A Lega e 5Stelle, implicati in torbide trame di sottogoverno, brutali coi deboli, e subalterni ai forti: lasciate il governo, prima che sia troppo tardi

A Lega e 5Stelle, implicati in torbide trame di sottogoverno, brutali coi deboli, e subalterni ai forti: lasciate il governo, prima che sia troppo tardi

Mentre l’Aquarius si avvicina finalmente alle coste spagnole, scortata da due vascelli militari italiani sui quali sono stati trasbordati 500 dei 629 migranti, e attese per domenica mattina a Valencia tra le ore nove e mezzogiorno, a mano a mano che vengono lette e rivelate le carte dell’ordinanza di custodia cautelare disposta dal Gip di Roma nell’affaire Stadio della Roma, è sempre più evidente quale sia stata la partita politica che si è giocata sulla carne viva di quelle persone. Ci chiedevamo come mai un ministro dell’Interno, e capo della Lega, Salvini, affiancato da un ministro delle Infrastrutture, e personalità di spicco del Movimento5Stelle, Toninelli, avessero alzato un tale polverone mediatico, fino addirittura alla chiusura dei porti per le navi delle Ong non italiane, decisioni di estrema destra. E poi avessero alzato ancor di più il tiro contro gli stati europei occidentali, entrando così a far parte oggettivamente di quel gruppo di Visegrad, con Ungheria, Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia, che di migranti non ne hanno accolto nemmeno uno. Ci chiedevamo come mai un ministro dell’Interno, Salvini, avesse usato tanto cinismo nei confronti di Giulio Regeni, della sua famiglia, della sua memoria di giovane ricercatore ucciso in Egitto. E ci chiedevamo per quale ragione i pentastellati fossero sempre così subalterni a queste e a mille altre posizioni decisamente neofasciste, fino alla ciliegina di votare, pare a loro insaputa, l’intitolazione di una strada a Roma alla memoria di Giorgio Almirante. Facevamo fatica a capirlo. Ma poi sono giunte le notizie, terribili per chi governa, dalla Procura di Roma, che chiamano in causa direttamente scelte politiche dei 5 stelle e della Lega, conoscenze imbarazzanti, l’ingresso presunto in quella che i magistrati hanno definito una vera e propria associazione a delinquere, guidata dal costruttore Luca Parnasi e dai suoi sodali. E allora abbiamo capito. Era di certo lo spostamento verso l’estrema destra della politica italiana, ed anche fumo mediatico, molto nero e intenso, che puntava a nascondere quel che essi sapevano stava per accadere su indicazione della Procura di Roma. Lo sapevano da tempo, fin da quel 24 maggio scorso, quando i carabinieri si recarono presso gli uffici del Comune di Roma proprio su disposizione della Procura romana. E queste notizie terribili per il governo giallo-verde ci spingono a chiedere un decoroso passo indietro dal governo del paese da parte dei 5Stelle, perché delle due l’una, o sono collusi con quel sistema di potere, oppure non sono affidabili, perché facilmente raggirabili. In entrambi i casi, mettere il governo di questo disastrato paese nelle loro mani è quanto di peggio possa capitare nella pur lunga e tormentata storia repubblicana. Ma andiamo con ordine e ripartiamo dalle notizie, umane, sullo stato delle persone migranti che viaggiano verso Valencia.

Ottavo giorno in mare per la nave Aquarius di Medici Senza Frontiere (MSF) e SOS Mediterranee, tra dignità e pazienza

Le condizioni meteo sono migliori rispetto ai giorni precedenti, oggi c’è il sole e la situazione medica è stabile, ma le persone sono esauste. “I team di MSF continuano a prestare cure alle persone con gravi ustioni da carburante che richiedono medicazioni continue, alle donne incinte, alle persone che hanno portato a bordo le ferite causate dalle violenze che hanno subito in Libia, e cercano di tenere alto il morale”, informa in una nota Medici Senza Frontiere. “Non è usuale restare per così tanto tempo a bordo di una nave come l’Aquarius, pensata per operazioni di ricerca e soccorso in mare. Nei giorni di maltempo abbiamo chiesto alle persone di mettersi all’interno, ricordo bene l’immagine di una donna che cercava di allattare suo figlio mentre vomitava”, dichiara Aloys Vimard, coordinatore di MSF a bordo dell’Aquarius. “Andare fino a Valencia non era necessario, ma le persone a bordo stanno affrontando questa situazione con tanta dignità e pazienza. Ci chiedono spesso quando finirà il viaggio e non appena vedono in lontananza una costa, come quando eravamo di fronte a Palma de Maiorca, ci chiedono se sarà quella la terra dove sbarcheranno”. Per MSF la decisione di andare a Valencia “rappresenta un precedente pericoloso che mette a grave rischio le operazioni di ricerca e soccorso in mare. Con l’assenza di tre navi dalla zona SAR per 8-10 giorni, il Mediterraneo resta pericolosamente scoperto e si corre il rischio di nuovi evitabili naufragi. L’attuale stallo riguarda anche la totale mancanza di responsabilità degli Stati europei nell’attuare un sistema di asilo e accoglienza condiviso a livello europeo. Di fatto le persone sono costrette alla traversata del mare perché le politiche europee sulla migrazione non offrono una sola alternativa legale per cercare sicurezza in Europa. Dall’inizio del 2018 sono morte più di 500 persone nel Mediterraneo centrale”.

L’allarme delle Ong, quelle che salvano vite umane ovunque nel Mediterraneo: “vogliono farci sparire”

“Quello che sta succedendo oggi – osserva Giorgia Linardi, portavoce di SeaWatch – è il tentativo di cancellare la presenza di occhi liberi e indipendenti che raccontino quello che succede in mare”. Proprio la Ong tedesca con la sua Sea Watch 3, martedì scorso ha rinunciato a prendere a bordo 42 migranti soccorsi dalla nave militare americana Trenton perché da Roma non è arrivata l’autorizzazione a portarli in Italia. La nave ora ha lasciato la zona di soccorso e si trova a Malta. “La questione della responsabilità condivisa – secondo Linardi – non si risolve chiudendo i porti e mettendo pressione perché l’Ue apra i propri di porti. Bisogna soccorrere chiunque venga trovato in difficoltà in mare, che venga dall’Africa o che sia il ministro Salvini”. Per Riccardo Gatti, capo missione della spagnola Proactiva Open Arms, “questa criminalizzazione, l’attacco alle ong e le azioni volte a farci sparire sono andate crescendo: eravamo 12 ora siamo rimaste in 4” ed “anche la magistratura ci ha attaccato. C’è qualcosa di orchestrato in tutto questo, vogliono portare alla scomparsa delle ong” e – ha concluso – questo è “uno scenario che ci fa paura: non è solo l’attacco a noi in mare, ma anche agli italiani, perché si sta mentendo e si stanno mettendo in atto azioni repressive”. Da parte sua, la presidente di Msf Italia, Claudia Lodesani, sottolinea che “le navi delle organizzazioni non governative sono scese in mare quando è finita la missione Mare Nostrum, con il Mediterraneo che si era trasformato in una tomba per oltre 1.200 persone in una settimana. Siamo lì perché non c’è l’Europa”.

Lega e l’ala governista dei 5Stelle sempre più unite nella sostanza politica e nelle parole d’ordine, di destra. Non ci sono più alibi. Devono lasciare il governo

Così, mentre nel Mediterraneo, grazie a una sciagurata decisione politica di estrema destra, l’Italia si caratterizza per le sue politiche brutali verso i migranti, altrove Lega e 5Stelle appaiono sempre più uniti nella sostanza, ma anche nelle parole d’ordine: l’ala governista del M5s, scossa dall’inchiesta sullo stadio della Roma, si allinea con Matteo Salvini e la sua linea dura sui migranti, marcando sempre di più la distanza dall’approccio dialogante portato avanti dal Presidente della Camera, Roberto Fico. Vito Crimi, ad un convegno catanese, attacca frontalmente le Ong accusandole di “incrementare le aspettative e alimentare il traffico di esseri umani”. Ma il sottosegretario alla Presidenza va oltre, utilizzando lo stesso lessico scelto giorni fa dal ministro dell’Interno: “La pacchia è finita per chi specula sui migranti”, quelli cioè che, aggiunge Crimi, “sui 600 migranti a bordo dell’Aquarius avrebbero lucrato 600mila euro al mese chissà per quanto tempo”. “C’è un albergatore che non ha potuto accogliere 50 persone per un mese – incalza il sottosegretario alla Presidenza – una cooperativa che non ha avuto un appalto. E’ questo che dobbiamo bloccare in Italia”. Parole dure che stridono decisamente con quelle scelte dal presidente della Camera, Roberto Fico, che solo qualche giorno fa poneva l’accento sulla “cooperazione, sul dialogo e l’accoglienza”. E appena la settimana scorsa, dopo aver accolto una delegazione di Medici Senza Frontiere a Montecitorio, si è detto “vicino alle persone e alle organizzazioni che nel Mediterraneo aiutano gli altri”. Sempre a favore della linea dura da tenere a Bruxelles, oggi si schiera la presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, che chiede al governo di fare un passo in avanti rispetto alla chiusura dei porti. Pur non facendo parte della maggioranza, l’ex ministro, esorta il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte a promuovere a livello europeo il blocco navale. “Il 28 e 29 giugno in consiglio Ue, il premier Conte chieda il #BloccoNavaleSubito a largo delle coste della Libia. La chiusura dei porti – osserva Meloni su twitter – è un segnale ma per sconfiggere l’immigrazione clandestina bisogna fermare la partenza dei barconi”. Prima o poi, se questo governo dovesse restare in carica, il suggerimento di Giorgia Meloni sarà seguito, perché sarà inevitabile coi porti chiusi, e l’allontanamento dalle zone di SaR, Search and Rescue, delle navi Ong denunciato da Msf. Prima che sia troppo tardi e che il Mediterraneo divenga la tomba di altre migliaia di persone, e della civiltà europea, fermatevi, lasciate il governo ad altri, fate le valigie. Avete già trasformato la Costituzione assumendo come dato di fatto la totale sovrapponibilità tra governo e comando, tra ministero e potere, evitate di fare altri danni, all’Italia, a voi stessi, a uomini e donne innocenti. Cosa penserà e dirà Mattarella? Fino a quando si potrà abusare ancora della sua pazienza?

 

 

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