L’anatema di Scalfari: poltiglia, intruglio, acqua sporca, così definisce Pietro Grasso, D’Alema, Bersani, Bonino, Casini, Alfano, De Luca, Emiliano. L’urgenza di ricostruire un forza di sinistra. L’ottimismo della volontà, scriveva Gramsci

L’anatema di Scalfari: poltiglia, intruglio, acqua sporca, così definisce Pietro Grasso, D’Alema, Bersani, Bonino, Casini, Alfano, De Luca, Emiliano. L’urgenza di ricostruire un forza di sinistra. L’ottimismo della volontà, scriveva Gramsci

Un lettore mi scrive. Ma più che una lettera si tratta di un indovinello. Mi invia un testo, estrapolato da un articolo in cui si parla dell’attuale “forza di Renzi Matteo valutabile al 19%” ma “i veri renziani sarebbero anche meno, probabilmente non più del 12%”. Prosegue il testo inviatomi: “Infine c’è ancora una poltiglia vagante fra l’astensionismo e la mobilità. Sono i vari Bonino, Pietro Grasso, Casini, Alfano, D’Alema, Bersani, De Luca, Emiliano: un intruglio senza futuro con una vecchiezza politica che era un pregio ai tempi di Giolitti e di Crispi, ma oggi è soltanto una materia che viaggia fra l’acqua sporca e l’acqua pulita”.

Letto il testo penso che si tratti di un brano di  un articolo comparso su qualche giornalaccio, ce ne sono tanti così come sono tante le lettere che arrivano ai direttori dei giornali. Fra l’altro non ce la sentiamo proprio nel giorno di Pasqua di spremerci le meningi per individuare chi si esprime con tanta volgarità. Poltiglia, intruglio si commentano da sole. Ma il nostro lettore, Pasqua o non Pasqua insiste. Mi invia l’intero articolo da cui ha tratto quelle frasi. Si tratta di Repubblica, editoriale di Eugenio Scalfari dal titolo “La luce del Qurinale nel buio” pubblicato il giorno di Pasqua. Da qualche tempo per non rovinarmi le giornate  già abbastanza faticose nel seguire la “vita”, si fa per dire, politica italiana, un mix di parole prive di contenuti, di offese, di incontri telefonici, fra gli esponenti dei vari partiti, un giorno forse alleati, il giorno dopo acerrimi nemici, ho eliminato la lettura delle lenzuolate dell’Eugenio dove racconta dei suoi colloqui con i grandi del mondo, indica i suoi favoriti, una volta Renzi Matteo, un’altra Berlusconi da preferirsi a Di Maio, poi, proprio nell’articolo segnalato dal nostro lettore, definisce l’M5S una forza politica  di sinistra da contrapporre al centrodestra. Memorabili i suoi “racconti” sui consigli  dati di volta in volta a Mattarella, Papa Francesco, i suoi richiami ai grandi filosofi, alle culture degli anni ante e post Cristo.

La lenzuolata con l’elenco dei “buoni” che meritano di rimanere ai loro posti

Leggiamo  tutta la lenzuolata, con l’immancabile richiamo a Giorgio Napolitano, con una lista di ministri che meriterebbero di “essere conservati nei rispettivi posti” qualunque sia il governo, che si  chiamano “Gentiloni che quando Renzi dirigeva il governo fu un eccellente ministro degli Esteri e poi Marco Minniti, Pier Carlo Padoan, Carlo Calenda, Dario Francschini”. Calenda come si può notare è come il prezzemolo lo puoi mettere dappertutto. C’è anche Draghi nella lista scalfariana il cui mandato a presidente della Banca centrale europea scade a maggio2019. E ci sono personalità “come Romano Prodi e Walter Veltroni”. E arriva l’elogio sperticato per tutti costoro. Poi guarda a se stesso e conclude ricordando che “i nostri valori sono quelli lasciati a suo tempo dai fratelli Rosselli e poi fatti propri da Giustizia e Libertà con annessa la fraternità, dai quali sorge la bandiera tricolore fatta propria dall’Italia e dalla Francia. Questo è il mandato al quale noi siamo rimasti fedeli politicamente e professionalmente”. Non saremo noi a contraddirlo. Ci permettiamo solo di far presente che i personaggi da lui citati non avrebbero mai usato nei confronti di chicchessia parole come “poltiglia, intruglio, acqua sporca”. Comunque affari suoi. Una sola considerazione. È mai possibile che un simile gergo compaia in un grande giornale che ha dato un contributo molto importante alla nostra democrazia, alla libertà dell’informazione , alle battaglie condotte per l’affermazione dei diritti civili, mettendo in campo significative professionalità giornalistiche, aprendo a personalità del mondo  della cultura, dell’economia? Purtroppo la risposta che ci viene dall’editoriale di Scalfari  è positiva. E magari ci verrà detto  che proprio a garanzia della libertà dell’informazione di cui Repubblica si fa vanto,  vengono pubblicati anche commenti diciamo “scomodi”. Del resto non è un caso che addirittura un esponente di punta del gruppo che fa capo alla famiglia De Benedetti,  Tommaso Cerno, con un passato di candidato di An al Comune di Udine, passato poi con un sottosegretario dell’Udeur, a direttore dell’Espresso, poi condirettore di Repubblica, venga eletto delle liste del Pd, ora, si dice, consigliere particolare di Renzi Matteo che sia l’Espresso che Repubblica non vedevano di buon occhio salvo qualche innamoramento di Scalfari. Ma altra cosa è il libero confronto di opinioni anche all’interno di uno stesso gruppo editoriale rispetto alla volgarità.

Una “anomalia”. Grande spazio a Scalfari nelle testate del concorrente Rcs

Infine segnaliamo, a titolo di cronaca, una “anomalia”.  Si dà il caso che Scalfari, in questi ultimi tempi trovi grande spazio nelle trasmissioni de La7,  che fa capo a Cairo il gruppo concorrente rispetto a quello di Repubblica che edita fra gli altri il Corriere della Sera. Forse si tratta di segnali di “mutamenti” che da qualche tempo stanno avvenendo nel mondo dell’editoria, stampa, tv, quella pubblica in testa, sempre sensibile agli umori della politica.  Se tanto mi dà tanto, Scalfari a parte, ne vedremo delle belle. Anzi delle brutte. Si possono evitare? Certo che sì. Però bisogna volerlo. Per questo occorre ricostruire una vera forza di sinistra. Cosa non facile, perché Renzi ha fatto tabula rasa, ma possibile. Scriveva Gramsci, si legge nei Quaderni del carcere e in tante altre lettere e articoli, siamo negli anni tra il maggio 1929 e il maggio 1930: “Ogni collasso porta con se disordine intellettuale e morale. Bisogna creare gente sobria, paziente, che non disperi dinanzi ai peggiori orrori e non si esalti a ogni sciocchezza. Pessimismo dell’intelligenza, ottimismo della volontà”.

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