulla testa di sedici capi di stato e di governo è chiaro: “mentre voi chiacchierate e vi dividete, c’è un’umanità che soffre per colpa vostra”. Perché questo era il tema in discussione, l’umanità che soffre per responsabilità politiche soprattutto di alcuni singoli stati, come quelli del gruppo di Visegrad che finora non hanno alcun naufrago, e oggi anche dell’Italia, il cui ministro dell’Interno Salvini e il cui ministro delle Infrastrutture hanno manifestato una tragica disumanità.

Conte: “abbiamo cambiato il senso e il paradigma della discussione”. E se lo dice lui…

“Chi sbarca in Italia sbarca in Europa”, questo, in estrema sintesi, il senso della posizione italiana che il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha espresso a Bruxelles alla riunione informale di 16 capi di Stato e di governo dell’Ue. “Vi garantisco che sarà un radicale cambio di approccio sul tema”, aveva scritto Conte sul suo account Twitter prima del mini vertice. “Si è conclusa la riunione informale sul tema migrazione a Bruxelles e rientriamo a Roma decisamente soddisfatti”, ha scritto sempre su Twitter subito dopo la fine del mini summit. “Abbiamo impresso la giusta direzione al dibattito in corso. Ci rivediamo giovedì al Consiglio europeo”.

Nella proposta italiana in dieci punti, presentata al summit Ue sui migranti a Bruxelles, c’è la richiesta di istituire “centri di protezione” nei diversi Paesi dell’Unione per alleviare il sovraffolamento nelle strutture italiane e altri centri di accoglienza nei Paesi di transito in Africa. L’Italia chiede anche più aiuti per i Paesi africani che combattono la tratta di esseri umani, oltre a invocare “sanzioni finanziarie” per i paesi membri dell’Ue – come Ungheria, Polonia e altri paesi dell’Europa centrale – che non accettano le quote di rifugiati.cIl governo italiano lamenta che Roma è stata lasciata sola a salvare decine di migliaia di migranti e a valutare le loro richieste d’asilo. Nel programma, Roma propone una maggiore condivisione degli oneri. “Chiunque sbarchi in Italia, sbarca in Europa… Schengen è a rischio”, si legge nel documento. Per l’Italia, la priorità dell’Unione europea dovrebbe essere arginare l’arrivo di migranti, non regolare i movimenti dei migranti ‘secondari’ attraverso i confini interni dell’Ue. Con nuove regole, infatti, gli spostamenti nell’Unione diventerebbero marginali. Altro punto della proposta italiana è il superamento del regolamento di Dublino. “L’obbligo di salvare vite non può diventare l’obbligo di gestire le domande d’asilo per conto di tutti”, si legge. Ancora: “I centri di protezione sono necessari in diversi Paesi europei per salvaguardare i diritti di chi arriva e per evitare problemi di ordine pubblico e sovraffollamento”.

Le reazioni degli altri leader alla proposta italiana. Macron: “solo un contributo”. Sanchez: “la studieremo. Ma siamo con Macron”

Gli interventi degli altri leader che sono seguiti hanno almeno in parte in parte reagito alle proposte italiane, che comunque, come ha riferito il presidente francese Emmanuel Macron, sono state uno dei contributi e non costituiscono la proposta sul tavolo. La posizione espressa dall’Italia è comunque “coerente con il resto della discussione”, ha concluso Macron. A sua volta, il premier spagnolo Sanchez ha invece sostanzialmente bocciato, con garbo e stile, la proposta italiana: Giuseppe Conte “ha presentato il suo piano nell’incontro: molte cose sono state incluse nella conversazione e su altre ha condiviso con noi le sue idee e le sue opinioni. Abbiamo ricevuto la sua proposta e la studieremo”. Inoltre, “credo – continua Sanchez – che sia stata una riunione positiva, che dà speranza. Resta molto lavoro da fare, ma è stato importante condividere esperienze e strategie. Abbiamo visto più cose che ci uniscono che cose che ci dividono: in questo senso è stato un buon passo avanti. Non abbiamo alcuna conclusione concreta. Abbiamo condiviso molte idee e riflessioni. Tutti hanno concordato sulla necessità di avere una visione europea: una responsabilità comune per una sfida comune, come gestire i flussi migratori. La grande novità rispetto a quello che succede in Spagna, della proposta che ha fatto il presidente Emmanuel Macron, e che abbiamo accolto con molta ricettività, è che l’Europa sarebbe coinvolta in questa gestione e al finanziamento, in qualche modo”.

Merkel: “Tanta buona volontà. La responsabilità è di tutti”

Abbiamo trovato “molta buona volontà” per discutere e superare i disaccordi sul tema migranti, ha detto Angela Merkel al termine del mini-vertice evidenziando anche la convergenza registrata sulla necessità del rafforzamento delle frontiere esterne e sul fatto che, sul tema migranti, “la responsabilità è di tutti: nessun Paese deve prendersi il peso da solo”.  “Cerchiamo una soluzione europea e, ove possibile, vogliamo riunire coloro che sono disposti a sviluppare un quadro d’azione comune”, ha proseguito Merkel, sottolineando poi la necessità di rafforzare Frontex e di “ulteriori accordi con i Paesi di origine” dei migranti. La cancelliera tedesca ha messo sullo stesso piano i movimenti migratori primari e secondari. “Tutti sono responsabili di tutti i temi” della migrazione, ha ribadito. “Non possiamo lasciare i Paesi di primo ingresso da soli a gestire la situazione e a trovare una soluzione, e non possiamo lasciare ai migranti la scelta del Paese di asilo”, ha detto.

Tsipras sbugiarda Conte: “proposte che abbiamo già cercato di implementare”

“Penso che, per la maggior parte, si tratta di proposte che abbiamo già cercato di implementare”, ha detto il premier greco Alexis Tsipras, lasciando il summit sui migranti a Bruxelles, rispondendo a una domanda sul piano proposto dal primo ministro italiano Giuseppe Conte. “Alla fine – ha aggiunto – dobbiamo capire che è un tema difficile ma che dobbiamo affrontarlo nel quadro di nostri comuni principi e valori”. “Oggi non abbiamo preso decisioni”, ha poi sottolineato, ma “abbiamo preparato il Consiglio. C’è un enorme dilemma che dobbiamo affrontare: se vogliamo soluzioni europee o se pensiamo che ogni Paese debba affrontare la questione da sé. Penso che qualche Stato membro abbia questa seconda idea. Io sono con la prima”.

Le reazioni in Italia. Martina, Pd: “Non c’è nessun cambio radicale” 

Non è vero che la posizione esposta oggi dal governo italiano a Bruxelles segna un “cambio radicale” in tema di migranti, piuttosto il dato da sottolineare è che l’Italia è “più isolata” a causa delle iniziative dell’esecutivo. Lo dice il segretario reggente del Pd Maurizio Martina: “Caro presidente Conte, non c’è nessun ‘cambio radicale’ nel documento italiano. Da anni si lavora su questi punti. Oggi però l’Italia è più isolata e l’Europa più divisa anche per colpa delle vostre pericolose iniziative di propaganda”.

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