Casa Internazionale delle donne di Roma. Spallata in Aula Giulio Cesare del M5S. Approvata Mozione tra le proteste. Carteinregola: “Non distruggano un patrimono comune”

Casa Internazionale delle donne di Roma. Spallata in Aula Giulio Cesare del M5S. Approvata Mozione tra le proteste. Carteinregola: “Non distruggano un patrimono comune”

Venerdì sera è  stata approvata in Assemblea Capitolina  con 27 voti favorevoli e 2 contrari, tra il caos delle proteste delle manifestanti e le richieste di rinvio da parte dei consiglieri di opposizione, la mozione del M5S a prima firma della Consigliera Gemma Guerrini sulla Casa Internazionale delle donne.

Nel documento  si prevede l’impegno per la Sindaca e la Giunta a “riallineare e a promuovere il ‘Progetto casa internazionale della donna’ alle moderne esigenze dell’Amministrazione e della cittadinanza, attraverso la creazione di un centro di coordinamento gestito da Roma Capitale e prevedendo con appositi bandi, il coinvolgimento delle associazioni”.

Intenti sibillini che non fanno ben sperare per il futuro di una realtà gestita dalla società civile che da decenni è riferimento delle donne non solo di Roma, anche se la mozione è già stata “ammorbidita” visto che la versione iniziale  prevedeva addirittura lo sfratto dell’attuale gestione e il ritorno   dell’immobile  alla disponibilità del Comune.

Da tempo era stato avviato un tavolo con le Assessore Castiglione (Patrimonio) e Marzano (Roma Semplice con delega alle Pari opportunità e politiche di genere) per trovare una soluzione, e che questo tavolo è ancora aperto e attivo, tanto che ci risulta che sia  stato fissato un incontro lunedì prossimo.

Un appello su quanto accaduto e su quello che potrà accadere è stato lanciato dall’Associazione Carteinregola che si è appellata alle istituzioni capitoline “affinché non distruggano  un patrimonio Comune che è al tempo stesso  un servizio e un importante  riferimento culturale,  che, se  affidato alla gestione di Roma Capitale,  perderebbe la sua natura e la sua anima. Cancellando l’impegno, i sogni e le speranze di  generazioni di donne che  hanno lavorato per renderla una casa per le donne gestita dalle donne”.

In Campidoglio la serata è stata comunque al vetriolo, con durissimi scambi di accuse ed al limite dello scontro fisico con decine di cittadine e cittadini che hanno duramente contestato la maggioranza M5S Tanti gli slogan ed i cartelli portati in Aula: “Giù le mani dalla Casa”, “La Casa non si tocca”, e poi via con lunghi cori di “buh” e “vergogna”.

Molte militanti della Casa indossavano magliette ed esponevano cartelli con su scritte le loro ragioni chiedendo a gran voce lo stralcio del provvedimento dall’ordine dei lavori della seduta. Tutto inutile però, con la Consigliera Guerrini che ha replicato alle accuse con una relazione decisamente contraddittoria sul futuro di un pezzo della storia di Roma.

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