Cannes 2018. Jean Luc Godard, rivoluzionario maestro della Nouvelle Vague, in corsa nella selezione ufficiale con “Le livre en image”

Cannes 2018. Jean Luc Godard, rivoluzionario maestro della Nouvelle Vague, in corsa nella selezione ufficiale con “Le livre en image”

Jean Luc Godard il provocatore, il rivoluzionario, maestro della Settima Arte, torna a Cannes con un film documentario, le “Livre en image”, in corsa nella selezione ufficiale, ma senza essere presente volontariamente sulla Croisette. Ha preferito restare nel suo rifugio di Rolle sul lago Lemano. Sono passati 50 anni dal maggio ‘68 che lo aveva visto militante, impegnato nella lotta proletaria, sostenitore degli operai e studenti parigini e aveva chiesto insieme a Truffaut e altri amici di sospendere il 21esimo Festival del Cinema di Cannes. “La libertà non si riceve, si prende”, è una delle sue celebri frasi. Ai cinefili che gli chiedevano consigli sulle tecniche di ripresa diceva che preferiva la rivoluzione. Godard rimane ad oggi l’ultimo  attivista politico  di un cinema antiborghese.

Il suo nuovo docu-film presentato a Cannes è sconcertante, enigmatico, controverso, disturba e perturba volontariamente come solo lui, artista  estremo e anticonformista, è capace di fare. È presentato come una riflessione sul mondo arabo in cinque episodi. Ci seduce con le immagini, ci stupisce con interruzioni, ci lascia alcuni secondi nel buio, mostra con pessimismo una società che vede cattiva. Ci penetra con raffigurazioni di  onde, fiamme, bombardamenti, ci presenta la storia e il mondo in uno spettacolo alla Dovjenko. Racconta il Cinema con spezzoni anche di felliniana memoria. Colpe morali si confondono a crimini di stato. Ci racconta in un valzer di foto, dai colori saturati in alternanza al bianco e nero, come l’umanità si stia distruggendo. La sua visione del mondo è cinica e pessimista. Da anni la guerra è dappertutto, tra Israele e Iran, in Africa,  ormai  è una  realtà di questi tempi. “Le livre d’image” è coraggioso e senza precedenti. Nelle sequenze finali ci mostra momenti calmi di un’Arabia felice, un tramonto, una barca sul mare che brilla e gli angoli misteriosi del Maghreb. Jean Luc Godard è sempre stato un regista estremo, anticonformista e con l’avanzare dell’età (oggi ha 87 anni), è  sempre più radicale. Contestatore detestato e amato, è un artista che è nel cinema, ma critica il Cinema. Nel 2014 a Cannes con il documentario “Adieu au langage”, ha ricevuto il Grand Prix della Giuria. Cannes quest’anno ha reso omaggio al Maestro della Nouvelle Vague anche con l’immagine del bacio appassionato di Jean Paul Belmondo che bacia Anna Karenina, tratta da uno spezzone del film Pierrot le fou (1965).

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