Liv Ulmann e Ingmar Bergman un legame indissolubile. Omaggio del Bergamo Film Meeting a due grandi del Cinema

Liv Ulmann e Ingmar Bergman un legame indissolubile. Omaggio del Bergamo Film Meeting a due grandi del Cinema

Liv e Ingmar un legame sempiterno, indissolubile, che continua attraverso le loro opere. La Mostra fotografica Liv e Ingmar,  è stata  uno splendido omaggio e fiore all’occhiello del Bergamo Film Meeting (10-18 marzo), al genio cinematografico Ingmar Bergman, di cui quest’anno ricorre il centenario della nascita e alla sua Musa, l’attrice e regista Liv Ulmann, che ci  ha accompagnati nella esposizione delle 33 fotografie. Non potremo dimenticare il suo fascino ancora integro, alla soglia degli ottantanni, i suoi limpidi e curiosissimi occhi blu, la sua folta chioma bionda, la sua torrenziale energia e forza interiore, contagiosa. Con le sue parole, la sua presenza, i suoi sentimenti, la sua anima, ha dato vita alle splendide immagini tratte dai film realizzati insieme. Le foto raccontano la  relazione artistica comunicando tutte una grande ricchezza emozionale. A completare la Mostra il documentario Liv e Ingmar Painfully Connected di Dhereray Akolkar (Norvegia 2012, 83 minuti), che  apre con un’immagine dell’isola di Faro, l’isola deserta dove il regista e la bionda  norvegese dai grandi occhi blu, si sono conosciuti e ultimo rifugio del grande regista, che lì si era autoesiliato negli ultimi 30 anni della sua vita. L’attrice, tornata nel luogo sacro del loro fertile sodalizio, si confessa, ci rivela la lunga  passionale relazione  amorosa, la  convivenza di 5 anni, a tratti dolorosa, la rottura per le gelosie del regista. Nel docufilm si alternano spezzoni dei film, gioiosi momenti di vita quotidiana, come il diario di piccoli cuori, il biglietto amoroso scritto da Liv per Ingmar, che lo chiamava affettuosamente Pigmar, nascosto da quest’ultimo, nel suo orsachiotto, testimonianze dell’animo infantile del regista nella vita privata, che fanno da contraltare alla sua immagine di cineasta cupo e introverso. Una  cupezza, elemento presente nei suoi film, al tempo stesso pervasa sempre d’umanità: «Come direbbe Bergman, c’è una realtà oltre la realtà, ed è nell’anima». Dal racconto di Liv emergono 50 anni di amicizia profonda e di un fruttuoso sodalizio professionale. « Non passava giorno »,  ricorda Liv «che non ci sentissimo al telefono. Nei miei spostamenti portavo Ingmar nella mia valigia». Bergman definiva Liv il suo “Stradivari”, che era lo strumento necessario per rappresentare i suoi stati d’animo sullo schermo, soprattutto in Persona, ho riconosciuto la situazione di vita nella quale lui si trovava in quel momento, silenzioso, un po’ “asociale”… Interpretavo lui e la sua anima». Il Bergamo Film Meeting ha proposto inoltre un’ampia retrospettiva storica con i capolavori della loro cinematografia. L’ora del lupo (1968), Sinfonia d’autunno (1978), La vergogna (1968), Sussurri e grida (1972), Scene da un matrimonio (1973),  film che rappresentano il culmine della loro lunga collaborazione. Nei film emerge la tragicità della condizione umana, ma è sempre presente la magia della vita. E Liv Ulmann protagonista assoluta del Festival Meeting, è stata apprezzata per le sue straordinarie doti di attrice e anche in veste di regista,  con il film drammatico l’Infedele, scritto nel 1997 dal maestro svedese e  da lei realizzato nel 2000. Il 2018 sarà un anno particolare, il mondo del Cinema celebrerà il centenario della nascita di Ingmar Bergman il 14 Luglio prossimo e festeggerà gli 80 anni di Liv Ulmann il 10 Dicembre.   Colleghi, amanti, amici. «Credo» ha precisato Liv Ulmann, «che noi abbiamo fatto ciò che solo a pochi é concesso. Insieme avevamo la possibilità di creare, insieme ci siamo amati e insieme avevamo questa incredibile amicizia. Un’amicizia che non sarebbe mai finita».

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