Siria, Duma. Continuano i bombardamenti del regime di Assad. Proteste per l’uso dei gas, 80 vittime e migliaia di feriti

Siria, Duma. Continuano i bombardamenti del regime di Assad. Proteste per l’uso dei gas, 80 vittime e migliaia di feriti

Duma è di nuovo sotto i bombardamenti del regime siriano, con almeno 80 civili morti da venerdì e il sospetto che il regime di Bashar al-Assad abbia usato anche armi chimiche. Intanto si rincorrono le voci di nuovi negoziati per l’evacuazione degli ultimi ribelli dalla roccaforte nella Ghouta orientale, alla periferia di Damasco. A fornire il bilancio aggiornato delle vittime è stato l’Osservatorio siriano per i diritti umani, secondo cui decine di persone hanno accusato problemi respiratori dopo i raid del regime. Una circostanza, questa, che ha portato i primi soccorritori, i Caschi bianchi, a denunciare l’uso di armi chimiche.

Circolano tuttavia notizie contrastanti sul nuovo presunto attacco chimico da parte delle forze governative siriane che sarebbe avvenuto ieri, sabato 7 aprile, contro l’enclave ribelle vicino Damasco. L’autorevole quotidiano statunitense “New York Times” riferisce che “attivisti anti-governativi hanno accusato il governo di aver usato un gas tossico in un sobborgo di Damasco, mentre le forze siriane hanno intensificato la campagna per riprendere l’ultima sacca ribelle vicino alla capitale”. In rete circolano dei filmati che riprendono uomini, donne e bambini senza vita, ammassati sul pavimento con la schiuma bianca alla bocca; altri video mostrano medici intenti a curare i pazienti con dei respiratori all’interno di cliniche dove a regnare sembra essere il caos. L’agenzia di stampa siriana “Sana”, controllata dal governo di Damasco, afferma che queste notizie sarebbero una provocazione del gruppo ribelle Jaish al Islam per fermare l’avanzata delle forze siriane.

La protesta del segretario generale dell’Onu, Guterres

Il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, si è detto “profondamente preoccupato” per la situazione nella città di Douma, nella Ghouta orientale. “Il segretario generale è particolarmente allarmato dalle accuse che armi chimiche sono state usate contro le popolazioni civili a Douma”, si legge in una dichiarazione. Pur osservando che le Nazioni Unite non erano in grado di verificare tali informazioni, Guterres ha affermato che qualsiasi uso confermato di armi chimiche sarebbe “ripugnante” e ha invitato tutte le parti a cessare i combattimenti e a fornire “l’accesso umanitario in tutta la Siria a tutte le persone bisognose”.

Trump però è certo e accusa il regime siriano di uso di armi chimiche, e si scaglia contro Russia e Iran. La replica di Mosca: “propaganda”

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha accusato l’omologo russo Vladimir Putin, la Russia e l’Iran di sostenere “quell’animale” di Bashar al Assad alla luce del nuovo presunto attacco chimico “insensato” avvenuto in Siria. Lo ha scritto il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, su Twitter: “Molti morti, tra cui donne e bambini, in un attacco chimico insensato in Siria. L’area delle atrocità è bloccata e circondata dall’esercito siriano, rendendola completamente inaccessibile al mondo esterno. Il presidente Putin, la Russia e l’Iran sono responsabili del sostegno all’animale Assad”, ha scritto Trump su Twitter, parlando di un “conto salato da pagare” e auspicando l’apertura immediata di una zona per garantire assistenza medica ed effettuare le opportune verifiche. “Un altro disastro umanitario senza motivo. Disgustoso!”, ha concluso Trump. Secondo il ministero degli Esteri russo, è in corso un “attacco informativo” con “accuse infondate” sul presunto uso di armi chimiche in Siria, allo scopo di “giustificare possibili attacchi esterni” contro Damasco che potrebbero avere “conseguenze molto gravi”. Lo ha reso noto la diplomazia di Mosca attraverso un comunicato. “Abbiamo ripetutamente messo in guardia su questo tipo di pericolose provocazioni. Lo scopo di queste false accuse infondate è quello di coprire i terroristi e l’opposizione radicale che si oppone alla soluzione politica, e allo stesso tempo di giustificare possibili attacchi esterni”, si legge nella dichiarazione. “E’ necessario avvertire ancora una volta che l’intervento militare sotto pretesti creati ad arte in Siria, dove i militari russi sono schierati su richiesta del governo legittimo, è assolutamente inaccettabile e potrebbe portare a conseguenze molto gravi”, prosegue il ministero degli Esteri di Mosca.

Per il portavoce della Ue le prove contro Damasco sono schiaccianti e occorre reagire

Le prove evidenziano l’uso di armi chimiche da parte delle forze del presidente siriano Bashar Assad contro la città di Douma, roccaforte dei ribelli alle porte di Damasco, e per questo è necessaria una risposta immediata da parte della comunità internazionale. Lo ha riferito Maja Kocijancic, portavoce dell’Unione europea, attraverso un comunicato. “Le prove indicano un ennesimo attacco chimico da parte del regime. E’ motivo di grave preoccupazione che le armi chimiche continuino ad essere utilizzate, specialmente sui civili, e l’Unione europea (…) chiede una risposta immediata da parte della comunità internazionale”, ha riferito la Kocijancic. “Chiediamo ai sostenitori del regime, Russia e Iran, di usare la loro influenza per prevenire ogni ulteriore attacco e assicurare la cessazione delle ostilità e la riduzione della violenza come previsto dalla risoluzione 2401 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. La protezione dei civili deve rimanere una priorità assoluta”, ha concluso la portavoce.

Si sveglia perfino il ministro Alfano: “prioritario accertare notizie su possibile attacco chimico”

E’ prioritario accertare le notizie circa il possibile uso di agenti chimici contro numerosi civili innocenti in Siria. Lo ha detto il ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Angelino Alfano, secondo quanto riferisce una nota della Farnesina. “Esprimiamo sdegno per le decine di vittime civili, fra cui donne e bambini, causate dagli ultimi bombardamenti nell’area di Damasco, in particolare a Douma”, ha detto il capo della diplomazia italiana. “Suscitano allarme e sconcerto le notizie circa il possibile uso di agenti chimici contro i numerosi civili innocenti che sono rimasti coinvolti e ciò deve essere accertato in via prioritaria”, ha continuato il titolare della Farnesina. “E’ urgente provvedere ai bisogni umanitari dei civili della Ghouta attraverso la cessazione delle ostilità in linea con la risoluzione del Consiglio di Sicurezza 2401 (2018). Tutte le parti in conflitto, a cominciare dal governo di Damasco, sono tenute al rispetto degli obblighi di diritto umanitario, incluso l’accesso umanitario a favore delle popolazioni civili in stato di bisogno”, ha concluso il ministro Alfano.

Share