Crolla il tetto di una scuola, sfiorata la tragedia a Fermo

Crolla il tetto di una scuola, sfiorata la tragedia a Fermo

Si è sfiorata la tragedia a Fermo, dove questo lunedì mattina è crollata una parte del tetto dell’Istituto Tecnico Montani, poco prima dell’inizio delle lezioni. Erano le 7.20 circa, quando i collaboratori scolastici hanno avvertito il forte boato, a cui è seguito lo sprigionarsi di una copiosa nuvola di polvere che ha invaso i corridoi dell’istituto. Nello specifico, a crollare su se stesso è stato il tetto di un’aula della parte riservata al triennio, dove fortunatamente, gli studenti sarebbero entrati a distanza di pochi minuti.

Sul posto sono subito intervenuti i vigili del fuoco, per il sopralluogo del caso e provveduto al transennamento dell’area per motivi di sicurezza. La scuola è stata raggiunta anche dalla preside dell’Istituto Margherita Bonanni.

Sono arrivati anche il sindaco Paolo Calcinaro e la presidente della Provincia Moira Canicola al triennio del Montani, per capire con la preside Margherita Bonanni e i vigili del fuoco la situazione, del tutto crollato il tetto sopra l’aula adiacente alla chiesa di Sant’Agostino, nel pomeriggio il briefing per capire le decisioni da prendere.

Marco Lambruschi, tecnico dei vigili del fuoco, ha effettuato il sopralluogo esterno con la scala e ha spiegato: “C’è  un grande avvallamento anche a carico del resto del tetto, dunque il rischio di ulteriori crolli. Nel pomeriggio la Provincia che è responsabile dell’edificio comunicherà le decisioni. Andremo avanti con la massima attenzione”.

Tutti in sicurezza gli studenti, spostati negli altri edifici e nei laboratori, le lezioni sono proseguite ma la preoccupazione c’era, la preside Bonanni ha sottolineato: “Aspettiamo di sapere i risultati di tutti i sopralluoghi, non c’è stata nessuna avvisaglia e i controlli post sisma ci sono sempre stati. Vedremo con la provincia le decisioni da prendere. I miei ragazzi hanno dimostrato una maturità grande, c’è serietà e compostezza”. L’aula coinvolta è grande, circa 90 mq, e viene usata per i compiti e i momenti significativi, molti dei ragazzi sono nelle aziende a fare alternanza scuola lavoro e nessuno era a scuola all’ora del crollo. I controlli andranno avanti anche nelle prossime ore e per tutto l’edificio, per una giornata di tensione che poteva avere conseguenze ben peggiori.

Poi la nota durissima della Rete degli Studenti delle Marche: “Apprendiamo dai quotidiani locali e nazionali la notizia del crollo, alle 7 circa di questa mattina, di un’aula dell’Istituto tecnico industriale Montani di Fermo. Il fatto è avvenuto in un orario in cui gli studenti non erano ancora presenti a scuola: di conseguenza non ci sono stati feriti.

Come riportato da più fonti, le cause del crollo potrebbero essere molteplici, e riguarderebbero il cedimento di una capriata dell’edificio, le infiltrazioni d’acqua nel tetto stesso, e il fatto che, l’ala interessata dall’accaduta, sarebbe la più antica dell’istituto. Per il momento però si tratta solo di ipotesi: sul luogo sono giunti i vigili del fuoco e i tecnici della provincia di Fermo per eseguire dei controlli e delle verifiche sull’edificio scolastico.

Le lezioni sono poi iniziate regolarmente al suono della campanella, e gli studenti sono stati spostati nell’ala nord-est dell’edificio, mentre la via della scuola sarebbe stata chiusa per svolgere al meglio i sopralluoghi necessari. Sembra poi che le sarà complesso dare il via alle operazioni di messa in sicurezza, poiché la zona dell’edificio interessata dal crollo si trova a fianco delle puntellature della chiesa di Sant’Agostino, chiesa già danneggiata dal sisma del 2016.

La Rete degli Studenti Medi Marche e il Comitato Noisette di Fermo contestano e denunciano aspramente questo grave accaduto, che si va ad inserire tra gli innumerevoli casi di mancata gestione e messa a norma degli edifici scolastici nella nostra Regione e nel nostro Paese tutto. Come sindacato studentesco marchigiano e come studenti di Fermo raccogliamo da anni problematiche riguardanti le strutture in cui quotidianamente si svolgono le lezioni scolastiche. L’edilizia scolastica delle Marche infatti, non gode di buona salute, specialmente dopo gli eventi sismici che negli ultimi anni hanno riguardato in particolar modo alcuni territori provinciali. Nonostante ciò, eventi come quello di oggi tornano a dimostrare che le problematiche dell’edilizia scolastica marchigiana continuano a essere messe in secondo piano. Questioni che vengono sottovalutate a tal punto da rischiare in questo caso la tragedia, che avrebbe potuto riguardare gli studenti di quella classe o dell’Istituto più in generale. Ciò rappresenta una grave mancanza di responsabilità da parte delle istituzioni e delle autorità competenti, a cui di certo non si può rimediare avviando dei sopralluoghi solo oggi.

“Ciò che è accaduto questa mattina all’interno dell’Istituto Montani di Fermo è estremamente grave, inaccettabile e pericoloso, dal momento in cui parliamo di una struttura frequentata quotidianamente da centinaia di studenti”, dichiara Sami Ghanmi, Coordinatore regionale della Rete degli Studenti Medi Marche. “Abbiamo più volte segnalato negli anni, alle istituzioni e alle autorità competenti, i problemi di edilizia scolastica di cui le nostre province e la nostra Regione soffrono. Abbiamo più volte messo in luce le segnalazioni degli studenti per far sì che questi fatti non passassero in sordina: eppure, sembra che si continui ad agire solo in base alle emergenzialità del momento, senza attuare dei piani strutturati. Nel caso dell’Itis Montani l’emergenza ha rischiato di trasformarsi in tragedia, a cui non si rimedia con dei sopralluoghi e una messa in sicurezza tardiva dell’edificio: dobbiamo aspettare dei morti prima di poter parlare di edilizia sicura?”. Conclude Ghanmi: “Come sindacato studentesco ci auspichiamo che la messa in sicurezza dell’ala si svolga in tempi brevi e nel migliore dei modi, per far sì che eventi del genere non si ripetano ancora. Il crollo di un intera aula in un edificio scolastico e una sfiorata tragedia a pochi minuti dall’inizio delle lezioni devono segnare un cambio di rotta nell’attenzione e nei fondi da dedicare alla scuola, agli studenti e all’edilizia scolastica delle Marche”.

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