Sì, pietà l’è morta. Bardonecchia, centro assistenza migranti invaso da gendarmi francesi armati. Nigeriano costretto all’esame urine. Per Parigi tutto regolare. Di Maio chiede solo notizie. Fratoianni: ancora non ho letto proteste di Minniti e Alfano

Sì, pietà l’è morta. Bardonecchia, centro assistenza migranti invaso da gendarmi francesi armati. Nigeriano costretto all’esame urine. Per Parigi tutto regolare. Di Maio chiede solo notizie. Fratoianni: ancora non ho letto proteste di Minniti e Alfano

Avevamo scritto qualche giorno fa “Pietà l’è morta”, il canto dei partigiani che combattevano contro i tedeschi e i fascisti nostrani, lassù sulle montagne innevate, a proposito degli interventi della gendarmeria francese a caccia di migranti. Ora la “caccia” è arrivata anche dentro un centro di assistenza in territorio italiano, a Bardonecchia, dove sono entrati cinque gendarmi francesi “accompagnando”, si fa per dire, un cittadino nigeriano sospettato di essere uno spacciatore di droga cui è stato fatto il test delle urine. Un episodio gravissimo, non il primo. Una violazione, non c’è altro nome, della nostra territorialità, dei diritti delle persone. Non si può entrare in un luogo dove si presta assistenza medica offerta da una associazione che assiste i migranti. Il fatto è reso ancora più grave dal momento che non è la prima volta che la gendarmeria francese viola leggi e trattati.

Le denunce di Rainbow4Africa, l’associazione che assiste i migranti

Una guida alpina francese era stata indagata rischiando il carcere per aver aiutato una migrante incinta che insieme al marito cercava di varcare il confine a Bardonecchia. A denunciare l’episodio Rainbow4Africa, l’associazione che alla stazione di Bardonecchia assiste i migranti. I gendarmi francesi avevano “depositato” la donna davanti alla stazione, territorio italiano. Per costoro poteva morire. Un episodio che aveva trovato spazio nei media, la protesta delle autorità italiane per l’invasione di campo, poi niente più. Passavano alcuni giorni e un’altra donna, incinta e malata, veniva respinta al confine, sempre a Bardonecchia, sempre dalla gendarmeria francese. Le proteste italiane erano scivolate via come l’acqua di un torrente. Questa volta la donna era morta dopo il parto all’Ospedale Sant’ Anna di Torino dopo l’assistenza a lei prestata nell’ambulatorio di Bardonecchia. Era gravemente ammalata, un tumore la condannava alla morte. Voleva andare in Francia a partorire per lasciare il bambino alla sorella. Niente da fare. La donna è morta dopo aver dato alla luce il figlio. Di nuovo spazio sui media, protesta delle autorità italiane, dopo qualche giorno il silenzio.

Le proteste delle autorità locali non avevano avuto alcun effetto

Pietà l’è morta avevamo scritto ed eravamo stati facili profeti. Purtroppo le proteste delle autorità locali non avevano avuto alcun effetto. Non sappiamo se  erano stati presi contatti a livello di governo con ministri interessati, Minniti in primo luogo, quali passi avevano compiuto. E Alfano aveva preso qualche iniziativa? Ci sono stati rapporti diplomatici? Interrogativi ai quali non è mai arrivata risposta.

Si, pietà l’è morta e anche seppellita, lo ribadiamo, leggendo la cronaca di quella maledetta serata di venerdì, ore 21, quando alcuni uomini della dogana francese sono entrati senza permesso nella sala gestita dal Comune di Bardonecchia, vicino alla stazione dove operano i volontari della Rainbow4Africa per dare assistenza ai migranti respinti dalla Francia e a quelli che tentano la traversata al confine. Alla sala hanno accesso solo gli operatori e i mediatori culturali del Comune, ma gli agenti francesi, armati, sono comunque entrati obbligando un migrante, di colore, a sottoporsi al test antidroga delle urine. Un esame risultato negativo, come fanno sapere alcuni volontari. Raccontano le cronache che a denunciare il blitz è stata la stessa ong, lamentando “la grave ingerenza, inaccettabile, all’operato dell’ong e delle istituzioni italiane”.

Un presidio sanitario, luogo neutro, rispettato anche dove si combattono guerre

“Un presidio sanitario è luogo neutro, rispettato anche nei luoghi di guerra”, ricorda l’ong in un post su Facebook. “Rainbow4Africa agisce secondo principi inviolabili: indipendenza, neutralità, imparzialità e umanità. L’azione degli agenti della Dogana Francese viola tali principi. Il comportamento adottato nei confronti del ragazzo nigeriano appare irrispettoso dei diritti umani”. Sempre le cronache locali raccontano che “i volontari presenti hanno anche provato a chiedere spiegazioni agli agenti, ma senza successo”. Dell’accaduto sono stati informati il prefetto di Torino Renato Saccone e l’assessore regionale alle pari opportunità Monica Cerutti.

Un incidente internazionale ma i francesi fanno orecchie da mercante

Siamo in presenza  di un vero e proprio incidente internazionale. L’ambasciatore francese a Roma è stato convocato alla Farnesina. “Vogliamo spiegazioni dal governo francese in Italia – dicono fonti del nostro ministero degli Esteri – attendiamo risposte chiare prima di intraprendere qualsiasi eventuale azione”. Arriva subito, arrogante, la risposta di Parigi. “Al fine di evitare qualsiasi incidente in futuro, le autorità francesi sono a disposizione di quelle italiane per chiarire il quadro giuridico e operativo nel quale i doganieri francesi possono intervenire sul territorio italiano in virtù di un accordo (sugli uffici di controlli transfrontalieri) del 1990 in condizioni di rispetto della legge e delle persone”. Così si legge in un  comunicato del ministro francese dei Conti pubblici, Gérald Darmanin, cui fanno capo i doganieri, sulla vicenda di Bardonecchia. Non solo l’arroganza ma anche la presa in giro. Dice Darmanin che
“dal momento che da qualche mese questo locale è stato anche messo a disposizione di un’associazione per l’aiuto ai migranti, gli agenti hanno chiesto la possibilità di accedere ai sanitari, che è stata concessa loro”. “Il controllo alla fine si è rivelato negativo. Tuttavia alcuni membri dell’associazione si sono risentiti per questo controllo e hanno voluto che la persona controllata restasse con loro al termine dell’esame”, conclude Parigi.

Ci sono testimonianze che sbugiardano il ministro francese

Davvero incredibile. Ancora non c’è notizia di una risposta, diciamo perlomeno decente, alla arroganza francese. Ci sono testimonianze che sbugiardano il ministro francese. Ci sono testimoni oculari i quali raccontano che la pattuglia francese “è entrata con atteggiamento imperioso nel locale accompagnando un giovane migrante. Gli agenti hanno intimato ai presenti di allontanarsi, mostrando le armi che avevano addosso. Il gruppo aveva con sé un giovane migrante, probabilmente ritenuto un corriere della droga: il ragazzo è stato portato nel bagno dove gli agenti gli hanno fatto l’esame delle urine”. Ovviamente inutile dirlo non  era per niente consenziente.

Di Maio si limita a chiedere chiarimenti. Ma i francesi hanno già risposto picche

Dall’Italia tanti commenti. Il più singolare, per non dire peggio, quello dell’autocandidato premier, Luigi Di Maio: “Bene ha fatto la Farnesina a convocare l’ambasciatore francese. Quanto accaduto a #Bardonecchia – afferma – deve essere chiarito completamente in ogni suo aspetto”. Ma non è stato informato della risposta data alla Farnesina? Forse non vuole entrate in polemica con il presidente Macron e non è un belvedere..Praticamente sono intervenute tutte le forze politiche. Si è distinto Matteo Salvini il “mangia migranti” che questa volta è dalla parte dei migranti, guarda caso. Autocandidato anch’egli a presidente del Consiglio dice infatti “altro che espellere i diplomatici russi, qui bisogna allontanare i diplomatici francesi! Con noi al governo l’Italia rialzerà la testa in Europa, da Macron e Merkel non abbiamo lezioni da prendere, e i nostri confini ce li controlleremo noi”. Lui il problema lo risolverebbe,via tutti i migranti, da rinchiudere nei campi di concentramento libici. Maurizio Martina, segretario reggente del Pd dimentica che proprio un ministro del Pd, leggi Minniti è l’autore dell’accordo con i libici per i rimpatri dei migranti. E  afferma che “i fatti di Bardonecchia sono gravi e di certo così non si fa la nuova Europa”. Durissimo l’intervento di Nicola Fratoianni deputato di Liberi e Uguali. “Non ho ancora letto la notizia della protesta del ministro Minniti e del ministro Alfano nei confronti del governo francese. Che un nucleo di poliziotti francesi intervenga in  territorio italiano, in spregio a tutti gli accordi tra i due Paese – afferma -, faccia irruzione in un centro di solidarietà gestito da un comune italiano è un fatto gravissimo. Macron e il suo governo se pensa che siamo una colonia sbaglia in pieno.

Il governo francese rispetti perlomeno le leggi internazionali

E se il governo francese – prosegue – non ha la decenza di rispettare il buon senso e l’umanità, almeno rispetti le leggi internazionali. Suvvia gentili ministri Minniti e Alfano – conclude Fratoianni – almeno per una volta mostrate la schiena diritta verso un potente e non come  sempre verso i più deboli e inermi…”. Dal canto suo Giuseppe Civati di Possibile: afferma: “Il governo ha il dovere di protestare contro il blitz degli agenti francesi nella sede di Bardonecchia della Rainbow4Africa. Si tratta di un’azione molto grave nei confronti di un Paese confinante. Ma soprattutto è un’intollerabile intimidazione verso chi offre assistenza ai migranti. Il rispetto dei diritti umani è stato calpestato oltre ogni immaginazione. E questo è inaccettabile”. Il sindaco di Bardonecchia, Francesco  Avato, ricorda che “subito accorsi, i nostri agenti hanno fatto uscire i doganieri francesi. Non avevano il diritto di entrare – ha detto il sindaco -, nessun poliziotto italiano si sarebbe permesso di fare la stessa cosa in Francia. La vicenda è al vaglio delle nostre autorità”.

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