La leader Cgil Camusso incontra al Senato i 5Stelle per presentare la Carta dei diritti. Sull’Alcoa conferma “perplessità”

La leader Cgil Camusso incontra al Senato i 5Stelle per presentare la Carta dei diritti. Sull’Alcoa conferma “perplessità”

Dice Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, nel pomeriggio di martedì al Senato, dopo l’incontro con il capogruppo del M5S Danilo Toninelli, al quale è stata presentata la Carta dei diritti del lavoro: “è andato bene, è stata l’occasione per raccontare il senso della nostra proposta di legge di iniziativa popolare e affrontare l’attenzione che hanno sul diritto-dovere che le proposte di legge di iniziativa popolare vengano discusse in Parlamento”. Da parte dei grillini quindi “c’è l’impegno ad affrontare l’esame quando riprenderà l’attività parlamentare”. Il merito della proposta del sindacato “non è stato affrontato, ma già nella scorsa legislatura- ricorda- è emersa la sensibilità su alcuni temi”. La Cgil ha chiesto di incontrare i presidenti di Camera e Senato e tutti i gruppi parlamentari, questo con il M5s del Senato è stato il primo, per il futuro Camusso informa che “finora abbiamo avuto la risposta del Presidente della Camera Roberto Fico e ci hanno risposto il gruppo di Forza Italia della Camera e Leu”. Dal Pd “nulla”.

A proposito di Alcoa, Camusso ribadisce le perplessità della Cgil sulla “proposta” di Calenda

“Rispetto all’annuncio di Calenda c’è la nostra perplessità perché non si capisce che proposta sia. Si parla di un’associazione, ma non si capisce cosa vuol dire, come coinvolge i lavoratori, che rapporto ha con le organizzazioni sindacali, quali le regole democratiche”, afferma Susanna Camusso, a margine dell’incontro al Senato con il gruppo M5S, commentando quanto emerso ieri su Alcoa. “Troverei un po’ straordinario chiedere ai lavoratori che vengono da quel percorso che debbano diventare investitori- aggiunge- sono cose che non sono comprensibili, compresa quella del comitato di sorveglianza, che saremmo molto felici fosse la normale struttura del sistema di imprese, ma il consiglio di sorveglianza non è il consiglio di amministrazione. Deve avere altri compiti e bisogna che si definiscano. Gli unici esempi che abbiamo, Inps e Inail, sono frutto di una legislazione esplicita che conferisce dei poteri”. Peraltro, conclude la sindacalista, “abbiamo un’urgenza che è quella che il processo di Alcoa comprenda gli ammortizzatori e la certezza del percorso produttivo”.

Scacchetti, Cgil: “sulle politiche attive sul lavoro serve dal nostro punto di vista un forte governo pubblico”

L’assegno di ricollocazione è “uno strumento sul quale avevamo e abbiamo delle perplessità”. Lo ha sottolineato il segretario confederale della Cgil, Tania Scacchetti, a margine dell’incontro con il gruppo del M5S al Senato. “Dovrebbe partire in forma stabile, dopo la sperimentazione, tra la fine di aprile e i primi di maggio. Non abbiamo delle perplessità sulle politiche attive del lavoro, che invece è un terreno sul quale il Paese deve investire e qualificare”. Secondo Scacchetti ci sono perplessità “su due fronti. Uno se le politiche attive si fanno a costo zero. Il secondo tema riguarda la loro strutturazione. Le politiche attive dovrebbero avere un forte governo pubblico. Abbiamo fatto qualche avanzamento importante per i centri dell’impiego nella legge di stabilità, che quantomeno ha dato qualche certezza di risorse. Ma abbiamo ancora un numero sottodimensionato di operatori pubblici nel sistema delle politiche attive”. La dirigente della Cgil ha aggiunto che “non è solo una questione di volontà far partire le politiche attive. Serve una strutturazione importante, serve dal nostro punto di vista un forte governo pubblico, serve una maggiore relazione tra le Regioni, che anche in virtù della mancata riforma costituzionale mantengono la titolarità nella gestione delle politiche attive, e l’agenzia nazionale (Anpal), che era nata con uno scopo ben preciso a cui non può corrispondere proprio in virtù di quella riforma costituzionale. Continueremo ad accompagnare questo processo, che non dovrebbe avvenire dal nostro punto di vista per singoli accordi e quindi seguire le singole vertenze, ma dovrebbe garantire strumenti universali. Riferimento importante sarà il livello essenziale delle prestazioni delle politiche attive, dovrebbe uscire il decreto. Ripartiremo da lì, chiedendo investimenti e un governo pubblico”.

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