Siria. Attacco aereo congiunto di Usa, Gran Bretagna e Francia contro obiettivi militari a Damasco e Homs. La guerra è cominciata. Corbyn, “le bombe non salvano vite né portano la pace”

Siria. Attacco aereo congiunto di Usa, Gran Bretagna e Francia contro obiettivi militari a Damasco e Homs. La guerra è cominciata. Corbyn, “le bombe non salvano vite né portano la pace”

Gli Stati uniti, la Francia e la Gran Bretagna hanno lanciato alle 3:00, nella notte di sabato ora italiana, l’attacco contro la Siria per punire il regime di Bashar al-Assad, accusato dal presidente americano Donald Trump di aver condotto attacchi chimici “mostruosi”. Il presidente Usa ha annunciato l’attacco mentre venivano lanciati i missili su Damasco e Homs per colpire tre obiettivi mirati, legati agli attacchi chimici. Si tratta di due centri di ricerca e un magazzino di componenti chimici. Sono stati lanciati 30 missili. “Ho ordinato alle forze armate degli Stati Uniti di lanciare raid di precisione su obiettivi associati alla capacità del dittatore siriano Bashar al-Assad di usare armi chimiche”, ha dichiarato Trump alle 21:00 ora italiana (le 3:00 in Italia). “Un’operazione combinata è in corso con la Francia e la Gran Bretagna, li ringraziamo”, ha aggiunto. La difesa anti-aerea siriana è entrata in azione contro “l’aggressione americana, britannica e francese”, ha reso noto la tv di stato siriana. Damasco ha dichiarato che questa operazione militare costituisce una violazione “evidente” del diritto internazionale e “avrà delle conseguenze”. In un messaggio video alla nazione, il leader americano ha fatto riferimento al presidente siriano, il “dittatore” Bashar al-Assad, e all’ultimo presunto attacco chimico dicendo “queste non sono le azioni di un uomo. Sono piuttosto crimini di un mostro”.

Attacco in Siria, le reazioni. Theresa May: “non c’erano alterntaive”. Macron: ” superata la linea rossa da Damasco”

Con l’attacco del 7 aprile scorso a Douma, “la linea rossa fissata dalla Francia a maggio del 2017 è stata superata”, per questo “ho ordinato alle Forze armate francesi di intervenire nel quadro di un’operazione internazionale condotta in coalizione con gli Stati Uniti ed il Regno Unito e diretta contro l’arsenale chimico clandestino del regime siriano”. E’ quanto ha detto il presidente francese Emmanuel Macron in una nota diffusa dall’Eliseo nella notte, nella quale afferma che “non si può tollerare la banalizzazione dell’impiego di armi chimiche, un pericolo immediato per il popolo siriano e per la nostra sicurezza collettiva”. Dal canto suo, la premier britannica ha giustificato così l’attacco: “Non c’erano alternative praticabili all’uso della forza per degradare e dissuadere dal ricorso alle armi chimiche il regime siriano”. Inoltre, “non stiamo intervenendo nella guerra civile, non si tratta del cambio di regime”, ha precisato la May, che ha descritto i raid come “un attacco limitato e mirato”. L’azione, ha aggiunto la premier britannica, “manderà un segnale chiaro a chiunque creda di poter usare le armi chimiche impunemente: non possiamo permettere che l’uso di armi chimiche sia normalizzato, in Siria, nelle strade del Regno Unito o dovunque nel mondo”.  Israele ha definito “legittima” l’operazione militare degli Stati Uniti in Siriaaffermando che il regime di Damasco continua le sue “azioni mortali”. Per le autorità israeliane: “L’anno scorso il presidente americano Donald Trump ha fatto capire che l’uso di armi chimiche equivale a superare una linea rossa. Questa notte Usa, Francia e Gran Bretagna hanno agito di conseguenza”.

Jeremy Corbyn: “le bombe non salvano le vite né portano la pace”

Molto duro il commento del leader laburista britannico Jeremy Corbyn, contro l’attacco aereo e la subalternità del Regno Unito e della Francia alle decisioni di Trump. “Le bombe non salvano le vite, né portano la pace”, ha scritto Corbyn in una nota, “Questa azione, molto dubbia sul piano legale, rischia di avere conseguenze molto gravi, come riconosce lo stesso segretario alla Difesa americano, James Mattis, in un conflitto già devastante e dunque rende più fragile la responsabilità concreta per crimini di guerra e dell’uso di armi chmiche. La Gran Bretagna dovrebbe giocare un ruolo di leader per indurre un cessate il fuoco nel conflitto, non di seguire le istruzioni di Washington e mettere a disposizione personale militare britannico in modo pericoloso. Theresa May dovrebbe chiedere l’approvazione del Parlamento, non seguire Donald Trump. Il governo dovrebbe fare qualunque cosa per spingere la Russia e gli Stati ad un accordo per un’inchiesta indipendente guidata dall’Onu sull’orribile attacco con armi chimiche dello scorso week end, in modo che i responsabili vengano sanzionati”.

Le reazioni. La Difesa aerea siriana: “intercettati tutti i missili Cruise”. Hezbollah libanesi: attacco contro il popolo della regione

La Difesa aerea siriana ha intercettato tutti i 12 missili Cruise che erano stati lanciati contro l’aeroporto militare di Dumayr nell’ambito dell’attacco condotto all’alba di oggi da Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna. Lo ha annunciato la Difesa russa. Emergono quindi nuovi dettagli sugli obiettivi dei raid, che secondo Damasco avrebbero creato danni materiali. Washington, Parigi e Londra hanno parlato di obiettivi mirati, in particolare di un centro di ricerca e due centri di produzione di armi chimiche. Secondo lo Stato maggiore dell’esercito siriano la Difesa siriana è riuscita ad abbattere la maggior parte dei 110 missili lanciati nell’operazione internazionale. Mosca, principale alleato di Damasco, ha sottolineato che le unità di difesa russe in Siria non sono state coinvolte nell’azione di respingimento dei raid. La guerra degli Stati Uniti contro la Siria non raggiungerà i suoi obiettivi, secondo gli Hezbollah sciiti libanesi, alleati del presidente siriano Bashar al Assad. “La guerra condotta dagli Stati Uniti è contro la Siria, contro i popoli della regione e i suoi movimenti di resistenza” si legge in un comunicato di Hezbollah dopo i raid missilistici di stanotte su obiettivi siriani da parte di Usa, Francia e Gran Bretagna.

Le reazioni: il segretario generale Onu: “date prova di moderazione”

Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha esortato i Paesi coinvolti nella crisi siriana a dare prova di moderazione e ad evitare un’escalation. In una dichiarazione dopo i raid condotti da Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna contro obiettivi del regime di Damasco, Guterres ha detto: “Chiedo a tutti i Paesi di dare prova di moderazione in queste circostanze pericolose e di evitare ogni azione che potrebbe portare ad un’escalation della situazione e ad aggravare le sofferenze del popolo siriano”.

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