Giro d’Italia. Froome torna grande e domina lo Zoncolan. Yates lo tallona e resta in rosa. Pozzovivo tiene, Aru arranca. Centomila gli spettatori

Giro d’Italia. Froome torna grande e domina lo Zoncolan. Yates lo tallona e resta in rosa. Pozzovivo tiene, Aru arranca. Centomila gli spettatori

Centomila hanno fatto da cornice alla tappa del monte che fa paura, lo Zoncolan,  arrivo di una tappa partita da San Vito, gremito di gente tanto da sembrare uno stadio dove si assiste ad una partita di calcio. Uno spettacolo di sport come, forse, se ne vedono solo nel ciclismo, dove la fatica resta la principale protagonista e la montagna la prova del fuoco. Froome, caduto per due volte nel corso delle tappe precedenti, convinto a non ritirarsi come avrebbe voluto dai compagni di squadra di cui è capitano, ha dimostrato di essere ancora il migliore. Quando parte non ce n’è per nessuno. Così è stato. Solo Simon Yates  ha provato a contrastarlo, una lunga rincorsa, sulle rampe finali dello Zoncolan, ma non c’è l’ha fatta. Ha dato però una risposta convincente sul suo valore. Bravissimo nelle volate finali, sempre attento a rintuzzare fughe che potevano mettere in pericolo la maglia rosa era atteso alla prova principe, quella della montagna. Lo Zoncolan e le quattro montagne che lo hanno preceduto hanno dato una risposta positiva. Si tratta di un corridore completo e la ipoteca che ha messo sul Giro, sull’arrivo a Roma in maglia rosa, più che concreta.

Il corridore più temibile che lo poteva insidiare, Dumoulin, secondo in classifica, è arrivato quinto cedendo trenta secondi a Yates. Può ancora sperare di recuperare nella tappa a cronometro, quasi a conclusione del Giro. Ma già nella cronometro di apertura, in Israele, Yates ha dato prova di saperci fare. Poi ci sono altre montagne da scalare e, forse, il più temibile avversario per la attuale maglia rosa può essere proprio il ritrovato Froome, forte anche a cronometro, oltre che sulle montagne. Non scherza. E gli italiani? Aru, si sapeva, è arrivato al Giro con una preparazione approssimativa, incompleta. Pensava di  ritrovare la forma proprio nelle tappe iniziali. Così non è stato e già nella cronometro si è capito che  difficilmente avrebbe potuto puntare alla vittoria. La sorpresa è stato Pozzovivo che anche sulle montagne, così come nelle tappe di pianura, adatte ai passisti veloci, può dire la sua. Così è stato. Tanto che ha migliorato la sua classifica, terzo con  solo 1’37 di distacco dalla maglia rosa. Aru invece quando la corsa è entrata nel vivo non ha retto il ritmo dei migliori ed è arrivato, molto affaticato, a 2’33” da Froome. Ora è  13° in classifica staccato di 5’33’’. Ottima la prova di un giovanissimo come l’abruzzese Ciccone staccato di 2’44”.

La cronaca è presto raccontata. Gruppo compatto fino alle pendici del monte di Ragogna, primo dei cinque gran premi di montagna. Scattano un compagno di Aru, Valerio Conti  e Mads Pedersen. Saranno raggiunti da Matteo Montaguti, Laurent Didier, Enrico Barbin, Jacopo Mosca e Francesco Gavazzi. Il loro vantaggio arriva a toccare i sette minuti. Poi comincia a scendere man mano che  la strada si fa sempre più in salita, arrivano uno dopo l’altro i gran premi della montagna. In cima alla Sella Valcalda Ravascletto (-20 km) resta in testa la coppia Conti-Barbin, il quale cede. Conti viene raggiunto da Igor Anton che nel 2011 aveva vinto proprio la tappa dello Zoncolan. La fuga a due termina proprio in vista della grande montagna che diventa terra di battaglia fra i big, Froome in testa.

Domenica quindicesima tappa con arrivo a Tolmezzo-Sappada, 176 km con le Dolomiti, Passo della Mauria, Passo delle Tre Croci, Passo di Sant’Antonio, Costalissoio, a 16 chilometri dal traguardo. In costante salita gli ultimo dieci km. Dolomiti che  potrebbero dare la sentenza definitiva sul possibile vincitore del Giro. In particolare dovranno rispondere se la vittoria di Froome sia stata un fuoco di paglia. O, come più probabile, che è tornato grande.

QUINDICESIMA TAPPA ARRIVO — 1. Chris FROOME (Gb – Mitchelton-Scott) 186 km in 5.25’31’’, media 34’28’’; 2. Yates (Gb) a 6’’; 3. Pozzovivo a 23’’; 4. Lopez (Col) a 25’’; 5. Dumoulin (Ola) a 37’’; 6. Pinot (Fra) a 42’’; 7. Poels (Ola) a 1’07’’; 8. Reichenbach (Svi) a 1’19’’; 9. Bilbao (Spa) a 1’35’’; 10. Woods (Can) a 1’43’’; 12. G. Bennett (N. Zel) a 1’55’’; 13. Carapaz (Ecu) a 2’; 17. Aru a 2’23’’; 18. Formolo; 19. Dennis (Aus) a 2’35’’; 20. Ciccone a 2’44’’.

CLASSIFICA — 1. Simon YATES (Gb – Mitchelton-Scott); 2. Dumoulin (Ola) a 1’24’’; 3. Pozzovivo a 1’37’’; 4. Pinot (Fra) a 1’46’’; 5. Froome (Gb) a 3’10’’; 6. Lopez (Col) a 3’42’’; 7. Carapaz (Ecu) a 3’56’’; 8. G. Bennett (N.Zel) a 4’04’’; 9. Bilbao (Spa) a 4’29’’; 10. Konrad (Aut) a 4’43’’; 11. Dennis (Aus) a 5’11’’; 12. Woods (Can) a 5’26’’; 13. Aru a 5’33’’.

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