Bassilichi Firenze. Lavoratori in sciopero. Fim, Fiom, Rsu: garanzie insufficienti dal piano industriale. Spacchettamento in tre della società. Previsto l’esodo volontario. Chiesto l’intervento del Mise e delle istituzioni regionali

Bassilichi Firenze. Lavoratori in sciopero. Fim, Fiom, Rsu: garanzie insufficienti dal piano industriale. Spacchettamento in tre della  società. Previsto l’esodo volontario.  Chiesto l’intervento  del Mise e delle istituzioni regionali

Dopo un incontro fra i sindacati e la direzione della Bassilichi spa Firenze, che si occupa di sistemi di pagamento e servizi per il business, utilizzando le nuove tecnologie, nel corso del quale la direzione ha esposto il nuovo piano industriale, praticamente la divisione in tre parti della società, Fim Cisl, Fiom Cgil, Rsu, le organizzazioni che operano all’interno della azienda, hanno proclamato uno sciopero in tutti gli stabilimenti del territorio nazionale, dalle ore 9 alle ore 11 della mattina di oggi, mercoledì. La partecipazione è stata altissima, i lavoratori si sono riuniti in assemblea per manifestare dissenso rispetto all’esito dell’incontro e definire insieme alle organizzazioni sindacali un percorso che arrivi a tutelare tutti i dipendenti. Bassilichi è una azienda che nasce cinquanta anni fa a Firenze. Si occupa di assistenza tecnica alle macchine da scrivere e calcolatrici. Segue gli sviluppi di questo settore in rapida crescita, diventa con il passare degli anni, una azienda, o meglio un gruppo leader, che utilizza le nuove tecnologie per coprire tutte le attività di una azienda, dalle mansioni del personale, alla organizzazione della produzione, ai pagamenti, alle transazioni finanziarie operando per conto di banche.

Da azienda di famiglia al gruppo Nexi, investimenti all’estero, progetti ambiziosi

L’azienda, originariamente di famiglia, con il passare degli anni si espande, entra in settori che riguardano, per  esempio, la tenuta del patrimonio artistico e culturale. Prende contatti con altre aziende, si forma un gruppo, Nexi, investimenti anche all’estero. Non molto tempo fa Leonardo Bassilichi, uno dei fondatori dell’azienda dichiarava: “Da imprenditori siamo profondamente convinti che è necessario, in un contesto così mutevole, avere il coraggio di osare, di accettare nuove sfide e di porsi nuovi traguardi valorizzando il patrimonio di eccellenze che ha il nostro Paese in tanti settori. Per questo abbiamo deciso di investire in due ambiziosi progetti, privilegiando ancora una volta lo sviluppo dell’Impresa e del territorio piuttosto che il successo e la crescita personale, come dimostra la nostra storia imprenditoriale”.  “In particolare – proseguiva – crediamo nelle prospettive di crescita del settore del business process outsourcing e indirizzeremo tutti gli sforzi per posizionare il nuovo Polo fra le aziende leader di questo mercato così come lo siamo già nel settore dei pagamenti con il Polo che si è venuto a creare con ICBPI, anche grazie al contributo delle risorse e delle competenze di Bassilichi”.

Ma, a fronte di queste dichiarazioni e dei progetti più volte annunciati, con iniziative in Italia e all’estero, la realtà è ben diversa. Il coordinamento sindacale rispetto alle richieste avanzate nel corso di precedenti incontri, ha reputato “insufficienti” le proposte della azienda fra cui anche quella di un possibile “esodo volontario”. Le linee guida del piano industriale – affermano in un comunicato Fim Cisl, Fiom Cgil, e Rsu, “prevedono la divisione dell’azienda in tre parti. Nella prima confluirebbero circa 240 addetti in una società denominata Ausilia S.r.l, che sarà attiva nel settore del back office bancario, capogruppo di Fruendo Srl (ex back office del Monte dei Paschi di Siena). La seconda parte confluirebbe con circa 250 addetti in una Newco che sarà attiva nel settore del Contact Center, ambito nel quale viene prestata, ad esempio, assistenza tecnica agli esercenti sui terminali POS. La terza parte rimarrebbe nel perimetro Bassilichi diventando presidio NEXI, a completamento del piano di ristrutturazione. L’azienda ha proposto inoltre un esodo incentivato volontario”.

Erano state prospettate ampie possibilità di sviluppo ma si va in direzione opposta

“Le organizzazioni sindacali, prosegue il comunicato, hanno richiesto fin da subito l’assunzione di responsabilità non solo a Bassilichi stessa, ma anche alla controllante NEXI (che si candida ad essere il primo player nazionale nel settore dei pagamenti digitali). Con l’acquisizione di giugno 2017, erano state prospettate ampie possibilità di sviluppo mentre oggi si è intrapresa la direzione opposta, ovvero l’allontanamento dal perimetro NEXI di centinaia di lavoratori e di attività del core business. Per questo, forti del sostegno dei lavoratori, concludono Fim,  Fiom, Rsu siamo pronti a mettere in campo tutte le azioni necessarie che vadano verso la risoluzione della vertenza”.

Insieme alla dichiarazione di sciopero i sindacati hanno richiesto un tavolo con le Istituzioni regionali e nazionali affinché si “facciano promotori verso la Capogruppo NEXI S.p.A. per l’ottenimento delle tutele utili a garantire una solida prospettiva ai lavoratori e valorizzare le loro competenze, operazione etica e rispettosa di coloro che fino ad oggi hanno prestato servizio per Bassilichi Spa”. Istituzioni nazionali che si chiamano in primo luogo ministero per lo sviluppo economico, il Mise, leggi Calenda.

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