Cannes 2018. La collera, tema universale. Due film choc in concorso “Dogman” di Matteo Garrone e “Burning” del sudcoreano Lee Chang Dong

Cannes 2018. La collera, tema universale. Due film choc in concorso “Dogman” di Matteo Garrone e “Burning” del sudcoreano Lee Chang Dong

Cani che assistono alla bestialità umana… Scene di una brutalità inaudita girate nella periferia romana. Il secondo film italiano in concorso a Cannes, “Dogman” di Matteo Garrone  è un film feroce e estremo, che ci ricorda Memorie del sottosuolo di Fedor Dostoevskij e fa riferimento alla storia vera del Canaro della Magliana. Un mite e timido toelettatore di cani, che vive con i suoi due grandi amori, la figlia Alida e il cane Jack, si ritrova assorbito in una spirale criminale di  furti, spaccio di droga, violenza. A trascinare Marcello nell’abisso è Simoncino, interpretato da Edoardo Pesce, un criminale che terrorizza il quartiere, un colosso, dotato di una forza bruta, ignorante, volgare e cocainomane. Marcello perderà a poco a poco la sua dignità, la sua libertà e i suoi amici. Marcello, dopo avere fatto per colpa dell’amico un anno di carcere e aver subito tante umiliazioni, comincerà a nutrire sentimenti di vendetta nei confronti di Simoncino. Trovandosi ormai incastrato in meccanismi di violenza si trasformerà in una belva feroce. “Non è solo un film di vendetta, anche se la vendetta ha un ruolo importante, e nemmeno sulla lotta tra il debole e il forte”, ha raccontato Matteo Garrone, “è un film che attraverso una storia estrema, ci mette davanti a un fatto che riguarda tutti; le conseguenze di scelte che facciamo per sopravvivere, sì che diciamo e che ci conducono a non poter più dire no”, ha detto Garrone. Nel film ci poniamo interrogativi su come  un uomo abbia potuto perdere la sua innocenza.

Un altro film che ci pone interrogativi sui rapporti sociali violenti nella nostra società contemporanea, diretto con uno stile e una fotografia che rasentano la perfezione, è firmato dal sudcoreano Lee Chang Dong, nel 2010 il suo poetico film “Poetry” aveva vinto a Cannes il premio per la miglior sceneggiatura. Jongsu è un giovane corriere, aspirante scrittore, incontra Haemi, una ragazza che abitava nel suo quartiere e che è cresciuta con lui. Si amano ma lei partirà per un viaggio in Africa. Al suo ritorno Haemi gli presenta Ben, un ricco ragazzo con il quale sembra avere iniziato una relazione. Jongsu ne è geloso. Un giorno Haemi non darà più sue notizie. Se l’amore e la gelosia e la rivalità dominano il film, uno dei temi è anche la differenza di classe. “Mi sembra che in tutto il mondo le persone di ogni nazionalità, di tutte le religioni, di tutte le classi sociali siano in collera per ragioni differenti”, ha affermato Lee Chang Dong. “Sopratutto la rabbia nei giovani è uno dei problemi tra i più urgenti da risolvere. Non sanno contro che cosa si diriga la loro collera”. Un film di due ore e mezza, ipnotico, affascinante, una danza alla ricerca del senso  della vita.

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