Operaio muore schiacciato da una lastra metallica nel porto di La Spezia, ferito un suo compagno di lavoro. Mobilitazione sindacale per la sicurezza dal Veneto alla Toscana

Operaio muore schiacciato da una lastra metallica nel porto di La Spezia, ferito un suo compagno di lavoro. Mobilitazione sindacale per la sicurezza dal Veneto alla Toscana

Incidente sul lavoro a La Spezia. Un operaio è morto, poco prima delle 16 di lunedì, mentre stava lavorando in un cantiere navale della cittadina ligure ed un secondo è rimasto ferito. Secondo una prima ricostruzione, il lavoratore che ha perso la vita sarebbe stato schiacciato da una pesante lastra metallica, mentre il suo compagno di lavoro avrebbe riportato serie ferite. La vittima è stata identificata. Si tratta di un cittadino di origini croate di 56 anni, dipendente di una azienda in subappalto che stava provvedendo ad alcuni lavori per l’ampliamento della banchina del porto. I Carabinieri, che si occupano delle indagini, hanno sequestrato l’area dell’incidente e provveduto agli interrogatori ed ai rilievi di rito. Immediata la reazione dei sindacati, Cgil-Cisl e Uil hanno indetto una mobilitazione con uno sciopero generale per l’intera giornata di mercoledì che vedrà coinvolte tutte le categorie. Esclusi dall’agitazione i pubblici dipendenti perché la normativa sugli scioperi non prevede la proclamazione di uno sciopero in tempi così ridotti. Anche a Padova, in queste ore, dopo l’esplosione che ha provocato il ferimento di quattro operai, è scattata la mobilitazione dei sindacati Cgil, Cisl e Uil, con manifestazioni spontanee e scioperi organizzati. Ma il mondo del lavoro si mobilita per la sicurezza nei luoghi di lavoro anche in Toscana dove in campo scendono i lavoratori delle cave di Carrara sotto le bandiere di FenealUil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil, dopo l’ennesimo incidente mortale sul lavoro di venerdì scorso: “Aderiamo e sosteniamo con forza lo sciopero di 8 ore a Massa Carrara, proclamato per domani dalle segreterie provinciali di Cgil, Cisl, Uil. La sicurezza sul lavoro, ed in particolare la sicurezza nelle cave, deve continuare ad essere la priorità dell’azione sindacale e deve vedere il massimo impegno di tutti i soggetti coinvolti. Negli ultimi anni nelle cave del territorio si sono verificati migliaia di incidenti, con decine di vittime. Una vera tragedia sociale alla quale non possiamo permetterci di assistere inermi. Per questo motivo continuiamo a chiedere maggiori controlli nelle cave da parte degli organi preposti, più formazione per i lavoratori e l’esclusione dal mercato delle aziende nelle quali si verificano più infortuni. Si tratta di una battaglia di civiltà che abbiamo il dovere di affrontare e vincere tutti insieme”.

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