Germania. Merkel eletta cancelliera per la quarta volta nel terzo governo di Grosse Koalition. Ma questa volta lo scarto è di soli 9 deputati al Bundestag

Germania. Merkel eletta cancelliera per la quarta volta nel terzo governo di Grosse Koalition. Ma questa volta lo scarto è di soli 9 deputati al Bundestag

171 giorni dopo le elezioni del 24 settembre 2017, la Germania ha un nuovo governo. Angela Merkel è stata eletta cancelliera dal Bundestag: dalla camera bassa del parlamento tedesco è arrivata l’approvazione della nascita del nuovo governo di coalizione Cdu-Csu e Spd, quarto esecutivo guidato da Merkel. Sono stati 364 i deputati a votare per la leader Cdu, 35 voti in meno dei 399 seggi di cui dispone la grande Coalizione o GroKo per i tedeschi. Contro la cancelliera, 63 anni, hanno votato in 315, nove gli astenuti. Merkel è poi andata a Schloss Bellevue, sede del presidente della Repubblica federale tedesca Frank Walter Steinmeier per essere ufficialmente nominata cancelliera.

Sulla base del voto segreto al Bundestag, l’ipotesi è che 35 deputati della coalizione di centrodestra abbiano votato contro Merkel, attribuendole una maggioranza di soli nove voti che l’opposizione ha velocemente bollato come “inizio difficile”. Tra i presenti in aula c’erano anche il marito della cancelliera, lo scienziato Joachim Sauer, e la madre 89enne, Herlind Kasner. Per la politica che da 12 anni guida la Germania, la conferma è stata un momento fondamentale, che ha chiuso la più grave crisi dei suoi mandati. Dalle elezioni i principali partiti erano usciti indeboliti, e a Merkel era stato impossibile formare una maggioranza. Aveva dovuto quindi ripiegare, dopo vari tentativi anche con Verdi e liberali dell’Fdp, su una nuova alleanza con l’Spd. Ma la nuova Grosse Koalition non è partita a gonfie vele, bollata dal vice cancelliere e ministro delle Finanze designato, Olaf Scholz dell’Spd, il quale ha detto che non si tratta di un “matrimonio d’amore”. Ma i partner intendono riuscire a governare sino al 2021. Nella riunione del pomeriggio, Merkel siede con i membri del suo nuovo gabinetto, dopo che la Spd è riuscita a conquistare i ministeri chiave di Esteri e Finanze.

Le conseguenti critiche dalle file del suo partito hanno spinto Merkel a nominare il talvolta critico Jens Spahn alla Salute e individuare come ‘erede’ alla segreteria generale della Cdu Annegret Kramp-Karrenbauer. E nel giorno dell’insediamento, l’Eliseo ha annunciato il primo impegno all’estero del nuovo mandato Merkel: sarà venerdì a Parigi per incontrare il presidente francese, Emmanuel Macron, in vista del vertice del 22 e 23 marzo, per discutere il piano di riforma dell’Ue. Per la cancelliera, l’Ue deve sempre più guardare ai suoi interessi, nell’era Trump. Berlino vuole più collaborazione europea su difesa, immigrazione e piani per il Fondo monetario europeo, ma è tiepida sul ministro delle Finanze dell’eurozona e respinge la condivisione del debito. Altro tema centrale della nuova GroKo è il rafforzamento dei partiti populisti e dell’estrema destra dell’Afd, che a settembre aveva ottenuto il 13%, facendo leva sulle paura dell’immigrazione. Per rispondere alla minaccia dell’estremismo di destra, il ministro dell’Interno designato, Horst Seehofer, ha promesso “tolleranza zero” sulla sicurezza e ulteriori espulsioni di richiedenti asilo respinti. Inoltre, ricopre il nuovo superministero della Patria (Heimat, in tedesco), parola che ha causato derisioni e polemiche ma è stata scelta per togliere presa al patriottismo dell’Afd. Scholz ha fatto anche un’altra promessa, per azzerare la presa di un’altra paura sfruttata dai populisti, cioé la perdita di lavoro nell’era della globalizzazione e del cambiamento tecnologico. “Quando guardiamo all’elezione di Trump, alla Brexit e al successo dei partiti populisti di destra in molti paesi europei, vediamo che c’è un evidente bisogno di trovare nuove risposte alle sfide del 21esimo secolo”, ha affermato.

Share