Mafie, 19 arresti tra Roma e Napoli per sodalizi di camorra e ‘ndrangheta

Mafie, 19 arresti tra Roma e Napoli per sodalizi di camorra e ‘ndrangheta

Dalle prime luci dell’alba di mercoledì, nelle province di Roma e Napoli, circa 200 Carabinieri del Comando Provinciale di Roma, con l’ausilio dei colleghi di Napoli, di elicotteri e di unità cinofile dell’Arma, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Roma, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, con la quale si dispone la custodia cautelare per 19 persone (16 in carcere e 3 agli arresti domiciliari). Per gli arrestati, tra i quali c’è anche una donna e alcuni indagati di origine albanese, le accuse rivolte sono, a diverso titolo, di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, aggravata dall’uso delle armi, spaccio di droga e a due di essi viene contestato il reato di lesioni gravi, commesse con arma da fuoco e con modalità mafiose.

Più che chiara la valutazione del Procuratore aggiunto della Dda di Roma, Michele Prestipino, (nelle foto un momento della conferenza stampa al Comando provinciale del carabinieri di Roma)  secondo il quale i fratelli Genny e Sasà Esposito, avevano strutturato la principale piazza di spaccio di San Basilio sul modello tipico di Scampia. A quanto ricostruito dagli inquirenti, la compagine diretta dai due fratelli era organizzata con dei capi piazza, collegati direttamente a loro, vedette e numerosi pusher ai quali veniva imposto l’esclusivo approvvigionamento della droga dal sodalizio e vedette. Un cugino degli Esposito, gestore della piazza, si sarebbe perfino tatuato sul braccio i diminutivi dei nomi dei suoi capi “Sasà” e “Genny”.

“Sul finire degli anni 90 la famiglia Esposito si è trasferita a Roma – ha ricostruito il Procuratore Aggiunto della DDA di Roma, Michele Prestipino, durante una conferenza stampa- il gruppo ha stretto rapporti criminali e relazioni portando un know how significativo nella gestione delle piazze di spaccio, portando a Roma il modello di spaccio delle piazze napoletane, in particolare Scampia”.

L’indagine, dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma, ha consentito di documentare l’operatività di due distinte organizzazioni criminali, entrambe armate e dedite al narcotraffico, in stretta sinergia tra loro, di cui una di tipo mafioso, a connotazione camorristica, capeggiata dai fratelli Salvatore e Genny Esposito e l’altra con a capo Vincenzo Polito, che si avvaleva della collaborazione di esponenti delle cosche di ‘ndrangheta della provincia di Reggio Calabria, le famiglie Filippone e Gallico, presenti nella Capitale. C’è anche il noto Arben Zogu, di origini albanesi, tra i destinatari dell’ordinanza, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Roma, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, che i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma stanno notificando, dalle prime ore del mattino, nelle province di Roma e Napoli.

Contemporaneamente agli arresti, sono sono state svolte 44 perquisizioni a carico di soggetti risultanti gravitare nell’orbita dei due gruppi criminali, per lo più residenti nel quartiere romano di San Basilio, ma anche a Napoli, Nettuno e paesi limitrofi a Roma. Si tratta di pusher, vedette e vari galoppini delle associazioni colpite dall’operazione dei Carabinieri di via In Selci e della Procura della Repubblica, D.D.A. di Roma. Va detto che i criminali arrestati imponevano ai pusher l’esclusivo approvvigionamento della droga da loro e chi non obbediva ne pagava lo scotto.

In particolare è stato accertato che tre anni fa, a San Basilio, tre pusher vennero gambizzati perché si erano riforniti da persone estranee all’associazione guidata dai fratelli Esposito. “Le indagine – ha detto il Procuratore capo della Dda di Roma Michele Prestipino – ci hanno consentito non solo di stabilire il movente (il mancato obbligo di fedeltà ndr), ma anche di individuare i due responsabili delle gambizzazioni: uno dei capi piazza di San Basilio e uno dei due fratelli Esposito”. Nel corso delle indagini sono stati sequestrati 25 kg di cocaina, che avrebbero fruttato al dettaglio circa 6 milioni di euro e due pistole: una revolver e una semiautomatica. Nelle perquisizioni di questa mattina a San Basilio, i Carabinieri hanno arrestato altre due persone in flagranza di reato: una per detenzione ai fini di spaccio e l’altra perché aveva in cucina un fucile a canne mozze.

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