Giro d’Italia. Corsa d’altri tempi. Froome, 83 km all’attacco, scala da solo le montagne. Vince la tappa e conquista la maglia rosa. Dietro di lui Dumoulin. Crolla Yates. Pozzovivo ora è sesto. Aru si ritira

Giro d’Italia. Corsa d’altri tempi. Froome, 83 km all’attacco, scala da solo le montagne. Vince la tappa e conquista la maglia rosa. Dietro di lui Dumoulin. Crolla Yates. Pozzovivo ora è sesto. Aru si ritira

Entra nella storia del Giro d’Italia questa lunga tappa che porta i corridori da Venaria a Bardonecchia. Che Yates non fosse più quel corridore brillante che per tante tappe aveva viaggiato in maglia rosa lo si era capito già nella tappa di ieri. Ma nessuno poteva prevedere il suo crollo con  l’arrivo al traguardo con oltre mezzora di  ritardo rispetto al britannico Froome, in edizione speciale. Mai, nel corso di una carriera stile “campionissimo” si era levato lo sfizio di abbandonare il gruppo, involandosi sulle montagne, sapendo che arrivare sul traguardo mancavano  più di ottanta chilometri con pendenze da far tremare i polsi. Lui, tre volte vincitore del Tour de France, fra l’altro in attesa di processo per uso di qualche “bomba”, mai provato ma presupposto, aveva sempre centellinato le sue energie. Questa volta ha sparato ad alzo zero e nessuno è riuscito a stargli dietro. Proprio la Cima Coppi, il Colle delle Finestre, dedicato alla memoria del “campionissimo” è stato la sua base di lancio. Dietro di lui il vuoto mentre Yates perdeva progressivamente terreno e il nostro Aru non ce la faceva più e si ritirava. Il ciclismo tricolore, a sua difesa, restava sulle spalle di Pozzovivo che se la cavava come meglio poteva, ma non andava più in là del sesto posto in classifica generale. Froome si era già imposto  nella tappa dello Zoncolan dopo un inizio di Giro non proprio esaltante, una mediocre cronometro, due cadute, una addirittura durante il “rodaggio” prima dell’avvio di tappa, l’altra durante il percorso per una curva  presa male. Non solo, dopo la vittoria sullo Zoncolan, di nuovo aveva dato segni di difficoltà, di fatica. Ha smentito tutti e tutto con una impresa che resta nella storia del ciclismo. Dietro di lui Carapaz, Pinot, Lopez, poi Dumoulin che ha tentato l’inseguimento di Froome tutto da solo perché nessuno di coloro che lo hanno preceduto al traguardo di qualche secondo, lui è arrivato a 3’23” dal vincitore, gli ha dato una mano. Anzi lo hanno staccato “rubandogli” qualche secondo di abbuono. Terzo gruppetto al traguardo con Davide Formolo al settimo posto con 8’22” di ritardo e Pozzovivo, undicesimo a 8’29”. Domani di nuovo un tappone alpino, da Susa a Cervinia con 4.000 metri di dislivello negli ultimi 40 chilometri.

Froome all’arrivo sembra fresco, come se non avesse fatto uno sforzo gigantesco attraversando montagne innevate, strade scivolose. Scende dalla bici, una sistemata, strette di mano, abbracci in attesa che arrivino gli altri, Risale in bici per sciogliere i muscoli e ai microfoni della Rai dice: “Non ho mai fatto una cosa così, un attacco così da lontano. Stavo bene, sapevo che mancava molto, ma per vincere questo Giro serviva qualcosa di straordinario. Non potevo aspettare l’ultima salita-prosegue- e ho fatto una cosa pazza. Dietro ho visto che non stavano bene e ne ho approfittato. Ho avuto una partenza difficile in Israele dopo la caduta, ma sapevo che avrei avuto il mio momento. Sapevo che sarebbe arrivato il momento di scattare ed è arrivato”.  E domani? “E’ un altro giorno” dice in un ottimo italiano.

Ordine d’arrivo della 19/a tappa del 101/o Giro d’Italia di ciclismo da Venaria Reale (Torino) a Bardonecchia (Torino), lunga 184 chilometri

1. Chris Froome (Gbr) in 5h12’26” (+13″ abbuono) (media 35,528 km/h) 2. Richard Carapaz (Ecu) a 03’00” (+06″ abbuono) 3. Thibaut Pinot (Fra) a 03’07” (+05″ abbuono) 4. Miguel Angel Lopez (Col) a 03’12” 5. Tom Dumoulin (Ola) a 03’23” (+02″ abbuono) 6. Sebastien Reichenbach (Svi) a 06’13” 7. Davide Formolo (Ita) a 08’22” 8. Sam Oomen (Ola) a 08’23” 9. Patrick Konrad (Aut) s.t. 10. Pello Bilbao (Spa) s.t. 11. Domenico Pozzovivo (Ita) a 08’29” 12. George Bennett (Nzl) a 08’38” 13. Alexandre Geniez (Fra) a 09’45” 14. Sergio Henao Montoya (Col) a 11’09” 79. Simon Yates (Gbr) a 38’51”.

Classifica generale del 101/o Giro d’Italia di ciclismo dopo la 19/a tappa

1. Chris Froome (Gbr) 80h21’59” (km 3.242,4, media 40,342 km/h) 2. Tom Dumoulin (Ola) a 00’40” 3. Thibaut Pinot (Fra) a 04’17” 4. Miguel Angel Lopez (Col) a 04’57” 5. Richard Carapaz (Ecu) a 05’44” 6. Domenico Pozzovivo (Ita) a 08’03” 7. Pello Bilbao (Spa) a 11’08” 8. Patrick Konrad (Aut) a 12’19” 9. George Bennett (Nzl) a 12’35” 10. Sam Oomen (Ola) a 14’18” 11. Davide Formolo (Ita) a 15’16” 12. Alexandre Geniez (Fra) a 16’29” 13. Rohan Dennis (Aus) a 16’38” 14. Wout Poels (Ola) a 17’40” 17. Simon Yates (Gbr) a 35’42”.

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