Migranti, ong Pro Activa Arms. Dissequestrata la nave ormeggiata a Pozzallo dal gip di Ragusa

Migranti, ong Pro Activa Arms. Dissequestrata la nave ormeggiata a Pozzallo dal gip di Ragusa

 La nave della Ong spagnola Proactiva Open Arms è “libera”. Il Gip di Ragusa infatti ha ordinato il dissequestro dell’imbarcazione ferma ormai da quasi un mese al porto di Pozzallo dopo il salvataggio in mare di 250 migranti, con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, dopo che già il gip di Catania aveva fatto cadere l’accusa di associazione a delinquere. Secondo il gip, “non si ha prova che si sia pervenuti in Libia ad un assetto accettabile di protezione dei migranti soccorsi in mare. Manca la prova anche della sussistenza di porti sicuri in territorio libico in grado di accogliere i migranti soccorsi nelle acque Sar di competenza nel rispetto dei loro diritti fondamentali. In difetto di tale prova, la scriminante dello stato di necessità rimane in piedi”. Oltre a questo, il giudice rimarca anche “l’illegittimità del coordinamento assunto dalla Guardia Costiera libica, in difetto di acque libiche ufficialmente riconosciute”.

La reazione della Ong spagnola: “Non cantiamo vittoria, le accuse di favoreggiamento restano”

“Siamo molto contenti per il fatto che sia stata liberata la nave, ma non cantiamo ancora vittoria. Questo è un primo passo importante, per noi quasi scontato, ma per ora le accuse di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina restano”, afferma Riccardo Gatti capo missione di Proactiva Open Arms a Redattore sociale. E aggiunge: “Aspettiamo ancora che tutto si risolva per il meglio, sappiamo che succederà. Noi ci muoviamo e ci siamo sempre mossi dentro una cornice di legalità che ci obbliga a sottostare alle regole e alle leggi internazionali”. Gatti spiega inoltre che l’ong è pronta a tornare in mare. “Oggi parte la missione del nostro veliero Astral, aspettiamo di tornare a fare salvataggio con la Open Arms – afferma – avevamo già in programma di fermarci per lavori di manutenzione. Ora dobbiamo capire se in questo mese la nave ha subito danni. Ma di sicuro ripartiamo presto. Non abbiamo mai pensato di fermarci, siamo stati costretti a farlo”. Tra i primi commenti alla vicenda quello dell’ong Sea watch che in un tweet sottolinea: “Siamo più che felici che Open Arms sia rilasciata. E’ bene riavere con noi i nostri amici di Proactiva in zona Sar, dove il loro aiuto è ancora tanto necessario. Ora deve seguire il dissequestro della nave Iuventa di Juggend Rettet. Il soccorso in mare non è reato”.

Palazzotto, LeU: “la decisione del Gip dimostra che le accuse erano infondate e che la Libia non è un luogo sicuro”

Una buona notizia per la ong spagnola, che attendeva con ansia la sentenza: “oggi sapremo se questo vecchio rimorchiatore e i suoi volontari potranno tornare a salvare quelle vite che l’Europa condanna a morire in mare o nell’inferno della Libia”. Secondo Erasmo Palazzotto, di Leu, la decisione del gip “è la dimostrazione che le accuse contro la Open Arms erano infondate. Il giudice riconosce che la Libia non può essere considerato un luogo sicuro, quanto ci metterà il nostro Governo a riconoscerlo?”.

Civati, Possibile: “il dissequestro è una bella notizia, ma non basta, la solidarietà non è un reato”

“Il dissequestro della nave Proactiva Open Arms è una bella notizia. Il gip di Ragusa ha riconosciuto i principi che sottolineavano da settimane: la ong spagnola era tenuta a portare le persone in una zona sicura e non in un Paese come la Libia che non rispetta i diritti umani. C’era lo stato di necessità”, dichiarano Giuseppe Civati e Andrea Maestri, esponenti di Possibile, che hanno aderito alla mobilitazione #freeOpenArms. “Ma il dissequestro della Proactiva Open Amrs – aggiungono Civati e Maestri – non può bastare: è solo un punto di partenza. Come ha sottolineato il legale della ong questa è solo una battaglia vinta. Il nostro impegno è quello di garantire che episodi del genere non avvengano più: la solidarietà non può essere vista come un reato. Siamo consapevoli che è un cammino culturale complicato, ma vale la pena farlo”.

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