Francia. La “marea popolare” contro le politiche neoliberiste di Macron è un successo. Centinaia di migliaia in piazza in 80 città

Francia. La “marea popolare” contro le politiche neoliberiste di Macron è un successo. Centinaia di migliaia in piazza in 80 città

80 città, centinaia di migliaia di persone che invadono piazze e strade, i colori delle opposizioni ovunque: questa è stata la giornata che i francesi hanno chiamato della “marea popolare” contro il presidente Macron. 60 organizzazioni tra partiti politici, associazioni, sindacati, movimenti hanno indetto questa giornata di protesta, con forti rivendicazioni contro le annunciate privatizzazioni e i tagli nei settori pubblici. Tra le 60 sigle, quella della Cgt, il più grande sindacato francese, quella di France Insoumise guidata da Melenchon, quella studentesca. Una nuova pressione popolare contro il Capo dello Stato francese, proprio per sbarrare la strada alle annunciate riforme, come quella delirante del sistema ferroviario. Nella sola Parigi 80mila persone hanno manifestato contro Macron dalla Gare de l’est alla Bastiglia. In testa al corteo gli abitanti delle banlieue, su appello del Comité justice et vérité per Adama Traoré. C’erano per dire a Macron che le periferie si organizzano, che in qualche modo contano anch’esse nei conflitti nelle piazze, soprattutto dopo gli incidenti che hanno provocato la morte di un giovane innocente e inerme, Adama Traorè. Nel corteo delle banlieu, un giovane di 23 anni, precario in un McDonald’s, applaude felice e ringrazia gli organizzatori parigini per ave concesso a lui e a tanti come lui di guidare il corteo. Lui non è abituato ai cortei, alle manifestazioni, ma ha risposto all’appello lanciato su Facebook. “Potete contare su di noi”, dice, “qui è pieno di bandiere dei partiti politici, ma ci siamo anche noi. Macron è il presidente dei ricchi, noi abitiamo nelle banlieu dove vivono i poveri. Dunque, non è il nostro presidente”.

Migliaia di bandiere rosse e la musica accompagnavano il corteo parigino. Al centro della “marea popolare” si sono posizionati militanti e dirigenti della CGT. Per loro la “marea popolare” è soprattutto la rivendicazione per difendere il servizio pubblico. Ma è tutta la Cgt che è scesa a manifestare, perfino i lavoratori dello spettacolo. Ed è il sindacato che chiede il prolungamento della lotta, di non finire l’onda delle proteste in questo sabato. Quando il segretario generale della Cgt appare tra i militanti, scatta un lungo applauso: “abbiamo fatto tante manifestazioni, ma questa è davvero eccezionale”, dice rivolgendosi ai manifestanti. E chiede di allargare il movimento, per mettere sotto pressione Macron e il governo di Edouard Philippe. Anche Benoit Hamon, l’ex segretario socialista, qui assieme al suo neonato movimento, commenta felice la “marea popolare”: “è una bella giornata. La democrazia non è dire sempre sì a Macron che sviluppa la guerra di tutto contro tutti. Rifiuta il dialogo, la sua politica è violenta”. Il capo dei comunisti, Pierre Laurent, che dice: “ho attraversato tutto il corteo, l’operazione è riuscita! Una grande forza di cittadini contro l’arroganza del potere, che ci obbliga a unire tutte le forze. Ora dobbiamo continuare perché il faccia a faccia contro Macron non finisce”.

Insomma, in Francia, con la “marea popolare” si è lanciato un messaggio a Macron in difesa dei servizi pubblici, dei ferrovieri, dei funzionari e dei dipendenti dello stato. Sono loro che questa massa considera come la punta della lancia di tutta una popolazione che è rimasta indietro, ma che non può sostenere tante manifestazioni o tanti scioperi. Per questo, anche in Francia hanno imparato a farle di sabato le grandi manifestazioni di protesta.

 

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