In manette l’ex Presidente di Confindustria Sicilia. Era uno dei ‘paladini’ dell’antimafia. Ci sono anche indagati eccellenti

In manette l’ex Presidente di Confindustria Sicilia. Era uno dei ‘paladini’ dell’antimafia. Ci sono anche indagati eccellenti

La Polizia di Stato di Caltanissetta ha arrestato, insieme ad altre cinque persone, l’ex presidente di Sicindustria Antonio Calogero Montante (nella foto), attualmente presidente della Camera di Commercio della città siciliana e di Retimpresa Servizi di Confindustria Nazionale. I fermati, finiti tutti ai domiciliari, sono accusati, a vario titolo, di essersi associati allo scopo di commettere delitti contro la pubblica amministrazione, di accesso abusivo a sistema informatico e di corruzione.

Tra loro anche tre agenti della Polizia di Stato, che avrebbero fatto parte di una rete di spionaggio al servizio di Montante. Nella stessa inchiesta ci sarebbero anche 22 indagati, non raggiunti da alcuni provvedimento, accusati di aver fatto parte della catena delle fughe di notizie: tra loro anche l’ex presidente del Senato Renato Schifani e alcuni vertici dell’Aisi.

L’inchiesta, condotta dalla squadra mobile di Caltanissetta e coordinata dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia, contesta a Montante di aver creato una rete illegale per spiare l’inchiesta che era scattata nei suoi confronti tre anni fa, dopo le dichiarazioni di alcuni pentiti di mafia. Il 22 gennaio di due anni fa, l’ex presidente di Sicindustria aveva ricevuto un avviso di garanzia per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa: venivano ipotizzati legami d’affari e rapporti di amicizia con Vincenzo Arnone, boss di Serradifalco, figlio di Paolino Arnone e testimone di nozze di Montante.

Montante è stato uno degli esponenti di punta della svolta antimafia di Confindustria, ricoprendo anche la carica di responsabile nazionale per la legalità. Agli arresti domiciliari sono finiti anche il colonnello dei carabinieri Giuseppe D’Agata, ex capocentro della Dia di Palermo tornato all’Arma dopo un periodo nei servizi segreti, Diego Di Simone, ex sostituto commissario della squadra mobile di Palermo, Marco De Angelis, sostituto commissario prima alla questura di Palermo poi alla prefettura di Milano, Ettore Orfanello, ex comandante del nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza a Palermo, e il re dei supermercati Massimo Romano. Il sesto provvedimento cautelare riguarda Giuseppe Graceffa, vice sovrintendente della polizia in servizio a Palermo, sospeso dal servizio per un anno.

Tra gli indagati, accusati di aver fatto parte della catena delle fughe di notizie, oltre a Renato Schifani ci sono l’ex generale Arturo Esposito, ex direttore del servizio segreto civile (Aisi), Andrea Cavacece, capo reparto dell’Aisi, e Andrea Grassi, ex dirigente della prima divisione del Servizio centrale operativo della polizia.

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