Governo. Lega-M5S, un triste, continuo, paradossale “ultimo valzer” sempre rinviato che inguaia il professor Conte e indigna il Quirinale, mentre Salvini si arrabbia e minaccia il voto anticipato

Governo. Lega-M5S, un triste, continuo, paradossale “ultimo valzer” sempre rinviato che inguaia il professor Conte e indigna il Quirinale, mentre Salvini si arrabbia e minaccia il voto anticipato

Ogni giorno ha la sua pena, è scritto nel Vangelo. E a questo adagio avrà fatto ricorso il Presidente Sergio Mattarella al termine di un’altra giornata, l’ennesima, in cui si trova ad attendere al Quirinale notizie dalle convulse e incessanti trattative “riservate” tra i due leader del Movimento5 Stelle, Luigi Di Maio, e della Lega, Matteo Salvini, per la formazione di uno dei peggiori governi della storia repubblicana e democratica. Oggi il nostro Presidente ha dovuto perfino rinunciare a vedere il team italiano di sport equestri, agli ordini del capo-equipe Duccio Bartalucci, vincere la Coppa delle Nazioni-Intesa San Paolo dello Csio Roma, Master d’Inzeo, che ha avuto luogo a Piazza di Siena. E dunque, dopo le pene di ieri per una lista dei ministri che sta provocando mille grane ai due giovani statisti del XXI secolo, dopo l’impuntatura sull’attribuzione al professor Paolo Savona del Ministero dell’Economia che ha suscitato la reazione irata del Colle per evidenti e indebiti diktat incostituzionali, oggi è stata la volta del presidente del Consiglio incaricato Giuseppe Conte a farla da protagonista. La notizia del no di Mattarella a Savona ha causato l’ira diSalvini, che si è definito “davvero arrabbiato” e di tutta la Lega che ha scaricato sul Colle la possibile responsabilità di un fallimento del tentativo di Conte. Perché Salvini è stato chiaro: non ci sono alternative a Savona. Ora la palla torna a Conte. Ma è chiaro che sul nome di Savona si gioca una partita ben più grande del Mef, un vero e proprio scontro istituzionale che coinvolge la Carta. Da una parte il rispetto della lettera della Costituzione, dall’altra il richiamo al volere popolare. Sullo sfondo ormai si intravede lo spettro del destino dell’intera legislatura, qualcuno nei corridoi delle Camere torna a parlare di elezioni e di voto di sfiducia a Conte.

L’incontro di Giuseppe Conte con Mattarella “informativo e interlocutorio”

In realtà, Giuseppe Conte ha incontrato questo pomeriggio al Quirinale il presidente della Repubblica Sergio Mattarella per riferirgli sugli sviluppi della trattativa per la formazione del nuovo governo. A quanto si apprende il colloquio, di oltre un’ora, è stato informativo e interlocutorio e dal presidente incaricato non sono stati forniti tempi per la presentazione della lista dei ministri. Ovvero, come in un penoso, ennesimo, giro di giostra, siamo tornati al punto di partenza. Ciò che emerge non solo è l’irritazione del Presidente Mattarella per i tanti gesti irrituali dei due gentiluomini grillo-leghisti, ma soprattutto per l’ignoranza del galateo istituzionale. Erano già incorsi in errori da matita rossa quando parlarono della consegna parziale al Quirinale della bozza del Contratto di governo, subito smentita dal Colle, continuano a farlo in questi giorni nel caso di una lista dei ministri che proprio stenta a chiudersi, e a ritardare il giuramento del governo, l’appuntamento parlamentare con la fiducia, e l’avvio della Legislatura. Intanto, stanno per scadere i tre mesi dalle elezioni del 4 marzo, e gli italiani assistono attoniti e francamente anch’essi molto delusi a questo triste, continuo, paradossale “ultimo valzer” sempre rinviato.

Prima di recarsi al Quirinale, Conte ha trascorso due con Salvini e Di Maio

E se Mattarella piange, come dice il proverbio, il professor Conte non ride. Questa mattina ha incontrato per circa due ore Matteo Salvini e Luigi Di Maio, per discutere delle caselle ministeriali, a cominciare da quella del dicastero dell’Economia. Al termine dell’incontro intorno all’ora di pranzo, svoltosi a Montecitorio, il leader della Lega è partito per Milano per impegni familiari e politici. Una scelta, quella di Salvini – che comunque dovrebbe rientrare a Roma domani pomeriggio – che lascia plasticamente intendere come il segretario del Carroccio ritenga chiusa (come per altro va ripetendo da giorni) non tanto la lista dei ministri quanto l’incarico a Savona. Un incarico sul quale la Lega si gioca praticamente tutta la sua credibilità di fronte alla propria base e che se dovesse venir meno – come più volte minacciato da Salvini – rimetterebbe in discussione non solo la composizione del futuro governo ma addirittura gli accordi con il Movimento 5 stelle. Di fronte a questa situazione ecco allora la decisione del presidente incaricato Conte di recarsi dal capo dello Stato – che ieri aveva affermato, sia pure informalmente di non accettare “inammissibili diktat” sul varo del gabinetto di governo – per riportare con ogni probabilità le posizioni soprattutto del leader leghista e forse per capire quali potranno essere le determinazioni di Sergio Mattarella. In serata la Lega torna a puntualizzare la sua posizione rigida: ha “preso precisi impegni con italiani su tasse, Europa, giustizia, pensioni, non prendiamo in giro nessuno, non andiamo a Bruxelles con il cappello in mano e chiediamo agli italiani cosa ne pensano”. Sia pure con un linguaggio poco simpatico, la Lega conferma il suo disegno strategico di portare all’Economia non solo il professor Savona, ma soprattutto gli elementi che ne distinguono le scelte e le analisi.

E a colazione, Conte è andato a Bankitalia in un insolito incontro con il governatore

Prima di consegnarsi ai due statisti, il professor Conte è stato protagonista di un insolito incontro, quello di un premier incaricato che si reca alla Banca d’Italia piuttosto che ricevere il governatore. Il faccia a faccia di Giuseppe Conte con Ignazio Visco a Palazzo Koch richiama l’attenzione perché l’uomo incaricato di fare il governo è stato accolto dai mercati con una doccia fredda, facendo evocare gli spettri di un “contagio” da parte della Bce nel cui consiglio siede lo stesso Visco e presieduta dall’ex governatore a Via Nazionale Mario Draghi. E perché le banche, la stabilità finanziaria, il dialogo con Bruxelles stanno a cuore a Visco. Un’ora e mezzo di colloquio iniziato intorno alle 10, del resto, non è cosa da pura formalità, da saluti e presentazioni. Conte s’infila in auto direttamente all’interno di Palazzo Koch. “Abbiamo doverosamente parlato dello stato dell’economia italiana, c’è stato un aggiornamento”, dirà poi ai giornalisti alla Camera ricordando che martedì Visco terrà le sue considerazioni finali (senza esplicitare cosa abbia a che fare un premier incaricato con le considerazioni finali del governatore di Bankitalia). E’ difficile che Visco abbia potuto nascondere la preoccupazione che alligna a Francoforte per la tenuta dei conti italiani di fronte alle dichiarazioni del segretario della Lega Matteo Salvini, che ha detto di voler fare “l’opposto” di quanto chiede Bruxelles. Lo stesso vale per la tempesta che si è abbattuta sullo spread (ai massimi dal febbraio 2014), sulla Borsa, sulle banche. Un andazzo che, se dovesse continuare, minerebbe la fiducia e con essa la crescita.

Federconsumatori stigmatizza indignata l’incontro di Conte con un gruppo di vittime dei crac bancari

Giusto ieri, poi, Conte ha incontrato rappresentanti dei risparmiatori vittime dei crac bancari. Su questo incontro è intervenuta con durezza una delle più importanti organizzazioni di tutela, la Federconusmatori, che in un comunicato scrive: “un gesto inaspettato, che lascia interdetti, se si considera che il neo premier ha deciso di procedere all’incontro con un gruppo ristretto di soggetti, senza interpellare anche le Associazioni dei Consumatori, che da tempo si battono ed assistono attivamente ed in prima linea per la difesa dei risparmiatori traditi. Anche in considerazione del fatto che le stesse Associazioni dei Consumatori rappresentano migliaia di risparmiatori in giudizio. Fa pensare il fatto che Giuseppe Conte inizia la sua attività istituzionale proprio con questo incontro, che sembra avere i contorni di una mera strategia politica. Non si capisce, infatti, in base a quale logica, un premier incaricato che non ha ancora giurato davanti al Presidente della Repubblica, possa promettere risarcimenti e garanzie per i risparmiatori, senza essersi prima confrontato con i soggetti che da tempo si battono per la difesa dei diritti dei risparmiatori-consumatori”.

E in Germania si ride sull’Italia. La Frankfurter Allgemeine Zeitung dedica la copertina con una vignetta molto irriverente e un buono del tesoro da 5 euro

E mentre a Roma si discute infruttuosamente, a Francoforte e in Germania si ride sull’Italia. “Mamma mia!”. L’inserto settimanale della Frankfurter Allgemeine Zeitung dedica la copertina dell’edizione di oggi all’Italia, e sceglie la nota esclamazione, accompagnata da una vignetta in cui un’ape tricolore, con i simboli di M5S e Lega sullo sportello, precipita in un burrone. “L’Italia, il caso che dà pensieri all’Europa: un alto debito e poca prospettiva di miglioramento. Adesso i populisti dovrebbero assumere la leadership”, si legge nel sottotitolo di un lungo articolo in cui si ricostruiscono le grandi difficoltà del paese, le recessioni dovute alla crisi dell’euro e i problemi delle famiglie e dei giovani, soprattutto nel Sud. Il reportage commenta anche la vicenda del curriculum di Giuseppe Conte: “E’ un ostacolo sul lavoro se ti beccano che hai gonfiato il curriculum? Da mercoledì sera la risposta in Italia è che si può addirittura diventare primo ministro”. Dopo aver raccontato la progressiva ascesa dei populisti nel paese, il magazine analizza la “prova di rottura” che si troverà ad affrontare l’euro: “Lega e 5 Stelle hanno molte idee che non sono compatibili con la divisa europea. I mercati finanziari diventano nervosi perché l’Italia non potrebbe essere salvata”. Una sintesi eccellente che spiega le ragioni che allontanano il professor Savona e la sua scuola dal governo.

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