In poche ore Filippone da uomo mite a mostro. La sorella dell’omicida-suicida del viadotto parla al quotidiano abruzzese il Centro

In poche ore Filippone da uomo mite a mostro. La sorella dell’omicida-suicida del viadotto parla al quotidiano abruzzese il Centro

“Mio fratello era l’antitesi di quello che si è dimostrato domenica”. Così il disperato sfogo di Antonella Filippone al quotidiano dell’Abruzzo ‘il Centro’, a qualche ora dai funerali in forma privata, a Pescara, del fratello Fausto Filippone. L’uomo, il 20 maggio, si è lanciato da un viadotto dell’A14, dopo avere gettato nel vuoto la figlia Ludovica di 10 anni e ucciso poco prima la moglie, Marina Angrilli, spingendola da un balcone al secondo piano. “Un ragazzo di un’educazione, una raffinatezza, una grazia, una moderazione, una pacatezza e un’eleganza incredibili. Descrivo la persona che ho conosciuto fino a sabato”.

E di sabato mattina, l’ultima volta che l’ha visto, dice: “È stato come sempre. Ha fatto raccontare a Ludovica del concorso canoro del giorno prima, tutto normale”. “Anche noi da un annetto vedevamo che era intristito, taciturno, lui stesso lo ammetteva. Quante volte gli ho chiesto che problema avesse, niente. Ma faceva una vita normalissima, nessuna sindrome depressiva”. Poi, sul legame di Fausto con la madre morta di recente, Antonella Filippone dice: “È stata una perdita annunciata. Magari per Fausto pur sapendo che non lo riconosceva era comunque un conforto vederla”. “Spero che una spiegazione arrivi dalle indagini”. Quindi, Antonella Filippone conferma che sarà oggi ai funerali della cognata Marina e della nipote Ludovica. “Mi lacera pensare che Marina ha realizzato quello che stava succedendo e che ha sofferto”. Non ritiene, invece, che Ludovica si sia resa conto di quanto stava accadendo. “Era una bambina di grande acume. Se era impietrita, non diceva una parola, vuol dire che era stata sedata in qualche modo”.

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