Governo. Di Maio vede Salvini ed entrambi chiedono altre 24 ore al Quirinale. In serata, Berlusconi dà via libera al tentativo della Lega, ma non vota la fiducia. Il nodo del premier

Governo. Di Maio vede Salvini ed entrambi chiedono altre 24 ore al Quirinale. In serata, Berlusconi dà via libera al tentativo della Lega, ma non vota la fiducia. Il nodo del premier

Il Movimento 5 Stelle e la Lega hanno informato la Presidenza della Repubblica che è in corso un confronto per pervenire a un possibile accordo di governo e che per sviluppare questo confronto hanno bisogno di 24 ore. Questo è quanto riferisce una  secca nota dell’Ufficio stampa del Quirinale. Chiave di un possibile accordo è sempre il ruolo di Silvio Berlusconi e di Forza Italia. All’ex Cav si chiede un passo indietro personale con un appoggio esterno all’esecutivo giallo-verde. Salvini, intercettato dai giornalisti mentre lasciava Montecitorio, ha detto che da lui arriveranno dichiarazioni entro le prossime 24 ore ma che, intanto, oggi o nelle ultime ore non ha sentito Berlusconi. In precedenza il leader del Carroccio, parlando ai gruppi riuniti di Camera e Senato, ha preannunciato la richiesta di altre 24 ore di tempo avanzata al Quirinale.

La nota di Berlusconi diffusa in serata dà il via libera a Salvini, ma lancia alcuni segnali molto critici

Alla fine, il ‘passo di lato’ c’è stato. Con una lunga nota diffusa in tarda serata Silvio Berlusconi dà l’ok all’esecutivo giallo-verde senza rompere l’alleanza di centrodestra. “Se la Lega intende assumersi la responsabilità di fare un governo con i cinque stelle, non saremo certo noi a porre veti o pregiudiziali”, scrive l’ex premier, oggi ancora ad Arcore, dove ha di nuovo pranzato con i figli e valutato con i suoi fedelissimi i pro e i contro di una scelta sofferta, ma ormai quasi obbligata. Il Cav spiega che non voterà la fiducia. Il suo, infatti, raccontano, grazie all’astensione dei parlamentari azzurri, sarà un appoggio critico, una sorta di opposizione responsabile. L’obiettivo è dare filo da torcere a grillini e leghisti, ritagliandosi il ruolo di spina nel fianco, perché ogni provvedimento governativo sarà valutato caso per caso e nulla sarà dato per scontato. Dopo circa 48 ore di assedio, il presidente di Fi rompe gli indugi e per il bene del Paese si dice pronto a fare il ‘passo di lato’. “Lo faccio per senso di responsabilità, perché andare al voto subito, a luglio, sarebbe per l’Italia un disastro totale”, avrebbe confidato il leader forzista citando gli ultimi sondaggi che in caso di elezioni anticipate Fi avrebbe dimezzato i suoi parlamentari mentre la Lega sarebbe cresciuta oltre il 20%. Berlusconi, raccontano, ce l’ha con Matteo Salvini: in privato avrebbe manifestato tutta la sua amarezza e rabbia per il comportamento del segretario di via Bellerio, convinto ora dai fatti che sin dal 4 marzo il ‘Capitano’ aveva stretto un patto di ferro con Luigi Di Maio. E nella sua nota è chiaro in proposito: ”Se un’altra forza politica della coalizione di centro-destra”, ovvero la Lega, “ritiene di assumersi la responsabilità di creare un governo con i cinque stelle, prendiamo atto con rispetto della scelta. Non sta certo a noi porre veti o pregiudiziali”. “In questo caso – avverte – non potremo certamente votare la fiducia, ma valuteremo in modo sereno e senza pregiudizi l’operato del governo che eventualmente nascerà, sostenendo lealmente, come abbiamo sempre fatto, i provvedimenti che siano in linea con il programma del centro-destra e che riterremo utili per gli italiani”.

Entra nel vivo la partita Salvini-Di Maio, a partire dalla premiership, dalla lista dei ministri, dal programma. E da Mattarella

Il via libera di Silvio Berlusconi ad un governo Lega-M5s, fa entrare nel vivo la partita tra Luigi Di Maio e Matteo Salvini. Il capo politico M5s mette da parte, per il momento, la campagna elettorale, annulla gli impegni di domani a Parma e Imola e annuncia che già domani mattina si ritroverà faccia a faccia con il leader leghista: sul tavolo ci saranno il contratto di governo, la squadra e soprattutto l’individuazione di un premier per dare un segnale concreto al Quirinale in tempi non troppo lunghi. “Domani mattina ho intenzione di incontrare Matteo Salvini. Ci sederemo al tavolo e inizieremo a parlare dei temi per il paese, poi parleremo dei nomi. La cosa importante è il contratto di governo”, spiega Di Maio in serata. Quindi, non ha nascosto la sua soddisfazione: “E’ un momento importante ma abbiamo ancora tanto da fare, perché dobbiamo mettere in piedi un contratto di governo e una squadra di governo. Mi fa piacere che abbia prevalso la responsabilità e sono molto contento”. Le parole di Berlusconi sono importanti anche per Salvini che lo ringrazia ma avverte: “Rimane da lavorare su programma, tempi, squadra e cose da fare. O si chiude veloce o si vota”. Ma la strada è ancora in salita tanto che secondo fonti parlamentari per trovare la quadra e chiudere con tutte le caselle al loro posto, potrebbe servire almeno una settimana. Da questo momento in poi, in ogni caso, sono ore cruciali per le trattative. Di Maio tiene a precisare, ancora prima del via libera di Berlusconi, che con Salvini non si è ancora parlato di premier o di nomi della squadra di governo: “Leggo una narrazione che dice che si è incagliata la trattativa. Ma la trattativa non è iniziata neanche. Quindi, non c’è nessun litigio con la Lega”. Aggiungendo inoltre: “Non pensate che tra 24 ore ci saranno i nomi della squadra di governo e il contratto. Appena ci saranno i presupposti e cioè che Salvini potrà sedersi al tavolo con me, insieme indicheremo i punti fondamentali del contratto”. E quindi, da domani mattina. Resta comunque il nodo di chi dovrebbe guidare l’esecutivo giallo-verde. Secondo quanto si apprende in ambienti parlamentari, infatti, sarebbe tramontato il nome del leghista Giancarlo Giorgetti: secondo i 5 stelle a stopparlo sarebbe stato lo stesso leader del Carroccio, mentre in ambienti leghisti si accusa Di Maio di aver detto no al nome del fidatissimo di Salvini. Inoltre, sempre secondo quanto si apprende, sarebbe tornata sul tavolo l’ipotesi della premiership dello stesso Di Maio. Che però Di Maio in serata smentisce categoricamente: “Non c’è nessuna volontà – sottolinea – di tradire la parola data pubblicamente sul fatto di decidere un premier terzo insieme a Salvini”. Mentre Salvini, da parte sua, sempre in serata scrive nero su bianco in una nota: “Per me sarebbe un onore guidare il paese”. Il che fa capire che non ha smesso di rivendicare la sua premiership e quindi la partita non sarà così semplice. Anche un eventuale ripensamento di Di Maio sul suo passo indietro, sottolinea qualcuno in ambienti M5s, sarebbe consequenziale al fatto che adesso sarebbe caduto anche il veto su Forza Italia. In ogni caso, dai vertici 5 stelle insistono nel dire che nel faccia a faccia della mattinata tra Di Maio e Salvini si sarebbe solo impostato un metodo: “Siamo al primo step” sottolineano, “prima i temi e le cose da fare, poi si parlerà del resto”. In ogni caso tutti sarebbero d’accordo sul fatto che debba essere un premier politico e non un tecnico, un parlamentare eletto; quindi che sia espressione o della Lega, come i piu’ in ambienti parlamentari danno per sicuro, o del Movimento, e in questo caso l’unica opzione resterebbe quella di Di Maio. E qui si gioca la sfida.

E il Pd? Cuperlo: “ora costruire l’alternativa da sinistra”. Marcucci, “opposizione a tutto campo”. Delrio: “pericoloso il governo delle destre

“Sembra possa nascere un governo Lega-5Stelle col benestare di Forza Italia. Staremo all’opposizione. Solo una nota. Chi per settimane, anche dalle nostre fila, ha sottovalutato questo esito sino ad auspicarlo dovrebbe farsi più di qualche domanda. Ora costruire l’alternativa. Da sinistra”, dichiara Gianni Cuperlo. “Hanno bisogno di altre 24 ore, dopo aver buttato via oltre 60 giorni. Se nascerà il Governo dei populisti con Salvini e Di Maio, il Pd farà un’opposizione responsabile ma a tutto campo”, dice Andrea Marcucci all’inizio dell’assemblea del gruppo Pd a Palazzo Madama. “Questo che si profila è il Governo delle destre, è evidente. Ma ancora non sappiamo nulla di definitivo. Oggi, in assemblea del gruppo Pd alla Camera abbiamo parlato soprattutto del pericolo di un Governo delle destre”, afferma il capogruppo Pd alla Camera, Graziano Delrio, parlando in Transatlantico a Montecitorio.

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