Strage di Cisterna di Latina, operata la madre delle due bambine uccise. Funerali per il padre assassino e i Carabinieri ora vogliono vederci chiaro

Strage di Cisterna di Latina, operata la madre delle due bambine uccise. Funerali per il padre assassino e i Carabinieri ora vogliono vederci chiaro

I corpi di Alessia e Martina sono conservati nell’obitorio del cimitero di Cisterna. Mercoledì mattina, le bambine di 8 e 12 anni sono state uccise con un colpo di pistola ciascuno dal padre Luigi Capasso, appuntato scelto dei carabinieri in servizio a Velletri, suicidatosi dopo 8 ore di trattativa con i colleghi. La madre, Antonietta Gargiulo anche lei ferita a colpi di pistola, è ricoverata e sedata in ospedale al San Camillo di Roma. La donna è stata sottoposta a un intervento maxillo-facciale alla mascella sinistra, colpita da un proiettile, e resta naturalmente ricoverata nella terapia intensiva dell’ospedale San Camillo di Roma. Secondo quanto si è appreso, il decorso post operatorio è buono. Le sue condizioni sono stazionarie e la prognosi rimane al momento riservata.

Intanto tutti e tre i corpi sono stati dissequestrati dall’autorità giudiziaria e già nel pomeriggio di venerdì a Secondigliano (Na) si è celebrato il funerale di Luigi Capasso. L’ultimo saluto alle due bambine verrà dato, invece, nella chiesa di Santa Maria Assunta a Cisterna di Latina in una data ancora da stabilire, probabilmente in attesa di un responso medico dal San Camillo che possa permettere o escludere la presenza alle esequie anche della madre che, però, al momento non sa nulla di quanto accaduto. Per le due piccole sono state scelte due bare bianche. Intanto l’Arma dei Carabinieri vuole vederci chiaro su quanto accaduto e cosa rarissima in fatti di questo genere, diffonde una nota pubblica del Comando Generale: “La grave tragedia familiare avvenuta a Cisterna di Latina impone l’obbligo di verificare se le autorità gerarchiche e sanitarie competenti a valutare il comportamento e la condizione psicofisica dell’appuntato Luigi Capasso avessero elementi sufficienti per prevedere quanto purtroppo è accaduto, nonché se sia stato fatto tutto ciò che la legge consentiva a tutela della consorte e, per estensione, dell’intero nucleo familiare. L’Arma dei Carabinieri, che sta fornendo all’Autorità giudiziaria la massima collaborazione investigativa e ogni informazione in suo possesso, ha disposto per gli aspetti di propria competenza l’esecuzione di una rapida inchiesta, tesa ad accertare i fatti con puntualità e trasparenza. Questa procedura, ulteriore rispetto al procedimento già avviato dall’Autorità giudiziaria, porterà a una completa conoscenza della vicenda e all’adozione dei provvedimenti che si renderanno necessari”.

Intanto su quanto accaduto e soprattutto sulla premeditazione della strage ci sarebbero da registrare alcuni particolari riscontrati immediatamente dopo il duplice delitto ed il suicidio. Dalla perquisizione di Capasso sarebbero usciti fuori dei riscontri chiarissimi sulla sua volontà omicida. Alcune lettere e assegni gli sarebbero stati trovati indosso, tutti indirizzati ai fratelli e ai genitori e scritti di suo pugno dove spiegava il perché della sua decisione di sterminare la famiglia e dove dava indicazioni precise su come ripartire l’eredità, i risparmi, la casa coniugale e persino come pagare i funerali.

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