Grillini e leghisti creano un clima di incertezza, una minaccia per la democrazia, con pesanti riflessi sul mercato finanziario. Ancora una giornata difficile per la Borsa. Le preoccupazioni di Bankitalia

Grillini e leghisti creano un clima di incertezza, una minaccia per la democrazia, con pesanti riflessi sul mercato finanziario. Ancora una giornata difficile per la Borsa. Le preoccupazioni di Bankitalia

Solo Grillo e chi come lui, da Di Maio a Di Battista, Salvini, con l’aggiunta di Giorgia Meloni, non dimentichiamo che proviene da Alleanza nazionale, erede del Movimento sociale italiano, leggi fascisti di Almirante, che fino a qualche tempo fa ha mantenuto nella sua bandiera la fiamma tricolore, simbolo del Msi, possono pensare di utilizzare i dati che vengono dal mercato finanziario, dall’andamento della Borsa, per continuare la  campagna di veleni scatenata contro il presidente della Repubblica che ha trovato grande spazio in una sciagurata trasmissione televisiva “Non è l’arena”, condotta su La7 da Massimo Giletti, che ha invitato  esponenti della peggiore destra, basta pensare alla Santanché, per non dire altro, a dar vita ad un vero e proprio massacro nei confronti del Presidente della Repubblica. C’era anche chi ha tentato di uscire dalla gabbia in cui Giletti ha chiuso chi non la pensava come Giorgia Meloni, per dirne una, e il giornalista buono per tutte le stagioni che risponde al nome di Sechi, ci riferiamo per esempio a Massimo Giannini, Luca Telese e l’economista Stefano Patriarca, il professor Cazzola,  ma è già tanto se Giletti ha dato loro la possibilità di dire qualche parola a sostegno del Presidente Mattarella. Si dice che abbia duplicato l’ascolto. Allora? Il ruolo dell’informazione è quello appunto di “informare” non di fare propaganda, sollecitando gli istinti peggiori che stanno circolando nel nostro Paese. Leggendo e ascoltando, ne parliamo in altra parte del giornale, gli appelli di Grillo e Di Maio rivolti ai cittadini perché scendano in piazza contro Mattarella il 2 Giugno, avvelenano la “Festa” della Repubblica. Parlano gli esponenti della destra reazionaria, ci comprendiamo M5S, in combutta con Salvini, che si muove sulle orme di Orban, il leader ungherese cui il leader della Lega rivolge pubblici ringraziamenti per il contributo, l’aiuto dato alla campagna razzista, xenofoba, fascistoide contro i migranti.

La crisi dei mercati nasce da lontano. Spread che cresce non è cosa dell’oggi

La crisi dei mercati finanziari non nasce dopo la decisione del Capo dello Stato di non farsi imporre un ministro il cui obiettivo, neppure tanto nascosto, il cosiddetto “piano B” è  quello di uscire  dall’euro, dando un colpo mortale all’economia  italiana già traballante. La crisi italiana viene da lontano, lo spread che risale non è dell’oggi. È il risultato di politiche sbagliate da parte dei governi da Monti a Gentiloni, passando per Letta e Renzi Matteo. La risalita dello spread trova terreno di coltura nei mesi di questa lunga campagna elettorale che non è mai terminata. Non solo, quando, chiuse le urne, in una fase di quiete dopo la tempesta,  si sono avuti timidi segnali di ripresa del mercato, in una attesa fatta di “esplorazioni” per dare un governo al Paese, arriva la strategia della Lega e dei Cinquestelle che mira a far saltare il banco, per dirla in due parole la “questione Savona”, candidato ministro, per preparare non un  progetto di riforma della attuale Unione Europea, ma aprire la strada a populismo, sovranismi, spostando ancora di più l’asse politico ed economico della Unione europea verso lidi liberisti, mascherati da un “sinistrismo” che piace tanto a Travaglio.

I professori Savona e Sapelli che ne pensano delle difficoltà del mercato finanziario?

È in questo quadro che il mercato finanziario, le Borse non possono certo tirare un sospiro di sollievo. I pentastellati a partire da Di Maio e dal redivivo Di Battista, lasciamo stare Salvini, da lui sarebbe pretendere troppo, solo loro possono avere l’ardire di affermare che l’ascesa dello spread, il rapporto fra Btp italiani e Bund tedeschi, è dovuta alla decisione di Mattarella di impedire la nomina a ministro del professor Savona. Sarebbe interessante conoscere a questo proposito il parere del suddetto professore e quello di un altro professore, Sapelli, che aveva perso la sfida con Savona per la candidatura a ministro di M5S-Lega. In realtà la chiusura di Piazza Affari in forte calo, meno 2,08%, bruciando dodici miliardi di euro, lo spread che chiude a 235 punti è in linea con i dati di venerdì. La colpa? Dice Grillo che uscendo da casa ha visto la gente che non parla, incredula della decisione di Mattarella, tutti muti, i mercati finanziari in preda al panico. Una dichiarazione ai limiti del possibile, se si va oltre meglio esprimere le nostre valutazioni. Consigliamo ai capi grillini e leghisti di seguire domani i lavori della Banca d’Italia, le “considerazioni finali” che terrà  il governatore Ignazio Visco in presenza di uno scontro istituzionale “senza precedenti” si fa notare negli ambienti della Banca, con gli occhi di tutto il mondo, quelli dell’Europa, che guardano all’Italia anche alla luce dei prossimi avvenimenti, primo fra tutti il G7 che si svolgerà il sette giugno in Canada. E tante riunioni dei ministri della Ue e del Parlamento europeo. Nel frattempo in Italia proseguirà la campagna elettorale iniziata ben prima della fine del 2017, proseguita fino al 4 marzo, ripresa a partire dal 5 marzo. Nel frattempo la Borsa ha bruciato decine di miliardi. Dalla Banca Centrale arriva qualche anteprima della relazione che Visco svolgerà alla presenza dei massimi esponenti dell’economia e della finanza.

Per l’Italia importanti credibilità, riforme, riduzione del debito. L’impegno di Cottarelli

Parlerà, si dice, della congiuntura, di una “crescita che prosegue anche se a ritmi più lenti”, farà presente che anche con la fine prevista per i quantitative easing della Bce, l’acquisto da parte della Banca presieduta da Mario Draghi dei titoli di stato per tenere basso il costo del denaro, “non dovrebbe creare grandi timori, perché per l’Italia sono più importanti la credibilità, l’attuazione delle riforme e la riduzione del debito pubblico”. “Un percorso che va continuato con determinazione” suggerisce la nota ufficiosa, come sostiene anche il presidente del Consiglio incaricato Carlo Cottarelli: non a caso un economista che per anni ha lavorato all’ufficio studi di Bankitalia. E l’impegno di Cottarelli per una “gestione prudente dei conti pubblici” non può che essere condiviso da Visco, che domani potrebbe sottolineare nuovamente l’esigenza di tagliare il debito in maniera rilevante. Garantendo un avanzo primario significativo, infatti, si può riportare il debito sotto il 100% del Pil nel giro di 10 anni, rassicurando gli investitori sulla sostenibilità della finanza pubblica. “Una strategia che va affiancata dall’attuazione delle riforme, dirà il   governatore per portare avanti la modernizzazione del paese e stare al passo con il resto dell’Europa”. Già, il legame con l’Unione Europea, tema fondamentale della relazione di Visco. “Nei giorni in cui un sostenitore dell’uscita dall’euro come Paolo Savona (ex Bankitalia) – recita la nota ufficiosa – è stato sul punto di insediarsi al ministero dell’economia, il governatore della Banca d’Italia ribadirà probabilmente l’importanza per l’Italia di giocare un ruolo nelle prossime importanti partite sul futuro dell’Europa: dal nuovo assetto di governance dell’Ue al completamento dell’unione bancaria”.

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