Camusso, Furlan e Barbagallo scrivono a Mattarella: “stima e rispetto, ma preoccupati per le sorti democratiche”. Scacchetti, Cgil: “non ci si azzardi a una guerra di istituzioni”. La Fiom: “Costituzione via maestra”

Camusso, Furlan e Barbagallo scrivono a Mattarella: “stima e rispetto, ma preoccupati per le sorti democratiche”. Scacchetti, Cgil: “non ci si azzardi a una guerra di istituzioni”. La Fiom: “Costituzione via maestra”

Nel tornante più grave della crisi istituzionale della Repubblica si muovono anche i sindacati confederali, che vedono sempre più profilarsi una drammatica situazione democratica, dopo le sparate alzo zero dei leader del Movimento 5Stelle, Luigi Di Maio, e della Lega, Matteo Salvini. I tre segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Camusso, Furlan e Barbagallo hanno sentito il bisogno e il dovere di indirizzare una lettera di stima e sostegno al Presidente della Repubblica, mentre la Cgil, con il segretario confederale Tania Scacchetti, ribadisce la necessità di “di recuperare il senso delle istituzioni e dei percorsi che ci consentano di trovare delle soluzioni”, e infine la Fiom Cgil interviene con una nota richiamando l’osservanza dei principi costituzionali, “la democrazia e la partecipazione”.

La lettera di Camusso, Furlan e Barbagallo a Mattarella

“Caro Presidente, desideriamo manifestarle la nostra viva preoccupazione per il perdurare di una crisi politica e istituzionale che ha pochi precedenti nella storia della nostra Repubblica. Intendiamo ribadire con forza il nostro impegno a difesa della Costituzione che fissa con chiarezza ruolo e prerogative del Presidente della Repubblica e delle Istituzioni democratiche”, si legge nella lettera inviata dai segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo, al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. “Se è pienamente legittimo – prosegue la missiva – avere ed esprimere opinioni e valutazioni politiche differenti, va senza alcuna incertezza difeso e riaffermato il diritto e il dovere del Presidente della Repubblica di esercitare, in trasparenza ed autonomia, le proprie funzioni costituzionali”. “Ci permettiamo, inoltre, – aggiungono i tre segretari – di sottolineare l’urgenza di decisioni rapide per l’economia e il lavoro. C’è un Paese reale che ancora soffre per le conseguenze della crisi economica degli ultimi dieci anni. Per questo pensiamo che le attese e gli interessi di lavoratori, pensionati, giovani e disoccupati debbano essere messe al primo posto nell’agenda istituzionale e politica del Paese”. “Con rinnovato e deferente senso di stima e rispetto le giunga, signor Presidente, il nostro saluto e l’augurio sincero di buon lavoro”, conclude la lettera.

Tania Scacchetti, segretario confederale Cgil: “fare qualcosa subito di fronte a una situazione inedita e grave per gli scenari che apre”

“Rispetto per la #Costituzione. Difendiamo le prerogative del presidente Repubblica e delle istituzioni democratiche. Nessuno s’azzardi a pensare una guerra alle istituzioni”. È questo il contenuto di un tweet della Cgil nazionale, dopo le dichiarazioni del presidente della Repubblica Sergio Mattarella sulla crisi istituzionale che si sta scatenando attorno alla nascita del nuovo governo. “Credo che la Cgil debba ragionare su ulteriori iniziative, ma quel tweet nasce dalla necessità di fare qualcosa subito di fronte a una situazione inedita e grave per gli scenari che apre”, ha commentato Tania Scacchetti, segretaria confederale del sindacato di corso d’Italia, ai microfoni di RadioArticolo1.

“Siamo di fronte – ha continuato – a una rottura non solo istituzionale ma forse di sistema, alla messa in discussione della figura del presidente della Repubblica. È un momento molto grave per la tenuta di una figura che rappresenta il garante della difesa e del rispetto della nostra Costituzione. Cioè del fondamento della stessa vita democratica nel nostro paese. Nessuno si azzardi ad alimentare questo scontro, e quindi a mettere il popolo contro le istituzioni, l’establishment contro la volontà popolare. È il momento di recuperare il senso delle istituzioni e dei percorsi che ci consentano di trovare delle soluzioni”. Ma c’è di più. Perché “una così grave crisi di sistema rischia di pregiudicare anche gli interessi che la Cgil prova a rappresentare, cioè quelli dei lavoratori, dei pensionati e dei disoccupati, che invece hanno bisogno di risposte chiare”. Non a caso, il richiamo all’interesse dei cittadini è stato forte anche nel discorso di Sergio Mattarella al Quirinale. “Il presidente – ha affermato ancora Scacchetti – non è un mero esecutore materiale della volontà dei partiti politici ma è chiamato a svolgere un ruolo di garanzia. Senza contare il fatto che ha richiamato la difesa dell’interesse dei cittadini e le scelte europeiste che il nostro paese ha fatto in passato. È stato anche un momento drammatico, perché ha prodotto uno scontro che difficilmente troverà delle soluzioni. Noi siamo molto preoccupati per il rischio di una campagna elettorale che sicuramente assumerà toni ancora più feroci, più violenti, quasi eversivi. Per questo le forze democratiche devono recuperare ragionevolezza e difendere i presidi costituzionali e le garanzie che la Costituzione ci ha garantito in questi anni. Dobbiamo essere preparati a stare in campo”. Un primo appuntamento da questo punto di vista è già in calendario per sabato 2 giugno, festa della Repubblica, e giorno della manifestazione nazionale dell’appello “Mai più fascismi, mai più razzismi” a Bologna. “Quella giornata assumerà un ulteriore valore dopo quello che sta succedendo in queste ore – ha concluso Scacchetti -. I temi che sono in quell’appello e che noi abbiamo promosso insieme alle altre organizzazioni sono attualissimi, perché è indubbio che si stanno riaffermando parole d’ordine che non sono compatibili con la nostra storia e con i valori dell’antifascismo. ‘Mai più fascismi, mai più razzismi’ non è semplicemente una parola d’ordine rituale, ma è uno strumento per ricostruire la capacità di difesa della nostra Costituzione. Non stiamo semplicemente difendendo un contenitore, ma un’idea di libertà. La Cgil è pronta.”

La Fiom Cgil: “la via maestra era ed è la nostra Costituzione”

“L’evolversi della crisi politica produce effetti istituzionali inediti e potenzialmente dirompenti nel rapporto tra istituzioni e cittadini. L’integrità della nostra Costituzione, e il rispetto integrale dell’art.1, che recita ‘L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione’ sono, insieme al bilanciamento e alla separazione dei poteri, l’architrave per la tenuta democratica del Paese”, dichiara la segreteria nazionale della Fiom-Cgil, che continua: “Il quadro di ingovernabilità emerso con il voto del 4 marzo è il risultato della legge elettorale e di scelte compiute dalle forze politiche nel corso degli ultimi anni che hanno condizionato anche questi 83 giorni di crisi”. Per la Fiom “la via maestra era ed è la nostra Costituzione sia nei suoi principi che nella sua applicazione materiale. Il lavoro con le sue drammatiche priorità – la salute e la sicurezza, la disoccupazione, la precarietà, le crisi industriali irrisolte, la mancanza di una adeguata protezione sociale, l’aumento delle disuguaglianze – devono rappresentare i punti principali di risposta e di ricostruzione del rapporto di fiducia tra istituzioni e cittadini. In questi anni tale rapporto di fiducia è stato minato dalla crisi economica, dalle politiche di austerità, dalla cancellazione dei diritti e dal riemergere di nuovi fascismi e razzismi. La Fiom oggi come ieri – conclude – ritiene che nei momenti di crisi è necessario investire nella democrazia e nella partecipazione”.

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