“Roma sfida Cartagine”, romanzo di Sandro Roazzi che racconta il passato con uno sguardo sull’oggi. Presentazione alla Fondazione Nenni

“Roma sfida Cartagine”, romanzo di Sandro Roazzi che racconta il passato con uno sguardo sull’oggi. Presentazione alla Fondazione Nenni

Nell’era dei romanzi-cronaca o ancor meglio ritagli di articoli pubblicati sui giornali, dibattiti e servizi televisivi, arriva in libreria anche un vero libro, un documento che propone una indagine su un passato che rappresenta la storia remota, ma tanti segnali ci sono ancora, del nostro Paese. Si tratta di “Roma sfida Cartagine”, autore Sandro Roazzi, giornalista che si occupa in particolare di problemi economi e sindacali. Verrà presentato il 17 aprile, ore 17 presso la Fondazione Nenni, via Caroncini,19, a Roma, nel corso di un dibattito, presente l’autore, coordinato da Stefania Conti cui prendono parte Giorgio Benvenuto, che  della Fondazione  è  il presidente, Umberto Broccoli, Carlo Felice Casula.

Si tratta di un romanzo  su due protagonisti della riscossa romana contro Annibale: Scipione raccontato da Lelio, fido amico e compagno di tante battaglie. Rivivono personaggi famosi come Annibale, Fabio Massimo, Massimissa, Sofonisba. E battaglie leggendarie come quelle di Canne e Zama. Roma vivrà il terrore della lotta per la sopravvivenza e l’esaltazione di scoprirsi padrona del Mediterraneo. Sandro Roazzi ha realizzato un grande affresco sugli avvenimenti che riguardano le guerre puniche. È un racconto nel quale si intrecciano e si sovrappongono ideali, sentimenti, paure, illusioni, delusioni. Risalta nel racconto la grandezza, l’umanità, l’etica, la fermezza dei personaggi che giganteggiano nella storia delle guerre puniche. Sandro Roazzi le fa emergere vittoriose sulle nefandezze, sulla stupidità, sull’arroganza, sul pressapochismo, sull’invidia, sulla paura, sull’opportunismo  di una moltitudine di personaggi senza anima e senza identità.

La storia, così come la racconta Sandro Roazzi, è passione, vita vissuta, emozioni  ed esaltazioni dell’anima. Vive nel racconto, nelle testimonianze, nei ricordi delle persone, nei loro affetti, nei loro dubbi, nelle loro aspettative. La storia è storia di uomini e di donne, non è un arido susseguirsi di date, di luoghi, di battaglie, di vittorie, di sconfitte. Verrebbe da dire: un libro che racconta un passato ma che guarda all’oggi, ai tanti personaggi, appunto senza anima e senza identità.

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