Operaio di 28 anni muore all’Ilva di Taranto. Un tecnico di 48 anni muore a Torino. Feriti gravi sul lavoro nelle Marche. Una guerra. All’Ilva mobilitazione sindacale e sciopero generale per due giorni

Operaio di 28 anni muore all’Ilva di Taranto. Un tecnico di 48 anni muore a Torino. Feriti gravi sul lavoro nelle Marche. Una guerra. All’Ilva mobilitazione sindacale e sciopero generale per due giorni

Ancora gravissimi incidenti sul lavoro, dopo quelli alle Acciaierie venete dove sono rimasti feriti gravemente tre operai, in una caserma dell’Aeronautica Militare dove ha perso la vita un maresciallo e al Porto di Livorno. All’Ilva di Taranto un giovane operaio ha perso la vita colpito da un argano. L’incidente durante le attività di manutenzione di una grossa gru, che ha coinvolto Angelo Fuggiano, 28 anni, dipendente della ditta appaltatrice Ferplast, il quale è deceduto a seguito di un impatto con una fune. A darne notizia è la stessa Ilva in un comunicato, precisando che l’area è attualmente non operativa e occupata solamente dalla ditta esterna che ha in corso la manutenzione dell’area stessa. Naturalmente immediatamente dopo l’incidente l’intera area è stata posta sotto sequestro per accertare le responsabilità per quanto accaduto. La gru DM6 era ferma da due giorni per attività di manutenzione. Sul posto sono interventi immediatamente i Vigili del Fuoco, il personale sanitario interno e i medici del 118 per cercare di rianimare il dipendente subito accasciatosi dopo l’impatto e privo di conoscenza.

E a Torino ancora un altro incidente mortale sul lavoro. Un tecnico ascensorista di 48 anni è morto dopo essere precipitato, per motivi ancora da accertare, nella tromba dell’impianto. L’episodio è avvenuto in uno stabile di corso Agnelli, a meno di un chilometro dallo stadio olimpico Grande Torino. Il tecnico, a quanto si apprende, stava eseguendo alcuni lavori di manutenzione alla cabina quando è caduto nel vuoto perdendo la vita. Sul luogo dell’incidente è intervenuta la polizia e lo Spresal, che indaga sull’accaduto.

E ancora.  E’ di quattro feriti il bilancio di due distinti incidenti sul lavoro che si sono verificati questa mattina nelle Marche. Il più grave a Pescara del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno, dove tre operai sono precipitati da un’impalcatura, che era stata sistemata accanto a uno dei piloni di un cavalcavia della Statale 685, danneggiata dal terremoto; la piattaforma sulla quale stavano operando si sarebbe ribaltata improvvisamente e i tre sono caduti al suolo. Sul posto sono intervenuti gli uomini del distaccamento dei vigili del fuoco, i carabinieri e i soccorritori del 118, che hanno stabilizzato i feriti, tutti coscienti e ricoverati in codice rosso con gravi traumi al torace: due di loro sono stati trasferiti in eliambulanza all’ospedale regionale di Torrette di Ancona, il terzo, con un trauma toracico, ad Ascoli Piceno. Il secondo incidente a Senigallia, in provincia di Ancona, all’interno del cantiere di Via Perugia dove sono in corso di installazione le barriere antirumore accanto alla linea ferroviaria: un pesante tubo in acciaio e’ finito accidentalmente sulle gambe di un operaio, schiacciandole. Anche in questo caso, l’uomo è stato trasferito in eliambulanza all’ospedale regionale di Torrette.

Camusso, leader Cgil: “non ho più parole per raccontare la drammaticità della situazione. Colpisce il silenzio di Confindustria e della politica”

“Angelo è morto. E’ morto lavorando. Non ho più parole capaci di raccontare la drammaticità della situazione. Serve un cambio di passo: politica e impresa si assumano responsabilità. Un abbraccio alla famiglia di Angelo, martire del lavoro”, scrive sul suo profilo Twitter la segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso, commentando l’ultimo incidente sul lavoro che ha provocato la morte di un operaio all’Ilva di Taranto. Inoltre, “le tragedie di questi giorni -dice Camusso chiudendo l’assemblea generale dei pensionati della Cgil – non sono episodi imprevedibili né avvengono in luoghi periferici ma accadono in industrie importanti e hanno tutte lo stesso segno: che le vittime lavoravano in società di subappalti con condizioni di lavoro esattamente diverse da quelle dei lavoratori dell’impianto”. Nessun caso isolato, dunque, per Camusso ma incidenti che dicono che “le procedure di appalto hanno reso pericolosi i cicli produttivi, che la precarietà non aiuta e che la prevenzione sul lavoro è scomparsa”. Ed è in questo quadro, che, attacca Camusso, “colpisce il silenzio di Confindustria che non può far finta di nulla: non ha nulla da dire? Pensa che il problema riguardi aziende che non sono sue?”, dice. E ancora: “E mi colpisce il silenzio della politica”, prosegue chiedendo al Parlamento di agire. “Il Parlamento può rilanciare il tema soprattutto in questo momento che non mi pare particolarmente oberato di lavoro. Potrebbe intanto discutere su quello che può fare. Sarebbe un segnale”, conclude.

Re David, leader della Fiom Cgil: “l’Ilva ha la responsabilità di garanti la sicurezza di tutti i lavoratori” 

Immediata la reazione dei sindacati: “E’ inaccettabile quanto sta accadendo. I lavoratori metalmeccanici continuano a morire tutti i giorni. Ancora una volta è un giovane lavoratore di un’impresa di appalto che perde la vita a causa delle scarse procedure di sicurezza. L’Ilva ha la responsabilità di garantire la sicurezza di tutti i lavoratori e soprattutto di quelli che operano nelle imprese di manutenzione e di appalto”. Ad affermarlo in una nota è il leader della Fiom Cgil, Francesca Re David. “Per le giornate di oggi e domani i lavoratori di tutto il gruppo Ilva stanno decidendo iniziative di mobilitazione. A Taranto è già stato proclamato lo sciopero”, sottolinea il leader della Fiom.

Vincenzo Colla, segretario confederale Cgil: “fatti gravissimi che richiedono una risposta forte e corale dei sindacati”

“È tempo di mobilitare le lavoratrici ed i lavoratori, tutti – ha detto Colla concludendo l’Assemblea generale della Fillea Cgil – perché dopo la scelta giusta di aver posto la questione al centro delle celebrazioni del Primo maggio, dobbiamo dare continuità al nostro impegno e alla nostra azione in difesa della sicurezza”. Per il segretario confederale, “la Cgil non ha mai cessato di tenere alta la guardia sui cantieri e in ogni luogo di lavoro a rischio di incidentalità, ma i fatti gravissimi e ripetuti di queste settimane richiedono una risposta forte e corale dei sindacati perché morire di lavoro non è degno di un paese civile. Tutto il mondo del lavoro dovrà dirlo a gran voce al paese, al Parlamento ed a tutte le forze politiche che lo compongono: la sicurezza è la prima tutela ed il primo dei diritti di ogni lavoratore e su questo non si non si torna indietro”, ha concluso Colla.

I sindacati rifiutano l’invito a sospendere le iniziative di sciopero a Taranto

Si è svolta intanto una riunione con i massimi vertici aziendali dell’ILVA in cui è chiesto ai sindacati l’interruzione dello sciopero di oggi e fino al primo turno di domani, conseguente alla morte dell’operaio di una società dell’indotto, per evitare problemi di sicurezza impianti che avrebbero prodotto la fermata dello stabilimento intero. In tutti gli stabilimenti del gruppo ILVA si stanno organizzando 8 ore di sciopero tra oggi e domani. “Abbiamo ribadito l’assenza di ogni possibilità di prendere in considerazione quanto proposto, ribadendo la validità in pieno del comunicato di sciopero che viene confermato riservandoci, a valle dell’incontro in Prefettura previsto per le ore 17.30, ulteriori iniziative” si legge in una nota congiunta delle rappresentanze di Fim, Fiom, Uilm ed Usb a Taranto. Ed in una nota congiunta di Fim, Fiom e Uilm nazionali si legge: “Bisogna fermare questa sequenza di tragici eventi. Gli incidenti mortali sul lavoro sono ormai una ‘drammatica realtà’ a cui bisogna dare una immediata soluzione, con particolare attenzione al sistema delle ditte di subappalto. Rinnoviamo ancora una volta il nostro appello affinché tutti i soggetti interessati si adoperino per fermare questa strage continua individuando efficaci strumenti, mezzi ed iniziative per la risoluzione di questa emergenza”. Infine si annuncia che si proclamano “almeno 2 ore di sciopero in tutte le aziende dell’intero settore siderurgico e si chiede di promuovere l’istituzione di una raccolta fondi a favore delle vittime sul lavoro attraverso la donazione di un’ora di lavoro”. Inoltre nei prossimi giorni Fim, Fiom e Uilm promuoveranno una iniziativa nazionale sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.

Fassina (SI): “Basta frasi circostanza, parlamento affronti questione”

“Basta. Basta frasi di circostanza. Basta indignazione di facciata. È una strage quotidiana. Anche oggi un operaio morto sul lavoro a Taranto. Ancora, negli appalti. I Presidenti di Camera e Senato convochino una sessione straordinaria del Parlamento per fermare la guerra in corso. Il Governo, benché in uscita, approvi un Decreto condiviso con i capigruppo di M5S e Lega per aumentare il numero di ispettori del lavoro, i controlli e la prevenzione. Ci stringiamo intorno alla famiglia di Angelo, ai suoi compagni e ai suoi amici”, afferma Stefano Fassina, deputato di Sinistra Italiana.

 

Share