Rastrellamento nazi-fascista del Quadraro, onorificenze ai sopravvissuti

Rastrellamento nazi-fascista del Quadraro, onorificenze ai sopravvissuti

Sono stati insigniti delle onorificenze di Commendatore, Ordine al Merito della Repubblica Italiana, i sopravvissuti al rastrellamento del Quadraro.

A conferire i titoli, nell’ambito di una cerimonia nell’Aula Giulio Cesare del Campidoglio, la sindaca di Roma Virginia Raggi che ha consegnato i riconoscimenti a Renato Corsi, Sergio Frezza, Giovanni Mola, Oreste Prosperi, Giuseppe Schiavoni, Umberto Spadoni e Guido Di Roma, deceduto il 18 febbraio 2018 e per cui è stato ritirato il solo diploma dal figlio.

“Sono lieta di accogliere in Campidoglio, in questa occasione così significativa e importante, i testimoni viventi del rastrellamento del Quadraro avvenuto il 17 aprile di 74 anni fa all’alba di una mattina come questa – ha detto Raggi -.

Sono onorata di accogliervi nella casa dei cittadini romani nell’anniversario di vicende che hanno reso nota Roma per il suo coraggio. Gli abitanti del Quadraro si sono distinti per coraggio e solidarietà tanto che il presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, lo ha insignito nel 2004, unico quartiere della Capitale, con medaglia d’oro al valore civile”.

“Un breve pensiero a tutti i caduti e ai civili deportati nei lager della Germania e della Polonia” è stato rivolto da Enzo Orlanducci, Presidente dell’Associazione Nazionale Reduci dalla Prigionia, dall’Internamento, dalla Guerra di Liberazione e loro familiari.

“Abbiamo il dovere di ricordare per crescere, ogni ferita può rivelare insospettate lezioni di vita, utili a sé e agli altri – ha aggiunto Orlanducci – Confido nella sensibilità di questa amministrazione sulle vicende della deportazione del Quadraro e siamo certi che ci sarà un supporto concreto affinché si termini la ricostruzione della memoria dei fatti”.

“Oggi ricordiamo uno degli episodi più gravi accaduti durante l’occupazione nazista di Roma – ha spiegato Paolo Ciani, consigliere della Regione Lazio, intervenendo in rappresentanza del governatore Nicola Zingaretti -. Quello che è avvenuto con il rastrellamento del Quadraro, ma anche con il massacro ed eccidio delle Fosse Ardeatine, non si può dimenticare. Mi ha colpito in questa storia le tante consonanze con altre storie di quel periodo. Bisogna ricordare. La memoria non è un rito, è un dovere e una responsabilità. Ricordare aiuta a costruire il presente. Oggi, per quello che viviamo, c’è ancora tanto bisogno di ricordare. Nella nostra Europa, ma anche nel nostro Paese, sembrano risvegliarsi fantasmi che sembravano sepolti. Per questo bisogna ricordare per creare una memoria condivisa del nostro popolo. La memoria non è retorica. Quello che è avvenuto in passato è stato reso possibile perché c’era la guerra. La guerra è il male e bisogna dirlo oggi che c’è chi vuole banalizzarla”.

“Il Quadraro, un quartiere di piccole case intervallate da orti e campagne, fu espugnato dai soldati tedeschi che rastrellarono centinaia di uomini, alcuni avevano appena sedici anni, come voi oggi”, ha aggiunto Raggi rivolgendosi agli studenti due classi dell’Itc V. Arangio Ruiz. ,

“Sopravvivere a chi mostrava disprezzo per la vita umana è stato prima di tutto un atto di coraggio.

Rivolgo un omaggio anche a Don Gioacchino Rei che tanto si adoperó, aiutando chi poteva senza tenere conto della fede – ha aggiunto Raggi -. Siamo qui per consegnare onorificenze a chi trasmette oggi la memoria di settanta anni fa. Desideriamo coltivare questa consapevolezza, vogliamo seminare i semi di dignità e libertà con i viaggi della memoria.

Viviamo in una realtà molto complessa, ci sono scintille di odio e violenza che ogni tanto si accendono. L’errore più grande è sottovalutarle e girarci da un’altra parte. L’indifferenza può portare a crimini orribili, lo sappiamo perché ce lo insegna la storia

Ascoltare queste persone, riconoscere la gravità dei fatti avvenuti, riconoscere i segni aiuta a spegnere queste scintille e a prevenire. È una responsabilità a cui non potete sottrarvi”.

“Mi piace ricordare con una punta di orgoglio che l’assemblea capitolina, un anno fa, come mai avvenuto prima, ha dedicato una seduta straordinaria al rastrellamento del Quadraro – ha sottolineato Marcello De Vito, presidente dell’Aula Giulio Cesare -. Quella seduta ha un significato particolare per me che l’ho presieduta e per Roma perché il rastrellamento del Quadraro è una vicenda troppo a lungo trascurata della nostra storia. Sono dispiaciuto che avvenga a pochi giorni dalla scomparsa di Guido Di Roma, uno degli ultimi reduci del rastrellamento del Quadraro, siamo vicini ai familiari”.

Tra i presenti in Aula Giulio Cesare gran parte della giunta capitolina, con Laura Baldassarre, assessore al Sociale, Margherita Gatta, assessore ai Lavori Pubblici, Rosalba Castiglione, assessore al Patrimonio, Adriano Meloni, assessore al Turismo e Commercio, Luca Montuori, assessore all’Urbanistica, diversi rappresentanti del consiglio comunale, tra cui Eleonora Guadagno e Andrea Coia del M5s e Giulio Pelonzi, capogruppo del Pd capitolino, e infine, tra gli altri, la presidente della comunità ebraica di Roma, Ruth Dureghello, Giovanni Boccuzzi, Presidente del Municipio V, Monica Lozzi, Presidente del Municipio VII.

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