Fiom. L’Assemblea nazionale lancia la sfida al Congresso Cgil: “coalizione del lavoro”, dentro e fuori il sindacato

Fiom. L’Assemblea nazionale lancia la sfida al Congresso Cgil: “coalizione del lavoro”, dentro e fuori il sindacato

Si è tenuta a Roma l’assemblea nazionale della Fiom, con le conclusioni della segretaria generale Francesca Re David. Le tute blu della Cgil hanno così aperto il percorso verso il 27° congresso. L’assise ha votato all’unanimità due ordini del giorno: il primo di condanna per l’ennesima strage di civili palestinesi da parte dell’esercito israeliano, con l’adesione all’appello dell’Anp per un’inchiesta internazionale da parte delle Nazioni unite. L’altro testo riguarda l’escalation di morti sul lavoro avvenuti da inizio anno in Italia, che viene definita “una strage inaccettabile in un Paese civile”.

Re David: bisogna riunificare il mondo del lavoro

La prima giornata. “Il prossimo congresso della Cgil dovrà rispondere a una domanda fondamentale: come si recupera l’uguaglianza di tutti i lavoratori, come si riunifica quel mondo del lavoro che le imprese, e i governi che hanno scelto di stare dalla loro parte, hanno frantumato e spezzettato”. Con queste parole Francesca Re David ha terminato la relazione nella prima giornata dell’Assemblea nazionale dei 500 delegati e delegate della Federazione.

Una relazione lunga e articolata che ha aperto la due-giorni di dibattito, il cui compito è definire le “linee contrattuali” della Fiom in vista del XVIII congresso della Cgil e del XXVI della Federazione dei metalmeccanici. Un percorso che si annuncia ricco e vasto, che già dalla prossima settimana vedrà le assemblee delle strutture territoriali e che il 18 maggio prossimo culminerà nell’assemblea generale dei metalmeccanici. Un congresso, appunto, che la Fiom vuole nel segno nell’uguaglianza, che “non è omologazione, ma parità dei diritti, esercizio della democrazia diretta, coinvolgimento sempre più largo dei lavoratori”.

In questi ultimi anni, ha spiegato Re David, le aziende “hanno puntato decisamente sulla frantumazione del lavoro. E le leggi hanno sostenuto questo disegno, mettendo al centro non i diritti del lavoro ma la libertà d’impresa”. Un attacco, nel caso italiano, che parte “dalla famosa lettera della Bce e arriva al Jobs Act e alla riforma delle pensioni”. Per il segretario Fiom occorre allora “rafforzare i legami della coalizione dei lavoratori, proprio per contrastare l’azione dei governi e degli Stati che invece si schierano con le imprese e con le banche”. Va contrastata, dunque, “la logica della competizione tra lavoratori, come ad esempio accade nelle multinazionali o nei cambi appalto”.

Ecco, allora, che “intercategorialità” diventa una parola importante per l’azione sindacale. “Se ho una grande quantità di lavoratori con rapporti diversi, se ho un sistema di appalti che ruota attorno a un’impresa, devo avere una capacità di rappresentanza vera e comune, devo sapere costruire un percorso condiviso” ha spiegato. È quindi necessario che la Cgil identifichi “quali sono le rivendicazioni di quadro e quali invece sono quelle che riguardano tutti i lavoratori. La contrattazione del salario di sito per gli appalti, tanto per fare un esempio, è un’esperienza che si sta iniziando a realizzare e che va in questa direzione”.

L’idea della Fiom, insomma, è quella di una “coalizione del lavoro”, dentro e fuori il sindacato. “È necessario allargare la coalizione a tutti i lavoratori metalmeccanici e agli addetti delle altre categorie” ha argomentato. Perché tanti sono gli elementi che s’intrecciano, e per questi servono “un’analisi e una visione comune”. Due, fra i tanti: salario e orario. “Vi è un problema enorme d’impoverimento dei salari: dobbiamo capire come costruire concretamente le condizioni per aumentare le retribuzioni nel nuovo ccnl, e quali rivendicazioni siamo in grado di sostenere con la lotta” ha concluso Re David, rimarcando anche il tema dell’orario, con “le imprese che chiedono di ridurre gli orari altrimenti scattano i licenziamenti, senza considerare che la riduzione dell’orario è una deroga ai contratti nazionali, e che ha ovvie ricadute su salari e pensioni”.

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