Governo di nuovi barbari? Peggio, leghisti e pentastellati mostri di crudeltà. I naufraghi? Affoghino. Convenzioni violate. Lifeline cerca un porto. Capitan De Falco (M5S) sconfessa ministri. In campo anche la Difesa

Governo di nuovi barbari? Peggio, leghisti e pentastellati mostri di crudeltà. I naufraghi? Affoghino. Convenzioni violate. Lifeline cerca un porto. Capitan De Falco (M5S) sconfessa ministri. In campo anche la Difesa

Se prima erano due i ministeri interessati a far guerra ai migranti, a chi fugge da guerre, terrore, miseria, sapendo che mette a rischio la propria vita, alla mercé di scafisti che si fanno pagare fiori di quattrini e che i governi dei paesi, Libia in testa, non riescono a fermare, mandare in galera, ora sono diventati tre. Al Salvini, cuor di leone, quando si tratta di migranti, o meglio di naufraghi, ministro degli Interni, capo degli ultrà, al Toninelli, ex carabiniere, laurea in legge, che forse non ha mai conosciuto la prima delle leggi, quella della umanità, e che occupa il dicastero delle infrastrutture, cui fanno capo i porti, si è ora aggiunta una terza ministra, quella della Difesa cui fa capo la Marina militare. Si chiama Elisabetta Trenta, Cinquestelle, capitano della riserva selezionata dell’esercito, ha preso parte a molti progetti di “sviluppo e assistenza” all’estero in cui erano coinvolte forze militari, locali e non in Iraq, in Libano. Mentre l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite (Unhcr) e  l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Iom) lanciavano l’allarme per l’alto numero di naufragi e morti in mare negli ultimi giorni, da Roma partiva un avviso ai comandanti delle imbarcazioni che incrociano in zona Sar (attività di ricerca e salvataggio) libica: non chiamateci più, rivolgetevi a Tripoli.

La guardia costiera italiana non accetta più richieste di soccorso. Rivolgersi alla Libia

Ecco il testo della nota, una campana che suona a morto e annuncia altri naufraghi la cui tomba sarà il Mediterraneo: “Da questo momento, ai sensi della convenzione Solas (Safety of life at sea) i comandanti di nave che si trovano in mare nella zona antistante la Libia, dovranno rivolgersi al Centro di Tripoli e alla Guardia costiera libica per richiedere soccorso”. La convenzione a cui fa riferimento la nota è quella per la salvaguardia della vita umana firmata nel lontano 1914 da 162 Paesi dopo il disastro del Titanic a salvaguardia della vita umana in mare. La Guardia costiera italiana in questo modo dava soluzione, la peggiore possibile, al problema delle navi delle Ong odiate in particolare dal ministro Salvini il quale accusa queste organizzazioni di volontari di essere in combutta con gli scafisti. Non è vero, come provano alcune sentenze dei tribunali di Palermo e Siracusa che hanno archiviato  richieste di incriminazione da parte di qualche zelante magistrato “perché il fatto non sussiste”. Si risolverebbe così l’assurda disputa fra il governo di Malta e quello nostrano. Il primo rifiuta di far sbarcare nel porto dell’isola i più di duecento migranti che si trovano da tre giorni a bordo della Lifeline.

Salvini: le navi di soccorso si scordino di raggiungere l’Italia

Il secondo, Salvini e soci, strilla, “queste navi si possono scordare di raggiungere l’Italia: voglio stroncare gli affari di scafisti e mafiosi”. Nel frattempo al terzo giorno di mare dalla Lifeline, che i ministri  italiani considerano una nave clandestina, fuorilegge, dice Salvini, per cui di devono arrestare e processare comandante e uomini dell’equipaggio, parte un appello drammatico: “Ci troviamo a sud di Malta, in acque internazionali. Alcune forniture sono esaurite, oggi abbiamo assolutamente bisogno di approvvigionamenti per la nave. Abbiamo bisogno di farmaci, coperte. Aiutateci”. Le trattative che sono proseguite per tutta la notte fra Italia, Malta, Spagna che aveva accolto l’Aquarius. non hanno dato esito nel momenti in cui scriviamo. Che dire di Toninelli che per Malta  aveva usato la parola “disumani”? E a proposito della Lifeline non solo aveva affermato che era fuorilegge, clandestina ma che aveva solo 50 posti a disposizione. O raccontava frottole oppure ha dimenticato le sue stesse parole, visto che non per qualche ora ma da ben tre giorni ci vivono, si fa per dire,  239 persone. Dicono alla guardia costiera che per tutte le navi che si trovano in zona libica loro devono  rispondere “sappiate che l’autorità competente è la Guardia costiera libica, dunque coordinatevi con loro”. Una palese violazione delle leggi. Basta leggere la Convenzione di Amburgo  sull’obbligo delle autorità marittime di intervenire nella gestione di un soccorso “dovunque esso sia”. Ma, per dire, il ministro Toninelli, per non parlare di Salvini, che ci provoca un attacco di bile, o della Trenta che forse non è esperta di cose marittime quanto sembra lo sia di cose terrestri, bastava chiedessero consiglio non ad un “nemico”  ma ad un senatore pentastellato, un senatore doc quale il capitano Gregorio De Falco, già capo della direzione marittima di Livorno, il quale ha rilasciato una intervista al “Fattoquotidiano” che dovrebbe far arrossire, se ne sono capaci, i suoi colleghi di governo. Intanto rende noto che “l’Italia non può sequestrare una nave in acque maltesi, tanto più se attracca nel porto di Malta”. “Se si trovasse in acque internazionali – prosegue – la ong sarebbe soggetta all’inchiesta di bandiera da parte di ogni nave da guerra”. Si tratta del “saluto del mercantile che mostra la propria bandiera. Se la nave da guerra ha un dubbio può aprire una inchiesta.  Da quanto mi risulta – dice De Falco – la Lifeline ha esposto il numero Imo e l’Mnsi”.

De Falco: “Lifeline: da quanto mi risulta, non si tratta di una nave pirata”

Chi lo intervista gli fa presente che dall’Olanda è venuta una risposta che dice di non conoscere la nave. Risponde il capitano: “Può trattarsi di un errore o che questo tipo di imbarcazione non sia da iscrivere nei registri per dimensione e destinazione d’uso. Da quello che mi risulta -.prosegue – non si tratta di una nave pirata (come dicono i ministri ndr) ma di una nave che batte bandiera olandese noleggiata da una Ong”. Poi conclude che “non si possono chiudere i porti” e fa una opportuna chiarificazione utile anche per noi giornalisti “Le persone a bordo della nave non erano clandestini ma naufraghi raccolti dal mare. Sarà bene che ci abituiamo a chiamare le persone per quello che sono”. Una lezione per i tre ministri, per il governo tutto, a partire dal sempre più silente presidente  Conte.

Forse se avessero consultato il capitano e senatore pentastellato De Falco, i ministri avrebbero evitato di mettere in mostra la loro ignoranza, nel senso di mancata conoscenza di leggi e regolamenti, che riguardano una cosa grande come il mare. Bastava leggessero le linee guida del trattamento del soccorso in mare, adottate dal Comitato marittimo nel 2004 per la sicurezza dell’Imo che compaiono su riviste specializzate, con commenti di autorevoli professori, per rendersi conto che “in ogni caso il primo centro di soccorso marittimo che venga a conoscenza di un caso di pericolo, anche se l’evento interessa l’area SAR di un altro Paese, deve adottare i primi atti necessari e continuare a coordinare i soccorsi fino a che l’autorità responsabile per quell’area non ne assuma il coordinamento”. E ancora: “lo Stato cui appartiene lo MRCC che per primo abbia ricevuto la notizia dell’evento o che comunque abbia assunto il coordinamento delle operazioni di soccorso, ha l’obbligo di individuare sul proprio territorio un luogo sicuro ove sbarcare le persone soccorse, qualora non vi sia la possibilità di raggiungere un accordo con uno Stato il cui territorio fosse eventualmente più prossimo alla zona dell’evento. Ciò indipendentemente da qualsiasi considerazione in merito al loro status”.

Pozzallo. Mercantile con 110 migranti attende l’ingresso in porto. Sbarchi nel Sulcis

Mentre la Lifeline attende, è arrivata a Pozzallo una nave mercantile, la Alexander Maersk, battente bandiera danese, scortata dalla Guardia costiera italiana con a bordo più di 110 migranti soccorsi nel Mediterraneo. Da ieri in attesa della autorizzazione ad entrare in porto. È stata rifornita di viveri e di beni di prima necessità. È la stessa nave che nella notte tra giovedì e venerdì è stata aiutata proprio dalla Lifeline a far salire a bordo i migranti che si trovavano in difficoltà imbarcati su un gommone. Altri sbarchi in Sardegna. Nel Sulcis, la Guardia di Finanza ha intercettato due piccole barche con a bordo 5 e 10 algerini. Altre cinque barche con a bordo 46 algerini erano già state intercettate sempre dalla Guardia di Finanza. Tutti gli algerini sono stati denunciati per ingresso illegale nel territorio nazionale.

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