Amazon. L’Ispettorato del lavoro impone la stabilizzazione di 1308 precari “utilizzati oltre i limiti”. Successo del sindacato

Amazon. L’Ispettorato del lavoro impone la stabilizzazione di 1308 precari “utilizzati oltre i limiti”. Successo del sindacato

Il sindacato esulta per i 1.300 interinali che dovranno essere assunti da Amazon dopo i controlli degli ispettori del lavoro nel magazzino di Castel San Giovanni (Piacenza). “Le risultanze della visita dell’Ispettorato nazionale del lavoro hanno confermato ciò che come Filcams-Cgil abbiamo rilevato e denunciato più volte: l’iper-utilizzo del lavoro interinale”, commenta il segretario generale della Filcams-Cgil di Piacenza, Fiorenzo Molinari. “Finalmente, grazie alle denunce del sindacato e dei lavoratori coinvolti, l’Ispettorato del Lavoro ha accertato la grave lesione dei diritti per 1300 dipendenti di Amazon”, afferma la segretaria confederale della Cgil Tania Scacchetti. “Dopo l’importante accordo di Piacenza – ricorda la dirigente sindacale – continueremo a batterci per far rispettare i diritti e estenderli ai nuovi lavori. Inoltre – conclude Scacchetti- chiederemo immediatamente un incontro ad Amazon e alle agenzie di somministrazione per regolarizzare la posizione dei lavoratori che avranno il diritto ad un contratto a tempo indeterminato”.

La decisione dell’Ispettorato del Lavoro dopo i controlli effettuati nello stabilimento Amazon

Amazon dovrà assumere oltre 1300 persone dopo aver superato le quote consentite dalla legge di “lavoratori somministrati”. È quanto stabilito dall’Ispettorato nazionale del lavoro, che ha notificato alla multinazionale il verbale di contestazione del 30 maggio al termine di un accertamento iniziato nei confronti di Amazon Italia Logistica lo scorso 7 dicembre. “È stato contestato all’azienda di aver utilizzato, nel periodo da luglio a dicembre 2017, i lavoratori somministrati oltre i limiti quantitativi individuati dal contratto collettivo applicato”, si legge in una nota dell’Ispettorato. Amazon”a fronte di un limite mensile di 444 contratti di somministrazione attivabili” ha invece “sensibilmente superato tale limite, utilizzando in eccesso un totale di 1.308 contratti per lavoratori somministrati”. L’Ispettorato del lavoro evidenzia che “l’iniziativa ispettiva potrà consentire la stabilizzazione degli oltre 1.300 lavoratori interinali utilizzati oltre i limiti, i quali pertanto potranno richiedere di essere assunti, a tempo indeterminato, e a far data dal primo giorno di utilizzo, direttamente dalla società Amazon”. In esito ad altri profili oggetto di accertamento, infine, “non sono invece emerse irregolarità, né sono state accertate violazione in tema di controllo a distanza dei lavoratori”.

Fratoianni, leader di Sinistra Italiana: “non ci sono alibi per Amazon”

”Dopo le verifiche dell’Ispettorato del Lavoro, non ci sono alibi per Amazon: per i 1.300 precari utilizzati dalla multinazionale oltre i limiti non c’è altra strada che la stabilizzazione con la loro assunzione. Ci aspettiamo ora che il ministro del Lavoro e il governo vigilino sul rispetto degli obblighi dell’azienda”, afferma il segretario nazionale di Sinistra italiana Nicola Fratoianni.

La difesa di Amazon: “i contratti a tempo indeterminato sono oltre 1.650 e tutti hanno iniziato con contratti in somministrazione”

“Amazon è un datore di lavoro corretto e responsabile. Rispettiamo il lavoro svolto dall’autorità ispettiva e ci impegniamo affinché tutte le osservazioni che ci vengono rivolte siano affrontate il più rapidamente possibile”. È quanto si legge in una nota di Amazon diffusa in seguito alle contestazioni dell’ispettorato del lavoro sull’irregolarità in merito al superamento quote consentite dalla legge di “lavoratori somministrati”. “In questi giorni abbiamo ricevuto il verbale di accertamento e in esso non è riportato il numero di contratti in somministrazione citato nei media e nel comunicato stampa dell’Ispettorato del Lavoro”, sottolinea Amazon nel comunicato.  “Data l’elevata stagionalità cui è soggetta la nostra attività, ricorriamo nei periodi di picco a personale in somministrazione il cui ruolo è cruciale nell’aiutarci a gestire con efficienza il nostro lavoro. Escludendo questi periodi, la gran parte dei nostri lavoratori è assunta con contratto a tempo indeterminato e siamo costantemente impegnati nella conversione dei contratti di somministrazione in tempo indeterminato”, si legge ancora. “Per esempio, il nostro centro di distribuzione di Castel San Giovanni quando ha aperto nel 2011 impiegava 150 persone a tempo indeterminato. Oggi i contratti a tempo indeterminato sono oltre 1.650 e tutti hanno iniziato con contratti in somministrazione convertiti nel corso degli anni in rapporto di lavoro a tempo indeterminato”, prosegue la nota di Amazon. La società spiega che “negli ultimi due anni le conversioni sono state rispettivamente 500 nel 2016 e 270 nel 2017 e il nostro impegno è continuare a crescere”.

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