Giro d’Italia. Domina Yates, crolla Aru, Froome cede, Pozzovivo salva il tricolore. Bene Cicconi ma impari a correre. Dumoulin spera nella cronometro per tornare in rosa, impresa quasi impossibile

Giro d’Italia. Domina Yates, crolla Aru, Froome cede, Pozzovivo salva il tricolore. Bene Cicconi ma impari a correre. Dumoulin spera nella cronometro per tornare in rosa, impresa quasi impossibile

Quando decide di partire, Simon Yates non lo ferma nessuno. Un colpo di pedale violento e via verso il traguardo accumulando, secondo per secondo, un distacco forse incolmabile dal secondo in classifica, Dumoulin che punta tutte le sue speranze nella cronometro di martedì, da Rovereto a Trento. Lui è uno specialista ma Yates non ci sembra uno che si spaventa. Anche contro il cronometro ha dimostrato la sua forza. Comunque, non si sa mai, fa gli scongiuri appena tagliato il traguardo di una tappa massacrante come quella che ha portato i corridori da Tolmezzo fino a Sappada, lui da solo sotto lo striscione di arrivo: “Ho dato davvero tutto, sono stanco – dice – ma anche emozionato da come è andata la tappa. Ancora non sono contento del mio distacco su Dumoulin, non è ancora finita, perché c’è la cronometro di martedì e può accadere di tutto”. Nel caso, prima di arrivare a Roma ci sono ancora montagne da scalare e Yates ha dimostrato che quando la strada sale lui lascia tutti e se ne va a conquistare il traguardo finale. 176 chilometri, quattro montagne da  scalare per arrivare a Sappada non sono cosa da poco. Il tappone dolomitico ha emesso il suo verdetto.

Pessima giornata per i colori italiani. La sofferenza di Aru. Crolla sulle montagne

Purtroppo per i colori italiani è stata una pessima giornata. Ma non è giunta inaspettata. Che Aru, il nostro capofila, la nostra speranza, non fosse in forma, lo si è visto fin dalla prima tappa. Ma la speranza, come si dice, è l’ultima a morire. Già ieri aveva perso molti minuti dal gruppetto dei migliori. Oggi non ha retto, malgrado i suoi compagni di squadra lo incitassero a non mollare, gli aprissero la strada. Vederlo sul passo di Sant’Antonio spingere inutilmente sui pedali, procedere a zig zag, coperto da un giubbetto, perdere metro dopo metro, è stata una vera sofferenza. Al traguardo è arrivato con 19 minuti di ritardo. Si è parlato di un suo possibile ritiro. Si vedrà se la giornata di riposo potrà servire a rimettere in sesto il nostro campione. Ma, crediamo, sarebbe inutile fargli prendere il via, provocando nuove sofferenze e umiliazioni. Anche Froome che sembrava tornato grande ha perso terreno, non ha retto il ritmo imposto da Yates. Dumoulin ha perduto 41 secondi che potrebbero essere determinanti per non riuscire a conquistare la maglia rosa. Deve ringraziare Pozzovivo, Lopez, Pinot, che erano riusciti a staccarlo ma proprio nel finale hanno rallentato per giocarsi il secondo posto. Dumoulin è rientrato ed ha recuperato qualche secondo. Yates ha usufruito anche di 10” di abbuono che spettano al vincitore e si presenta alla crono di Trento con 2’11 su Dumoulin, +2’28” su Pozzovivo, +2’37” su Pinot. A Pozzovivo l’onore e l’onere di rappresentare il ciclismo italiano che esce da questo Giro, salvo sorprese nelle tappe che restano, piuttosto malconcio malgrado le tre vittorie di tappa di Elia Viviani che lotta per la conquista della maglia ciclamino, le belle prove di un giovanotto abruzzese, Giulio Ciccone, 23 anni, professionista da due anni e di Giovanni Visconti, 35 anni ma non li dimostra, alla ricerca di una vittoria di tappa che non arriva. Al giovane Ciccone un consiglio: scattare e andare in fuga in una tappa con le grandi montagne, quando le salite sono appena iniziate e i chilometri da percorrere sono ancora molti non porta da nessuna parte. Vale anche per Visconti. Comunque un bravi perché perlomeno ci hanno provato.

Antonio Nibali, un Giro dignitoso, mentre Vincenzo prepara Tour e Mondiale

A tenere vivo il nome della famiglia Nibali, Antonio, il fratellino di Vincenzo, detto lo “squalo”, vincitore di tutto e di più che quest’anno ha dato forfait. Ha fatto esperienza, spesso è entrato in qualche fuga, si è fatto vedere anche in questa durissima tappa, le grandi montagne, le Dolomiti. Insomma ha tenuto alto il nome della famiglia non ha fatto sfigurare il fratellone, lo “squalo”, che rivedremo dopo il Giro, sulle strade di Francia e anche ai Mondiali. Insieme a Pelizzotti  sta  facendo amicizia, si fa per dire, con il pavé che, si dice, giocherà un ruolo determinante nel prossimo Tour. Il percorso non lo entusiasma, il suo allenamento serve a fargli prendere confidenza con una pavimentazione delle strade cui non è abituato. Pare che chi ha deciso il percorso del Tour abbia avuto grande attenzione per i ciclisti francesi che quelle strade conoscono bene. Si dice, ma sono pettegolezzi, che Macron speri molto in una vittoria di qualche corridore francese. Come si sa lo sport spesso ha risolto tanti problemi, tante controversie.

Ordine d’arrivo della 15/a tappa del 101/o Giro d’Italia di ciclismo, da Tolmezzo (Udine) a Sappada (Udine), lunga 176 chilometri

1. Simon Yates (Gbr) in 4h37’56” (+10″ abbuono) (media 37,995 km/h) 2. Miguel Angel Lopez (Col) a 00’41” (+06″ abbuono) 3. Tom Dumoulin (Ola) s.t. (+04″ abbuono) 4. Domenico Pozzovivo (Ita) s.t. 5. Richard Carapaz (Ecu) s.t. 6. Thibaut Pinot (Fra) s.t. 7. Alexandre Geniez (Fra) a 01’20” 8. Davide Formolo (Ita) s.t. 9. Pello Bilbao (Spa) s.t. 10. Sam Oomen (Ola) s.t. 11. Sebastien Reichenbach (Svi) s.t. 12. Mikel Nieve Iturralde (Spa) s.t. 13. Patrick Konrad (Aut) s.t. 17. Chris Froome (Gbr) a 01’32” 69. Fabio Aru (Ita) a 19’31”.

Classifica generale del 101/o Giro d’Italia di ciclismo dopo la 15/a tappa

1. Simon Yates (Gbr) in 65h57’37” (km 2.678,7, media 40,603 km/h) 2. Tom Dumoulin (Ola) a 02’11” 3. Domenico Pozzovivo (Ita) a 02’28” 4. Thibaut Pinot (Fra) a 02’37” 5. Miguel Angel Lopez (Col) a 04’27” 6. Richard Carapaz (Ecu) a 04’47” 7. Chris Froome (Gbr) a 04’52” 8. George Bennett (Nzl) a 05’34” 9. Pello Bilbao (Spa) a 05’59” 10. Patrick Konrad (Aut) a 06’13” 11. Rohan Dennis (Aus) a 06’41” 12. Ben O’Connor (Aus) a 07’12” 13. Sam Oomen (Ola) a 07’27” 18. Davide Formolo (Ita) a 09’56” 22. Fabio Aru (Ita) a 25’14”.

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