Gaza. Nuovi scontri tra palestinesi ed esercito israeliano al confine, nel secondo venerdì della Marcia del Ritorno. 3 morti e 250 feriti colpiti dai soldati

Gaza. Nuovi scontri tra palestinesi ed esercito israeliano al confine, nel secondo venerdì della Marcia del Ritorno. 3 morti e 250 feriti colpiti dai soldati

Sono ripresi gli scontri nel secondo venerdì di proteste lungo la linea di demarcazione fra la Striscia di Gaza e Israele. I palestinesi hanno cominciato a dare alle fiamme pneumatici ammassati già da giovedì sera a ridosso della barriera con l’obiettivo di oscurare la visuale ai tiratori scelti delle Forze di difesa israeliane (Idf), schierate per evitare attacchi ed eventuali ingressi nel territorio dello Stato ebraico. L’ufficio per i diritti umani delle Nazioni Unite ha chiesto oggi a Gerusalemme di non usare “forza eccessiva” contro i manifestanti palestinesi. La portavoce dell’ufficio delle Nazioni Unite, Elizabeth Throssell, ha dichiarato che le armi devono essere usate soltanto come soluzione ultima e l’ingiustificato ricorso alle armi potrebbe incrementare le vittime civili. Le Idf hanno iniziato ad usare grandi ventilatori per spostare le colonne di fumo causate dagli pneumatici dati alle fiamme. Le protese della “Marcia per il ritorno” sono iniziate lo scorso venerdì, 30 marzo, facendo registrare 20 morti tra i palestinesi. Secondo le autorità israeliane la maggior parte dei morti appartiene al movimento islamista Hamas che dal 2007 amministra la Striscia di Gaza.

È salito a tre morti e 250 feriti il numero dei palestinesi rimasti feriti venerdì 6 aprile durante gli scontri sulla linea di demarcazione fra Striscia di Gaza ed Israele. Lo riferisce il ministero della Salute palestinese. Le immagini diffuse dall’emittente satellitare “Al Jazeera” mostrano colonne di fumo che si ergono verso l’alto tese ad oscurare la visuale dei tiratori scelti delle Forze di difesa israeliane (Idf). Le Idf affermano che le proteste lungo la linea di demarcazione israelo-palestinese fanno parte di un piano di Hamas: incitare i manifestanti; danneggiare la recinzione e fare ingresso in Israele; condurre attacchi terroristici contro civili israeliani. In precedenza il portavoce delle Idf ha dichiarato che “non sarà permesso di violare le infrastrutture e le recinzioni di sicurezza di Israele che proteggono i civili”. Inoltre, le Idf “agiranno contro chi è coinvolto in questi attacchi”. Le autorità militari israeliane evidenziano che “per la seconda settimana consecutiva Hamas sta incitando le proteste lungo i confine Gaza-Israele nel tentativo di raggiungere l’obiettivo di danneggiare i civili israeliani, indipendentemente da ciò che accade al loro popolo”. L’ultima nota diramata dalle Idf spiega che “Hamas sta bruciando gli pneumatici per creare una cortina fumogena e trasformare il confine Gaza-Israele in una zona di guerra, danneggiando i civili di Gaza e di Israele”. Per le Idf “Hamas sta letteralmente cercando di infiammare il confine Israele-Gaza”.

“Se Israele colpirà la Striscia nel profondo, Hamas si vendicherà colpendo in profondità il cuore degli insediamenti”. Così un leader del movimento islamico palestinese di Hamas, Mahmoud a-Zahar, ha parlato alla folla riunita alla barriera di confine tra la Striscia di Gaza e Israele nel secondo venerdì della Grande Marcia del ritorno. A-Zahar era accompagnato dal capo della sicurezza di Hamas Tawfiq Abu Naim.

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