Padova, incidente alle Acciaierie venete, feriti gravemente 4 operai. Cgil: “drammatica emergenza nazionale”. Fratoianni: “una guerra civile”

Padova, incidente alle Acciaierie venete, feriti gravemente 4 operai. Cgil: “drammatica emergenza nazionale”. Fratoianni: “una guerra civile”

Grave incidente questa mattina alle Acciaierie Venete di riviera Francia, nella zona industriale di Padova. Alle 7.50 i vigili del fuoco sono intervenuti con tre squadre per un sedare un incendio. Le squadre sono accorse nel reparto fonderia per lo spegnere le fiamme che si erano sprigionate per la fuoriuscita incontrollata di acciaio fuso da un contenitore. Investiti in pieno quattro operai: tre di loro sono gravi. Lo stabilimento è stato messo sotto controllo dai vigili del fuoco e dalle squadre di sicurezza interne. Le vittime del grave incidente sono Marian Bratu, nato in Romania e residente a Cadoneghe, che è stato portato in elicottero al centro grandi ustionati di Cesena, Simone Vivian, nato a Dolo ma residente a Vigonovo, David Di Natale e Federic Gerard nato in Francia e ora residente a Santa Maria di Sala, ricoverati all’ospedale di Padova. I loro colleghi sono in presidio fuori dall’azienda. Sull’accaduto stanno indagando i carabinieri.

Cgil: “Drammatica emergenza nazionale”

“Siamo di fronte ad una drammatica emergenza nazionale che ci interroga sul legame tra condizioni di lavoro e modello di sviluppo e innovazione” si legge nella nota della Cgil nazionale, dopo l’ennesimo incidente sul lavoro che si è verificato oggi presso le Acciaierie Venete e che ha visto gravemente coinvolti 4 operai. ‘Nella lotta contro gli infortuni – prosegue la Cgil, che esprime vicinanza ai lavoratori vittime degli infortuni e alle loro famiglie -siamo tra due fuochi: da un lato il vecchio modo di lavorare, specie nei settori più colpiti, in cui si continua a morire esattamente come mezzo secolo fa; dall’altro, il nuovo che avanza, il futuro 4.0, portatore di nuovi fattori di rischio e malattie professionali, in parte ancora non indagati” . Per la Cgil, “occorre, dunque, potenziare i controlli per rendere esigibili le leggi esistenti, da implementare e modellare anche sulla base delle nuove esigenze”. A sua volta, Susanna Camusso, segretario generale Cgil, scrive su twitter: “Sono vicina ai lavoratori delle Acciaierie Venete, e alle loro famiglie, coinvolti nell’ennesimo incidente. La sicurezza sul lavoro è ormai una drammatica emergenza nazionale. Sono necessarie scelte immediate: più controlli, più rigore, più formazione e informazione #sicurezzalavoro”.

Fiom Cgil: “ciò che non doveva accadere è accaduto. Non è fatalità”

“Un gravissimo incidente è avvenuto questa mattina, poco prima delle 8, nello stabilimento delle Acciaierie Venete di Padova, azienda che lavora a ciclo continuo”, si legge in una nota della Fiom Cgil nazionale, che dopo una sintetica ricostruzione dei fatti aggiunge: “Come Fiom, nello stringerci alle famiglie dei lavoratori coinvolti, condanniamo da subito l’accaduto, di cui faremo le valutazioni del caso, ricordando che nel recente passato avevamo già richiesto che non ci fosse promiscuità tra la movimentazione delle siviere e i dipendenti. Purtroppo quello che non doveva succedere è accaduto. In nessun caso si può parlare di fatalità”. “E’ necessario – conclude il comunicato del sindacato dei metalmeccanici Cgil – che la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori sia la priorità in ogni ambiente di lavoro, in tutto il paese”.

Fratoianni, segretario nazionale Sinistra Italiana: “una guerra civile le cui vittime sono lavoratori precari”

“In Italia è in corso una guerra civile. E le vittime sono quei lavoratori, quei precari, che ogni giorno perdono la vita o vengono gravemente menomati sul posto di lavoro”, ha affermato in una nota il segretario di Sinistra italiana, Nicola Fratoianni, deputato di Liberi e Uguali. “Poco fa – ha proseguito il leader di Si – a Padova 4 feriti, di cui cui due gravissimi in un’acciaieria. L’11 maggio un morto a Carrara, 2 feriti gravi a Lucca e a Siracusa, il 9 Maggio 1 morto e un ferito in Friuli V.G., il 3 Maggio 1 morto e un ferito in Campania, il giorno della Festa del Lavoro 1 morto in Calabria e uno in Liguria. Come si può definire altrimenti una simile mattanza?”. “Non si muore certo – ha osservato ancora l’esponente di Leu – per colpa del destino cinico e baro. Serve estendere in tutti i luoghi di lavoro una cultura della prevenzione, permettere ed estendere i controlli, aumentare gli ispettori del lavoro tagliati nel corso di questi anni. Ma evidentemente questo non è sufficiente , servono a questo punto atti forti e significativi: le aziende che non rispettano o che non fanno rispettare le regole della sicurezza devono essere CHIUSE. Chi non rispetta le regole – conclude Fratoianni – non rispetta la vita delle persone”.

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