Commissione Ue ci grazia e non avvia procedura per debito. Ma ci presenta il conto: nel Bilancio 2018 si dovranno trovare 10 miliardi. Grillini e leghisti sono avvertiti

Commissione Ue ci grazia e non avvia procedura per debito. Ma ci presenta il conto: nel Bilancio 2018 si dovranno trovare 10 miliardi. Grillini e leghisti sono avvertiti

C’è già chi trilla, forse qualche “esperto”, si fa per dire, grillino o leghista che si appresta ad occupare un posto di ministro (facciamo gli scongiuri ma ormai Mattarella ha avviato l’iter) perché la Commissione europea ci ha graziato non avendo avviato una procedura per debito. In realtà c’è poco da gioire. Per quanto riguarda il 2017 non c’è stato alcuno sforamento o, dicono i commissari, mancato rispetto delle regole sui conti pubblici. Questa decisione era largamente da prevedere avendo fatto parte della lunga trattativa portata avanti dal ministro Padoan con i commissari. Il nostro Paese a differenza di altri pure in sofferenza rispetto ai conti si è venuto a trovare in un periodo, di fatto, di assenza di un governo con tutti i titoli in regola. Per cui era facile prevedere che i conti sarebbero sì stati fatti ma il pagamento di quanto dovuto sarebbe stato rinviato. Il Def, non a caso, di fatto era solo una fotografia dell’esistente a proposito del bilancio dello Stato. Il nuovo governo avrebbe dovuto provvedere a mettere il nostro Paese in regola. Così è avvenuto. Grillini e leghisti dovranno aggiungere 10 miliardi a quelli che dovranno trovare, chissà dove,  più di cento miliardi per far fronte alle promesse elettorali.

La Commissione che si è riunita proprio mentre dal Quirinale veniva data la notizia della convocazione del professor Conte da parte del presidente della Repubblica che, nel pomeriggio, gli ha conferito l’incarico di presidente del Consiglio, ha verificato che nel 2017 non vi è stato alcuno sforamento ma che per quanto riguarda il 2018 lo sforzo di risanamento è “inadeguato” e che per il 2019 sarà necessaria una correzione di almeno 10 miliardi di euro. L’Italia, si legge in una nota della  Ue, è “sostanzialmente in linea” con le regole del Patto di Stabilità e Crescita. Il criterio del debito si può considerare come “rispettato”. “Abbiamo deciso di non aprire una procedura per debito per l’Italia”, ha detto il vicepresidente della Commissione Ue Valdis Dombrovskis. Per i conti 2018 per Italia e Belgio l’aggiustamento di bilancio per l’anno in corso appare al momento “inadeguato” e la Commissione “riesaminerà” la situazione “sulla base dei dati ex post del 2018 che saranno notificati nella primavera del 2019”. Quindi il governo che verrà dovrà provvedere a saldare i conti. Per il 2019 invece Bruxelles mette nero su bianco l’impatto della correzione che il governo dovrà mettere in atto nella prossima Legge di Bilancio. “Nel 2019 l’Italia deve ridurre il deficit strutturale dello 0,6%”, ha detto Dombrovskis, quantificando quindi lo sforzo in circa 10,6 miliardi. Ricapitolando. L’Europa  per il 2018 non chiede una correzione dei conti in corsa, la manovra di aggiustamento di cui tanto si è parlato. Le correzioni per il 2019 invece dovranno andare nella prossima legge di Bilancio, cioè in autunno. Da Bruxelles arrivano anche raccomandazioni che i nuovi governanti non potranno che accogliere, magari rivedendo qualche promessa elettorale che non si può mantenere altrimenti i conti sballano. È necessario spostare il carico fiscale dal lavoro anche riducendo le tax expenditure che raggruppano varie agevolazioni fiscali che riducono il prelievo per alcuni contribuenti: dalle classiche detrazioni e deduzioni d’imposta, passando per i crediti d’imposta (tipicamente riservati alle imprese) per finire con le aliquote ridotte (come quelle per l’Iva) e le imposte sostitutive (come la cedolare secca sugli affitti). Ancora, occorre riformare il catasto, rafforzare la lotta all’economia sommersa, anche rafforzando l’utilizzo obbligatorio degli e-payments riducendo la soglia dei pagamenti in contanti, ridurre la spesa pensionistica, per creare spazio per altra spesa sociale, tagliando le pensioni alte non coperte dai contributi. Come al solito a farne le spese sono le pensioni. Da vedere cosa intendono i commissari quando parlano di “pensioni alte”.

Da Bruxelles un monito all’Italia. Il governo populista mantenga gli impegni

Dopo quello della Francia anche da Bruxelles arriva un monito all’Italia. La Commissione europea ha infatti invitato il nostro paese a mantenere una politica di bilancio “responsabile”. “In linea generale – ha detto il vicepresidente della Commissione, Valdis Dombrovskis in una intervista al quotidiano tedesco Handelsblatt – la Commissione europea non interferisce nelle politiche nazionali. Tuttavia attribuiamo una grande importanza al fatto che il governo italiano mantenga la rotta e persegua una politica di bilancio responsabile”. Già due giorni fa il ministro dell’Economia francese, Bruno Le Maire, aveva dichiarato in una intervista alla televisione CNews: “La stabilità dell’area euro è a rischio se il nuovo governo populista italiano non manterrà gli impegni sul debito e sul deficit così come sul consolidamento delle banche”. Manfred Weber, leader del Partito popolare europeo ed esponente di spicco della Csu tedesca, ha espresso tutta la sua preoccupazione in vista di un governo giallo-verde in Italia. Weber ha invitato Di Maio e Salvini a interrompere immediatamente il dibattito sull’euro e le sue regole. “Questo è giocare col fuoco, perché l’Italia è fortemente indebitata”, ha detto il leader del Partito popolare europeo all’Agenzia di stampa tedesca Dpa. “Le azioni irrazionali o populiste potrebbero provocare una nuova crisi dell’euro, quindi si può solo fargli un appello: restate nel regno della ragione”.

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