Liberi e Uguali. L’Assemblea Nazionale decide l’avvio della fase costituente aperta e democratica

Liberi e Uguali. L’Assemblea Nazionale decide l’avvio della fase costituente aperta e democratica

La decisione è presa, dopo settimane di attesa dalla pesante sconfitta alle elezioni politiche del 4 marzo, e dopo sei ore di dibattito vivace e forte: Liberi e Uguali diverrà un partito entro il 2018. L’Assemblea nazionale, riunita a Roma, ha infatti approvato un Ordine del giorno che ne stabilisce la rotta, proposta da Pietro Grasso nella relazione di apertura, ma sulla quale non c’era un accordo con i dirigenti dei tre partiti che avevano dato vita alla lista elettorale, cioè Sinistra Italiana, Mdp e Possibile. Grasso ha ricordato, con punte di autocritica, la “cocente sconfitta” alle elezioni, e non ha nascosto gli errori commessi, a partire dalle liste di Leu: “Le rose di nomi” inviate dai territori “sono appassite sul tavolo nazionale” dove hanno prevalso “il manuale Cencelli” e le pluricandidature per garantire l’elezione ai big. “Ho taciuto in queste settimane – ha detto Grasso – generando alcuni malumori. Forse anche altri avrebbero fatto bene a parlare un po’ meno, a non annunciare troppo presto il fallimento del nostro progetto e l’irresistibile voglia di tornare nel Pd, ma non sono qui per fare polemiche”. Inoltre, ha proseguito Grasso, “Nonostante tutto, la mia unica certezza è che non esista per noi altro futuro che costruire Liberi e Uguali”. “L’alternativa sarebbe ridicola”, vale a dire “la scissione dell’atomo”, quel “scindetevi e moltiplicatevi” tipico della sinistra. Ed ecco la proposta: una fase per redigere il manifesto ideale del partito, e poi il congresso da concludere entro l’anno. Grazie anche alla spinta di molti interventi, hanno aderito all’impostazione tutti i leader, da Roberto Speranza a Nicola Fratoianni, con l’eccezione di Possibile, come ha spiegato la segretaria Beatrice Brignone: pur non aderendo immediatamente, Possibile non bloccherà il percorso. La prima fase, quella della definizione del manifesto di Leu, risolverà questo punto attraverso il voto da parte di chiunque vorrà aderire. Chiusa questa fase, a settembre, inizierà la fase congressuale con il nuovo organigramma da definire entro l’anno.

Il testo integrale dell’Ordine del giorno dell’Assemblea che avvia il percorso costituente del partito Liberi e Uguali

“L’assemblea di Liberi e uguali assume l’orientamento di proseguire il percorso unitario iniziato a dicembre 2017. A tale scopo i soggetti promotori si impegnano a promuovere una fase costituente aperta e democratica, attenta al coinvolgimento dei territori, del mondo dell’associazionismo, delle forze sociali e delle esperienze civiche”. E’ quanto si legge nel documento approvato dall’assemblea di leu svoltasi oggi a Roma. “Tale processo -prosegue il testo- dovrà prevedere: la costituzione di un organismo provvisorio nazionale che rispetti la parità di genere e il pluralismo e sia aperto all’apporto anche di singole personalità; la costituzione di analoghi organismi provvisori a livello territoriale; la realizzazione del percorso in due fasi, la prima da concludersi entro il mese di settembre 2018, di definizione del profilo politico-culturale di fondo, mediante il voto su tesi degli aderenti al percorso; la seconda, come vera e propria stagione congressuale da concludersi entro il 2018, che individui linea politica e organi dirigenti di Liberi e Uguali”. Si prevede inoltre “l’attribuzione della piena titolarità del simbolo di Liberi e uguali alle decisioni democratiche della fase costituente; la realizzazione di campagne politiche nazionali e tavoli tematici che rilancino il progetto, ispirando e supportando l’attività parlamentare”.

Nicola Fratoianni: “Un partito non è un esercizio organizzativo o l’ennesima conta muscolare tra gruppi dirigenti. Se sarà questo io non ci sarò”

“Se Liberi e Uguali vuole uscire da questa condizione di silenzi e timidezze dal 4 marzo in poi deve smettere di commentare la politica e cominciare a farla”, ha affermato il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni. “Se vogliamo dare un senso a questa nostra impresa – prosegue il leader di SI – basta parlare di politica, bisogna praticarla ed essere presenti nel Paese con le nostre battaglie. Propongo a Liberi e Uguali – dice Fratoianni – di organizzare per il primo week-end disponibile, il 17 giugno in mille piazze italiane una grande mobilitazione contro la tragedia dei morti sul lavoro. Un strage continua e insopportabile nel silenzio della politica. Scendiamo nelle piazze, raccogliamo consenso e firme per una proposta di legge, molto semplice, per dire che vogliamo da subito il raddoppio del numero degli ispettori per la sicurezza sui luoghi di lavoro”. Sulla costituzione del nuovo partito, Fratoianni ha posto questioni chiare: “Apriamo fra noi una discussione vera, certo dobbiamo trasformare Liberi e Uguali in un partito. Ma un partito è un’idea, non un processo burocratico, non una conta tra gruppi dirigenti. Senza infingimenti ce lo dobbiamo dire apertamente: ci sono molti temi di cui Leu deve parlare, perché ci sono differenze tra di noi”. E dunque, prosegue, “apriamo da oggi un percorso largo e democratico che consenta a tutti e a tutte di discutere e decidere. Cominciamo dal cercare di capire come coinvolgere i più deboli, le periferie, le classi popolari, perché ad oggi essi non capiscono le nostre parole. Un partito – insiste – non è un esercizio organizzativo o l’ennesima conta muscolare tra gruppi dirigenti. Se sarà questo io non ci sarò. Ma proprio per evitare che questo accada serve affrontare a viso aperto i nodi e i temi che ci dividono. Se continuiamo a perderci nella discussione sulle alleanze, allora quella forza politica diventa assolutamente inutile. E io non voglio – conclude Fratoianni – che questo accada a Liberi e Uguali”.

Roberto Speranza: “la flat tax è un regalo ai ceti più abbienti che verrà pagato in termini di sanità pubblica, di scuola pubblica, di infrastrutture delle aree più deboli del Paese”

“Noi siamo convintamente all’opposizione di questo governo, il patto tra Salvini e Di Maio non potrà far bene agli italiani, in modo particolare la flat tax è un regalo ai ceti più abbienti che verrà pagato in termini di sanità pubblica, di scuola pubblica, di infrastrutture delle aree più deboli del Paese” ha detto il coordinatore nazionale di Mdp, Roberto Speranza, nel suo intervento. “Dobbiamo diventare un soggetto politico vero e proprio che rimetta al centro il lavoro, la lotta contro le disuguaglianze, la difesa della sanità pubblica. E oggi arriverà un messaggio forte che va in questa direzione”. Quanto al governo, “noi siamo convintamente all’opposizione di questo governo: il patto tra Salvini e Di Maio non potrà far bene agli italiani, in modo particolare la flat tax è un regalo ai ceti più abbienti che verrà pagato in termini di sanità pubblica, di scuola pubblica, di infrastrutture delle aree più deboli del Paese”.

Federico Fornaro: “Un altro fallimento non sarebbe capito dalla nostra gente”

Il capogruppo di Liberi e Uguali alla Camera, Federico Fornaro ha poi precisato che “la consapevolezza delle difficoltà presenti ci deve far comprendere il bisogno di un partito, plurale sui territori, che riporti la sinistra a essere competitiva. Prima viene il partito e poi le alleanze. Tutti noi, nessuno escluso, dobbiamo compiere un grande sforzo di generosità. Un altro fallimento non sarebbe capito dalla nostra gente”. Fornaro ha sottolineato la necessità di “non smarrire la rotta, di tenere la barra dritta”. “Un esempio – ha spiegato – la dà la parola nazionalismo, che una volta imbellettata, è diventata sovranismo. Non dobbiamo essere succubi dell’egemonia culturale della destra, alimentando una guerra senza quartiere all’Europa. Certo, c’è un baratro tra l’ideale dell’Europa dei popoli che avevamo, e la realtà, ma la nostra critica deve mirare a riagganciare il progetto e non ad affossarlo”. Fornaro ha esortato a una “opposizione intransigente” al governo Lega-M5s sul fisco e sui diritti; “ma la nostra deve essere anche una opposizione sfidante su lavoro, legge Fornero, sapendo che la tenuta dei conti pubblici non è variabile indipendente, e che la flessibilità si può chiedere ma per gli investimenti e non per politiche fiscali sbagliate”.

Stefano Fassina invita De Magistris a entrare in LeU per costruire insieme “il partito del lavoro, della giustizia sociale, dell’ecologia integrale, del patriottismo costituzionale per correggere l’europeismo liberista” 

“Caro Luigi, unisciti a noi. LEU avvia un processo costituente, aperto, libero, sovrano. Vieni anche tu.” Cosi’, Stefano Fassina dall’assemblea di Liberi e Uguali in corso a Roma si e’ rivolto a Luigi De Magistris che ieri a Napoli ha lanciato la nascita di DemA come partito. “Discutiamo su tutto- spiega- con la piu’ larga e diffusa partecipazione possibile. Rinnoviamo forma-partito e classi dirigenti a tutti i livelli. Mettiamo insieme le migliori esperienze amministrative, le energie dell’innovazione e della solidarieta’. Costruiamo insieme il partito del lavoro, della giustizia sociale, dell’ecologia integrale, del patriottismo costituzionale per correggere l’europeismo liberista”, dice Fassina. Nel suo intervento, Fassina ha poi criticato il modo in cui i media internazionali, e soprattutto tedeschi, hanno parlato dell’Italia in questi giorni: “indecenti le prime pagine di alcuni giornali tedeschi di questi giorni. Il popolo italiano merita rispetto, come meritano rispetto tutti i popoli, anche quando indicano nei sondaggi un partito neo-nazista come Afd come secondo partito. Il popolo italiano ha votato democraticamente e ha scelto”. Infine, secondo Fassina, “gli attacchi contro Paolo Savona hanno l’obiettivo di normalizzare l’Italia, come è stata normalizzata la Grecia del governo Syriza”.

Beatrice Brignone, segretaria di Possibile: ”

La neoeletta segretaria di Possibile, Batrice Brignone ha voluto proporre all’Assemblea la sua interpretazione della sconfitta elettorale, della crisi di Liberi e Uguali e ha annunciato la posizione del suo movimento. Per Brignone, “quello che avevamo promesso con Liberi e Uguali non lo abbiamo mantenuto. Le abbiamo sbagliate tutte, mentre l’entusiasmo stava venendo meno, e il 4 marzo è stato un disastro. E ora noi non ci stiamo a cristallizzare gli errori in un partito. Senza che nessuno si sia messo in discussione, tranne Giuseppe Civati che si è dimesso da segretario di Possibile, la soluzione non è fare un partito”. Inoltre, “molti sostenitori oggi- aggiunge Brignone – non ci sono per protesta. È un fatto evidente. Ma questo non riguarda il rapporto e la collaborazione tra di noi. Chiediamo infatti un coordinamento politico per organizzare l’opposizione parlamentare. Per fare un partito unico serve un orizzonte comune che oggi non c’è. La risposta ai problemi di un Paese rotto non è parlare di statuto, delegati, simboli. Cominciamo parlando ai militanti, chiedendogli scusa e mettendoci al lavoro”.

Dopo sei ore di interventi e dibattito, teso, forte, alimentato da analisi e proposte, l’Assemblea si è sciolta, pronta dunque a partire per dare testa e gambe al progetto del partito Liberi e Uguali.

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