A Berlino, vertice italo-tedesco tra Conte e Merkel. E se il primo ha Salvini, la cancelliera ha Seehofer, ministri dell’Interno che odiano i migranti

A Berlino, vertice italo-tedesco tra Conte e Merkel. E se il primo ha Salvini, la cancelliera ha Seehofer, ministri dell’Interno che odiano i migranti

Curioso e contraddittorio assieme: mentre in Italia il ministro dell’Interno Salvini gli ruba la scena con la scellerata e incostituzionale proposta di schedare i cittadini Rom, per cacciarne tanti, a Berlino il presidente del Consiglio Conte, a colloquio con la cancelliera Angela Merkel dice che l’emergenza è la lotta alla povertà, che l’Europa deve farsi carico del tema cruciale del reddito di cittadinanza, “per l’Italia si tratta di una priorità”. Così, mentre a Roma si cerca di cacciare i migranti, i clandestini, i Rom, a Berlino, Giuseppe Conte apre un nuovo fronte con l’Europa (forse non si è sentito con il suo vice che fa le funzioni di capo del governo). E Conte lo fa proprio alla vigilia di quelle che definisce “scadenze importanti” come il prossimo Consiglio Ue di fine giugno. Di Maio aveva chiesto ai suoi di rilanciare i temi su cui il Movimento 5 stelle ha dato da tempo battaglia. Ed è proprio il presidente del Consiglio a parlare della riforma dei centri per l’impiego, della necessità di far fronte alla disoccupazione, dell’obbligo da parte dell’Unione europea di concorrere a misure di sostegno a favore dell’inclusione sociale. Il governo pensa ad un fondo ad hoc, ottenendo anche la sponda di Angela Merkel (“In Italia c’è un problema di disoccupazione giovanile”, ha ammesso la cancelliera) che si è mostrata disponibile a fornire all’Italia un importante supporto tecnico e di esperienza proprio sui centri per l’impiego. “L’Europa è essenziale, dia prova di concreta solidarietà” e anche dalla Germania “possono arrivare utili strumenti”, ha sottolineato Conte. Del resto è stato lo stesso Di Maio, dopo aver elogiato la Germania per l’apertura all’Italia anche sulla lotta alla povertà, a prendere apparenti distanze da Salvini sull’insistenza di battere soltanto sul tema migranti. “Va bene occuparsi di immigrazione ma prima di tutto dobbiamo occuparci di italiani che non hanno da mangiare”, ha osservato il ministro del Lavoro e dello Sviluppo (a una banalità simile non si resiste).

Conte: sui migranti “soluzione Ue o è a rischio Schengen”

Dunque, non solo migranti nell’agenda del governo. Piuttosto bisogna dar voce a quei “2,7 milioni di italiani” che sono stati costretti a chiedere aiuto per “potere mangiare”. Si tratta di “445 mila bambini sotto i 15 anni, quasi 200 mila anziani sopra i 65 anni e circa 100 mila persone senza fissa dimora”. Dati “che non possono lasciare indifferenti”, sottolinea Conte. E’ così che il M5s bilancia la sovraesposizione di Salvini sul tema dell’immigrazione, e oggi dei Rom. E’ lo stesso presidente del Consiglio a farsi carico della oppurtunità di “orientare i fondi europei” a favore dell’inclusione sociale, anche per rendere “più competitivo il nostro Paese”. Inoltre “l’unione economica e monetaria venga riformata facendo avanzare la condivisione dei rischi e tenendo conto che la convergenza nell’area dell’euro è ancora insufficiente”. Nessun passo indietro in ogni caso sul tema dell’immigrazione. Soluzione Ue “o è a rischio Schengen”, avverte il presidente del Consiglio, “l’Italia non può essere lasciata sola”. Occorre – insiste – “contrastare questi indegni traffici di esseri umani, controllare più efficacemente le frontiere esterne e gestire anche i problemi legati ai movimenti secondari dei richiedenti asilo”. Per Conte, “l’Europa deve cambiare prospettiva e la Germania ne è consapevole” altrimenti “la gestione del fenomeno dell’immigrazione è destinata ad essere fuori controllo”. Il premier va oltre “la proposta di riforma di Dublino. Ormai – ha osservato – è superata dai fatti”. La richiesta resta quella di creare hotspot nei paesi d’origine e di transito, di far sì che passi il principio secondo cui “le frontiere italiane sono frontiere europee”. Il premier ha ringraziato la cancelliera Merkel che ha assicurato solidarietà all’Italia, sia per arginare il fenomeno dell’immigrazione, sia per venire incontro alla richiesta sul lavoro. “La posta in gioco per l’Europa è altissima – ha osservato Conte – i temi dell’immigrazione e della governance economica dell’Ue possono e devono essere occasione per pervenire a costruire un’Europa più forte e più equa che possa rispondere ai bisogni primari dei cittadini”.

Anche Merkel ha il suo Salvini, si chiama Seehofer, fa il ministro dell’Interno, è di destra, odia i migranti. Le spine del governo tedesco spiegano tanta apparente comprensione verso l’Italia

Merkel ha mostrato molta apparente comprensione, annunciando la disponibilità a una “stretta collaborazione” a riguardo. “Quello della migrazione è un problema anche in Germania”, ha affermato la cancelliera, che proprio oggi ha ottenuto due settimane di tregua dal suo ministro dell’Interno ribelle, quell’Horst Seehofer che fra l’altro si è alleato proprio con Matteo Salvini. “Su richiesta dell’Italia daremo un aiuto con la solidarietà – ha assicurato Merkel, segnalando l’apertura tedesca sui profughi -. Il tema della solidarietà in Europa, dalla Germania viene accolto sempre a braccia aperte”. D’altro canto, con quella situazione interna di spostamento a destra del baricento del governo tedesco (con la complicità della Spd), cosa poteva dire Angela Merkel? La cancalliera è alle prese con una tregua armata nel braccio di ferro tra il ministro dell’Interno tedesco Horst Seehofer, e la tensione a Berlino resta altissima. Se entro due settimane, cioè entro il vertice europeo di fine giugno, non si troverà una soluzione concordata a livello europeo sui migranti, Seehofer ha annunciato che procederà unilateralmente con i respingimenti ai confini di coloro che sono già stati registrati in altri paesi dell’Unione europea, riportando la Germania sull’orlo della crisi di governo. Nella sostanza però oggi Seehofer ha acconsentito al compromesso offerto dalla cancelliera la settimana scorsa: prima le trattative in sede Ue, poi, eventualmente, le decisioni a livello nazionale. Esattamente l’opposto di quanto chiedeva ancora stamattina il vero ‘falco’ della Csu, il ministro-presidente della Baviera Markus Soeder: prima le leggi nazionali, poi quelle europee. Il risultato della mediazione raggiunta oggi è che nessuno dei duellanti ha perso la faccia: Seehofer ha proposto la sospensione della questione per due settimane, come se fosse una sua idea, e Merkel ha accettato, come se non fosse stata una sua proposta.

Merkel rivendica il suo ruolo forte di cancelliera. E anche la Spd entra nella partita. Governo GroKo in bilico

Dopo il vertice, tra l’altro, ha precisato la cancelliera, non ci sarà “alcun automatismo” sui respingimenti. Una puntualizzazione che serve a sottolineare che la linea politica del governo è fermamente nelle sue mani e non in quelle del ministro degli Interni. Viceversa Seehofer ha ribadito che si tratta solo di una tregua, perché “la tematica migranti”, a suo dire, “non è ancora sotto controllo”. “Sostengo la cancelliera sugli accordi bilaterali”, ha detto il ministro, e “soprattutto il nostro appoggio va agli sforzi della futura presidenza austriaca del Consiglio europeo”, in particolare sulla “protezione dei confini esterni con l’ampliamento di Frontex e sulla creazione di ‘zone particolari’ in Africa per riportare indietro i migranti in luoghi protetti”. ‘L’asse dei volenterosi’ con l’Austria viene quindi riaffermato da Seehofer. Mentre l’altro partner di governo, l’Spd, oggi si è deciso finalmente ad entrare in partita: il compromesso raggiunto tra Cdu e Csu dovrà essere discusso anche con loro. “Il fatto che si sia trovato un accordo tra le due anime dell’Unione non comporta alcun automatismo per un’intesa con l’Spd”, ha avvertito la leader del partito Andrea Nahles. I socialdemocratici chiedono infatti una riunione di governo straordinaria prima del vertice di giugno.

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